Cognomen omen

Cognomen omen

Le origini dei cognomi: Impastato, Cottone, Vitrano, Tucci

Peppino Impastato

Le origini dei cognomi: Impastato, Cottone, Vitrano, Tucci

Impastato

(come Giuseppe (Peppino) Impastato, giornalista assassinato dalla mafia)
Impastato è cognome di origine abbastanza recente, derivato probabilmente da un soprannome originato dal mestiere del capostipite (panettiere, pizzaiolo, ecc.). Si tratta di un cognome raro, tipicamente siciliano, presente in circa 50 comuni italiani con un ceppo più consistente, appunto, nell’Isola, nel palermitano (Palermo, Partinico, Montelepre, Isola delle Femmine, Balestrate, Terrasini, Carini,  Bagheria, Belmonte Mezzagno, Baucina, Trabia, ecc.), nel trapanese (Alcamo, Partanna, Santa Ninfa, Marsala, Campobello di Mazara, Trapani), nell’agrigentino (Montevago). Per effetto dei fenomeni migratori del passato, famiglie Impastato sono attestate anche in Emilia-Romagna (12), Lazio (10), Lombardia (7), Toscana (5), Friuli-Venezia Giulia, Piemonte, Umbria (2), Veneto, Puglia (1)

Riferimenti storici e personaggi. GIUSEPPE (PEPPINO) IMPASTATO (Cinisi 5/1/1948), giornalista e attivista politico, impegnato da sempre nella lotta alla mafia, nonostante venisse da una famiglia legata alle cosche mafiose. Il padre, Luigi, era amico di uno dei boss più potenti di Cosa Nostra, Tano Badalamenti. Nella notte fra l’8 e il 9 maggio 1978, venne assassinato con una carica di tritolo lungo la ferrovia Palermo-Trapani, per aver denunziato speculazioni ed affari di mafia; la sua storia, dalla militanza politica giovanile, all’esperienza di controinformazione condotta dai microfoni di Radio Aut, è stata raccontata nel film “I cento passi” di Marco Tullio Giordana. In un primo momento la sua morte era stata frettolosamente archiviata come suicidio avvenuto nel corso di un attentato terroristico e, solo nei primi anni Duemila, mandanti ed esecutori dell’omicidio furono condannati all’ergastolo. Ricordiamo che lo stesso giorno del ritrovamento del corpo di Peppino Impastato a Roma venne rinvenuto anche il corpo del presidente della DC Aldo Moro. GIOVANNI IMPASTATO (Cinisi 1953), fratello minore di Peppino Impastato, ha portato avanti la lotta che il fratello aveva iniziato. È tra i fondatori di “Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato”, uno dei siti più visitati (oltre 50 mila visitatori  in un anno), sorto in quella che fu la casa del bosso mafioso Tano Badalamenti: ospita un museo e una serie di iniziative tese a ricordare il messaggio di Peppino. Giovanni è autore dei libri “Oltre i 100 passi”, 2017 e “Resistere a  mafiopoli. La storia di mio fratello Peppino Impastato”, 2017. FRANCESCO IMPASTATO (Cinisi 1952), musicista, cantautore, animatore del circolo musica e cultura, cofondatore, nel 1979,  del “collettivo musicale Peppino Impastato”, compagno storico di Peppino. A lui ha dedicato, nel 2014 “La storia di Peppino Impastato” un’opera per immagini, musica e “cuntu” che riprende la tradizione dei cantastorie.  Tra le sue ultime opere: “Il brano in fondo al mare”, “Dopo la tragedia”, “Mare nostrum”.

Tucci

(come Giuseppe Tucci, orientalista, esploratore, storico delle religioni, buddhologo)
Tucci dovrebbe derivare dalla cognominizzazione del nome medievale “Tuccio” o dall’aferesi di vezzeggiativi di nomi come Alberto (Alber-tuccio), Roberto (Rober-tuccio), Santo (San-tuccio), Vito (Vi-tuccio), ecc.: è molto diffuso e noto in tutte le regioni italiane. Ha grossi ceppi in Lazio (Roma, Frosinone, Latina, Viterbo), in Puglia (Foggia, Taranto, Bari, Lecce), in Campania (Napoli, Avellino, Salerno, Benevento) ed anche in Abruzzo, Calabria, Toscana, Lombardia, Piemonte, Basilicata, ecc. In Sicilia è attestato nel catanese (Catania, Misterbianco, Gravina di Catania, Pedara), nel messinese (Messina, Itala, Spadafora), nel palermitano (Palermo,  Castellana Sicula, Terrasini), nel trapanese (Trapani, Erice), nell’agrigentino (Sciacca).

Riferimenti storici e personaggi. Tracce di questa cognominizzazione si trovano a Montieri (Grosseto) nel 1300 con un certo Ser Tuccio, vicario vescovile, a Firenze, sempre nel 1300, con un Fra Giovanni di Tuccio degl’Infangati, a Narni (Terni), nella seconda metà del 1500, con un magistrato, Eugenio Tucci. FRANCESCO TUCCI (Palermo), fondatore, nel 1884, dell’Istituto Sperimentale Zootecnico per la Sicilia di Palermo e suo direttore per 43 anni. Determinante fu il suo impegno a favore della nascente zootecnia coloniale nei paesi africani. Il prof. Tucci fu infatti incaricato dall’allora ministro delle colonie di dirigere il Regio Istituto zootecnico di Sidi Mesri in Libia e fu nominato “alto consulente” per i servizi zootecnici della Tripolitania. Dal 2003 è intitolata al Prof. Francesco Tucci la sala dei convegni dell’Istituto Sperimentale Zootecnico di Palermo. GABRIELLA TUCCI (Roma 4/8/1929), soprano, cantante-attrice, capace di affrontare una vasta gamma di ruoli, dal bel canto al verismo; è stata Elvira ne “I Puritani”, Gilda nel “Rigoletto”, Violetta ne “La traviata”, Maddalena nell’”Andrea Chenier”, Tosca. Ha interpretato ottanta differenti ruoli in cinque lingue e tenuto 250 rappresentazioni al Metropolitan opera  di New York, in tredici stagioni consecutive. Ha calcato con grandi successi i più importanti teatri del mondo: il Teatro alla Scala di Milano, il Metropolitan di New York, il Covent Garden di Londra, il Bolshoi di Mosca, il San Carlo di Napoli, il Colon di Buenos Aires, ed altri. GIUSEPPE TUCCI (Macerata 5/6/1894 – San Paolo dei Cavalieri  5/4/1984), orientalista, esploratore, storico delle religioni, buddhologo, autore di circa 360 pubblicazioni tra articoli scientifici, libri ed opere divulgative. Ha dato un grande impulso allo sviluppo dei rapporti culturali tra l’Italia e l’Oriente e, dal 1956, ha diretto le missioni archeologiche italiane in Afghanistan, Iran e Pakistan che hanno riportato alla luce nuove importantissime testimonianze delle più antiche civiltà di quei paesi. Ha insegnato religioni e filosofia dell’india e dell’Estremo Oriente all’università di Roma.

Cottone

(come Carlo Cottone, principe di Castelnuovo)
Cottone è cognome tipicamente siciliano formatosi da soprannome di mestiere e originato dal termine dialettale siciliano “cuttuni”, ossia cotone. Il cognome era utilizzato, pertanto, per indicare un capostipite o una famiglia dedita alla coltivazione, alla lavorazione o al commercio del cotone. Cottone comprende poco più di mille famiglie in Italia: il ceppo più consistente si trova in Sicilia (circa 700 famiglie), le altre sono  attestate nelle altre regioni, in Piemonte (66), in Lombardia (59), nel Lazio (48), in Toscana (33), in Calabria (19), in Campania (15), Emilia-Romagna (12) in Liguria (12), ecc. In Sicilia il cognome è particolarmente presente nel palermitano (Palermo, Balestrate, Villalba, Misilmeri, Carini, Bagheria, Ficarazzi, Roccamena, ecc.), nel catanese (Adrano, Scordia, Catania, Palagonia, Biancavilla, Paternò, ecc.), nel messinese (Messina, Librizzi, Patti, Capo d’Orlando, San Domenica Vittoria, Torrenova, Gioiosa Marea, ecc.), nel trapanese (Alcamo, Marsala, Calatafimi, Erice, Salemi, Mazara del Vallo, ecc.), nell’agrigentino (Sciacca, Caltabellotta, Realmonte, Burgio, Menfi, Agrigento, ecc.), nel siracusano (Carlentini, Lentini, Francofonte, Siracusa, ecc.).

Riferimenti storici e personaggi. GIOVANNI COTTONE (Palermo 12/7/1957), imprenditore del Motom Electronics Group; nel 2008 rilanciò il marchio “Lambretta” in Italia ed è stato il primo imprenditore in Italia ad aver introdotto il decoder. Originario di Palermo, ben presto si trasferì a Milano dove iniziò a lavorare nel mondo del commercio degli elettrodomestici. E’ considerato uno dei primi imprenditori italiani ad essere riuscito ad entrare nel mercato cinese. Ex marito di Valeria Marini, il suo matrimonio è durato poco più di un anno, annullato perché precedentemente sposato in Sicilia. E’ riuscito a mettersi in salvo da un sequestro di persona organizzato dalla sua prima moglie. BENEDETTO COTTONE (Marsala 4/12/1917 – Roma 13/6/2018), docente di lettere, politico, deputato alla Camera con il Partito Nazionale Monarchico (II legislatura) e con il Partito Liberale Italiano (IV-V-VI legislatura). Fu sottosegretario al Ministero dell’Interno sotto la presidenza di Giulio Andreotti. Cottone aveva preso parte alla seconda guerra mondiale con il grado di sottotenente. E’ stato vice segretario nazionale del Partito Liberale dal 1958 al 1970; è stato consigliere comunale di Palermo dal 1980 al 1985. CARLO COTTONE (Palermo 30/9/1758 – 24/12/1829), principe di Castelnuovo,  politico, ammiratore del costituzionalismo inglese; sedette come pari ereditario nel Parlamento di Sicilia e, con la collaborazione dell’abate Balsamo, fece approvare l’istituzione del catasto e una revisione delle imposte; ebbe parte preminente nella riforma della costituzione del 1812. Ostile al dispotismo reale, fu per un anno imprigionato nelle carceri di Favignana, ma , quando fu liberato, ebbe un incarico ministeriale. Fu primo fra i baroni siciliani a rinunciare ai suoi diritti feudali e finanziò la nascita di un istituto agrario.

Vitrano

(come Ludovico Vitrano, attore di teatro, cinema, televisione)
Vitrano dovrebbe derivare dall’antico nome di Castelvetrano (Castrum Vitranum), comune in provincia di Trapani,  probabilmente luogo di origine del capostipite. Diffuso soprattutto in Sicilia, Vitrano, ha il ceppo più consistente nel palermitano (Palermo, Misilmeri, Bagheria, Villabate, Monreale, Bolognetta, Lercara Friddi, ecc.); è diffuso, inoltre, nel trapanese (Erice, Trapani, Marsala, Buseto Palizzolo, ecc.), nel siracusano (Palazzolo Acreide, Siracusa, Pachino, ecc.), nel catanese (Catania, Misterbianco, Tremestieri Etneo, ecc.), nel nisseno (Caltanissetta, Mussomeli, Campofranco, ecc.) nell’agrigentino (Villafranca Sicula, Sciacca), nel messinese (Messina, Letoianni). Alcune famiglie Vitrano sono presenti anche in Lombardia, Lazio, Piemonte, Campania, Toscana, Liguria, Puglia e in qualche altre regione italiana.

Riferimenti storici e personaggi. Vitrano fu antica famiglia siciliana di chiara e tradizionale virtù, propagatasi nel corso dei secoli in diverse regioni italiane. Il casato venne ammesso agli onori e ai privilegi del cavalierato in seguito alla partecipazione, sotto i vessilli aragonesi, connotata da coraggio e virtù, di un FERDINANDO VITRANO, alla guerra d’Otranto del 1481 contro gli ottomani. Dalla famiglia Vitrano uscirono uomini che resero illustre il loro nome nei pubblici impieghi, nelle professioni liberali ed ecclesiastiche e nel servizio militare. GASPARE VITRANO (Palermo 20/8/1961), deputato regionale per tre legislature (XIII, XIV, XV), eletto nella lista “La Margherita per la Sicilia” (XIII legislatura),  “Democrazia e libertà – La Margherita Rita Borsellino” (XIV), “Partito Democratico”(XV). VINCENZO VITRANO (Trapani 1972), fumettista, illustratore, caricaturista, ritrattista. Dal 2017 collabora con la En. Edit. – Enigmistica Editoriale s.r.l. disegnando le vignette umoristiche per il settimanale “Enigmistica Più”, il quindicinale “Gente Enigmistica” e “Gente Puzzle”. LUDOVICO VITRANO (Palermo 19/6/1982), attore; dopo le rime esperienze teatrali al Teatro Biondo di Palermo . e a Roma presso il Centro Sperimentale di Cinematografia, nel 2008 debutta al cinema con “Baaria” di Giuseppe Tornatore e in TV nella soap di “Agrodolce” in RAI 3; nel 2011 è tra i protagonisti nella fiction per RAI 1 “Il commissario Nardone”. Vengono dopo “Squadra Antimafia – Palermo oggi”, serie TV di Canale 5 (2012/2014), nel ruolo di Gaetano Palladino, “Una casa nel cuore” di  Andrea Porporati” – Miniserie TV Rai 1, “Catturandi – Nel nome del padre”, per la regia di Fabrizio Costa, miniserie TV – Rai 1 (2016). Don PINO VITRANO (Palermo), salesiano, sacerdote della Missione Speranza e Carità di Palermo, fondata dal missionario laico Biagio Conte nel 1991, che accoglie oltre 700 immigrati provenienti da vari paesi dell’Africa.
 

Cognomen omen

Etimologia, origine, significato, diffusione dei cognomi a livello provinciale e regionale: fenomeni migratori. Collegamenti e riferimenti storici sulle famiglie nobili siciliane, tradizioni popolari, personaggi del mondo della cultura, della politica, dell’arte, della cronaca. “Nomen omen”, locuzione latina che significa “un nome, un destino” o “il destino nel nome”: per i Romani nel nome della persona era indicato il suo destino, appunto “I cognomi come brand”, “marchio” che ti accompagna per tutta la vita, insieme dei valori che nel tempo le generazioni hanno costruito.

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