Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cognomen omen

Opinioni

Cognomen omen

A cura di Francesco Miranda

Le origini dei cognomi Fava, Figuccia, Ingrassia, Carriglio

Claudio Fava

Fava

(come Giuseppe Claudio Fava, deputato regionale, presidente della Commissione antimafia)
Il cognome Fava dovrebbe derivare da soprannomi collegati al vocabolo “fava”, attribuiti a capostipiti che coltivavano o vendevano fave; si tratta, quindi, di  un cognome fitonimico, che deriva cioè dal nome di una pianta. Potrebbero, inoltre, i soprannomi, essere collegati ad aneddoti relativi alle fave o a toponimi che contengono la radice fava (Favara in provincia di Agrigento) E’ un cognome diffuso in tutt’Italia maggiormente presente nelle regioni Emilia-Romagna (Bologna, Piacenza, Modena, ecc.), Lombardia (Milano, Mantova, Brescia), Piemonte (Torino, Alessandria), Veneto (Treviso, Venezia, Verona), quindi, Marche, Lazio, ecc. In Sicilia è diffuso particolarmente nel siracusano (Francofonte, Siracusa, Palazzolo Acreide, ecc.), nel messinese (Messina, Villafranca Tirrena, Torrenova, Alì, ecc.), nel palermitano (Palermo, Cefalù, Marineo, Cerda, ecc.), nel ragusano (Ispica, Comiso, Ragusa, ecc.) nel catanese (Catania, Mascalucia, ecc.), nell’agrigentino (Licata, Cammarata)

Riferimenti storici e personaggi: Tracce di questa cognominizzazione si trovano nel 1400 ad Alba (Cuneo) con un Giovannino Fava de Alladio, siniscalco e mastro di casa del marchese Bonifacio IV. GIUSEPPE FAVA (Palazzolo Acreide 15/9/1925 – Catania 5/1/1984) – scrittore, giornalista, drammaturgo e sceneggiatore. Iniziò la sua attività giornalistica con la collaborazione a varie testate giornalistiche; nel 1956 fu capocronista di Espresso Sera, ma anche redattore e inviato de La Sicilia. Nel 1980 fu chiamato a dirigere il Giornale del Sud di Catania, “quotidiano coraggioso” che voleva “realizzare la giustizia e difendere la libertà”: per una serie di contrasti con gli editori, Fava venne licenziato e il giornale chiuso. Fava fondò e diresse allora “I Siciliani”, un mensile che denunziava l’intreccio fra finanza, pubblici poteri e traffico della droga. Il 5 gennaio 1984 Giuseppe Fava venne assassinato dalla mafia in via dello Stadio, nei pressi del Teatro Verga, a Catania. GIUSEPPE CLAUDIO FAVA (Catania 15/4/1957) – politico, giornalista, sceneggiatore, scrittore. E’ deputato regionale eletto nella lista “Cento passi per la Sicilia”, è vice presidente del Gruppo Misto, componente della Commissione I – Affari costituzionali e della Commissione V – Cultura, Formazione e Lavoro; nel maggio 2018 è stato eletto presidente della Commissione Antimafia per la Sicilia. Giornalista, dopo l’assassinio del padre Giuseppe Fava, continuò a dirigere “I Siciliani” fino al 1986; poi lavorò per il Corriere della Sera, Il Mattino, L’Espresso, la RAI. E’ stato deputato regionale nel 1991, componente della  Camera dei deputati nella XI legislatura (1992/94) per la Rete, poi segretario regionale dei Democratici di Sinistra (1999/2001), eurodeputato per due legislature (1999/2004-2004/2009), deputato nazionale per SEL (Sinistra e Libertà) nella XVII legislatura. Numerose le sue pubblicazioni (saggi, romanzi, opere teatrali, sceneggiature per il cinema e per la TV). 

Figuccia

(come  Vincenzo Figuccia, deputato regionale dell’U.D.C.)
Figuccia è un alterato diminutivo di Figo/Fico, cognome tipicamente siciliano che ha altre varianti, Fichi, Fichera, Fighera, ecc.; tutti dovrebbero derivare da soprannomi motivati dalla presenza di una grossa concentrazione di alberi di fichi presso le abitazioni delle famiglie capostipiti o dal mestiere di venditore o coltivatore di fichi esercitato dagli stessi. Il cognome è diffuso in pochissimi comuni italiani, in gran parte siciliani, del trapanese (Marsala, Mazara del Vallo, Trapani, Petrosino, Castelvetrano), del palermitano (Palermo, Villabate, Bolognetta), del messinese (Messina). Alcune famiglie Figuccia si trovano in Lombardia (Milano, Muggiò, Vigevano, Quistello), Liguria (Genova), Toscana (Orbetello, Manciano, Lucca, Cascina), Lazio (Roma, Cassino, Manziana, Pignataro Interamna), Campania (Napoli).

Riferimenti storici e personaggi. Nel suo romanzo storico, “La strage dimenticata”, edito da Sellerio nel 1984, Andrea Camilleri recupera un avvenimento dalla storia dimenticata: nel 1848, durante le insurrezioni popolari che interessarono tutta l’Europa, ma anche città e periferie dell’Italia, a Porto Empedocle, nell’agrigentino, la polizia borbonica comandata dal maggiore Sarzana, nel timore che i detenuti rinchiusi nella Torre Penitenziaria potessero sollevarsi e unirsi agli insorti, fece rinchiudere i “servi di pena” (così erano detti i carcerati) in una cella e fece in modo che vi morissero soffocati e bruciati vivi. Erano in 114: fra questi c’erano tre Figuccia: Nicolò Figuccia di anni 44 da Palermo, Francesco Figuccia di anni 47 e Giuseppe Figuccia di anni 37 da Marsala. VINCENZO FIGUCCIA (Palermo 12/2/1974), laurea in scienze politiche, sociologo; deputato regionale eletto nella lista UDC (Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro). Nominato assessore regionale Rifiuti ed Energia, dopo un mese dall’inizio della XVII Legislatura si era dimesso dalla carica  per la vicenda relativa al tetto degli “ stipendi d’oro” dell’ARS. E’ il primo della classe all’Assemblea Regionale, uno dei più produttivi deputati: ha al suo attivo 32 disegni di legge e 53 interrogazioni. E’ alla sua seconda esperienza parlamentare, nella precedente legislatura regionale era stato eletto nella lista Partito dei Siciliani – MPA, e approdato nel dicembre 2013 nel gruppo parlamentare  Forza Italia  di cui  poi era diventato vicepresidente. Attualmente è componente della Prima Commissione – Affari Istituzionali e della Commissione parlamentare speciale Statuto e materia statutaria.  È figlio di ANGELO FIGUCCIA (Palermo 10/9/1951), già consigliere al comune di Palermo, eletto nel maggio del 2012 nella lista MPA (Movimento per l’Autonomia). È noto per la sua posizione ultraconservatrice in difesa della famiglia naturale; è presidente del Comitato per i diritti dei cittadini e, alle ultime elezioni comunali, ha sostenuto la lista del Popolo della Famiglia, soggetto politico aconfessionale e valoriale di ispirazione cristiana (che mette al centro la dottrina sociale della chiesa).

Ingrassia

(come Giovanni Filippo Ingrassia, medico e anatomico siciliano)
 Ingrassia (e Ingarsia) nascono da una italianizzazione del cognome spagnolo Garcìa che è il più diffuso in tutta la penisola iberica; essi sono forme prostetiche di Garsìa e Grassìa (molti cognomi nel sud nascono come forme prostetiche di  altri cognomi, vedi Impellizzeri / Pellizzeri, Incalcaterra /Calcaterra, ecc.). Si pensa che Garcìa sia di derivazione toponomastica, connesso in particolare con il comune di Garcìa, provincia di Tarragona, nella Catalogna, il quale ha una origine molto antica, pare pre-romana. Un'altra ipotesi vuole Garcìa derivato dal termine “(h)artz” che significa “orso”( o “volpe”).  ). Ingrassia è molto diffuso in quasi tutte le province siciliane, soprattutto nel palermitano (Palermo, Misilmeri, Belmonte Mezzagno, ecc.), nel catanese (Catania, Biancavilla, Adrano, Castel di Iudica, ecc.), nell’ennese (Centuripe, Catenanuova, Nicosia, Regalbuto, ecc.), nel messinese (Messina, Sant’Agata Militello, Patti, ecc.), nel trapanese (Trapani, Marsala, Paceco, ecc.)

Riferimenti storici e personaggi  - Tra i nobili Garcìa si ricordano conti d'Aragona e re di Pamplona: Garcìa I Sanchez di Navarra e Garcìa II Sanchez di Navarra (detto il Tremolante); re di Navarra Garcìa IV Ramìrez (detto il Restauratore); re Garcìa I di Leòn, i duchi di Guascogna Garcìa I e Garcìa II.  GIAN FILIPPO INGRASSIA (Regalbuto 1510-Palermo 1580) – celebre medico e anatomico siciliano. Dopo aver insegnato medicina all’Università di Napoli, venne a Palermo in qualità di protomedico generale. Iniziatore degli studi sistematici relativi alla medicina legale, è autore di importanti ricerche anatomiche, specialmente in osteologia, fu il primo a differenziare la scarlattina dal morbillo. A Palermo attese al miglioramento dell’igiene pubblica e degli ospedali, soprattutto in occasione della peste che infierì in Sicilia nel 1575. Il suo nome è oggi principalmente legato alle ricerche anatomiche contenute nei “Commentari”, editi postumi nel 1603 a Palermo. FRANCESCO (CICCIO) INGRASSIA (Palermo 5/10/1922- Roma 28/4/2003) – attore comico e regista italiano; insieme a Franco Franchi ha formato una coppia di comici – Ciccio e Franco -  entrata nella storia della cinematografia italiana. I due attori, inseparabili al cinema e in televisione, hanno condiviso 40 anni di carriera dagli esordi all’avanspettacolo ai riconoscimenti nel cinema d’autore: realizzarono insieme ben 132 film, prevalentemente nella prima metà degli anni Sessanta. Nel 1971 Franco e Ciccio furono il Gatto e la Volpe nel bellissimo “Pinocchio” televisivo di Luigi Comencini, con Nino Manfredi e Gina Lollobrigida. GIAMPIERO INGRASSIA (Roma 18/11/1961) – figlio di Ciccio Ingrassia, attore teatrale, cantante, conduttore televisivo. Ha studiato recitazione presso il Laboratorio di Esercitazioni Sceniche sotto la guida di Gigi Proietti, ha sviluppato la sua carriera di attore perlopiù di teatro, è appassionato dei generi musicali heavy metal e hard rock, ha cantato in vari gruppi . A teatro ha portato in scena, fra l’altro, Shakespeare, in particolare “Sogno di una notte di mezza estate” con Serena Autieri e la regia di Giorgio Albertazzi, ma il suo genere d’elezione è il musical: “Grease” (1997) con Lorella Cuccarini, “Jesus Christ Superstar”(2001), “Frankenstein Junior”(2012/2014)); è regista dello spettacolo teatrale “Colpevoli” (2011). Ha avuto anche esperienze come conduttore televisivo.

Carriglio

(Come Pietro Carriglio, regista e scenografo)
Carriglio corrisponde al cognome spagnolo “Carrillo”, attestato a Madrid, e significa “carretto, piccolo carro”: è un cognome raro, presente soprattutto in Sicilia, nel trapanese (Trapani, Favignana, Marsala, Custonaci), nel siracusano (Augusta, Melilli, Siracusa), nel catanese (Catania, Viagrande), nel messinese (Giardini Naxos), nel palermitano (Capaci). E’ attestato, inoltre, nelle seguenti regioni: Lombardia (Milano, Casorate Primo, Sant’Angelo Lodigiano, Lacchiarella), Puglia (Statte, Taranto), Veneto (Venezia, Salzano, Mirano) , Liguria (Genova, Portovenere), Piemonte (Almese, Novara, Torino), Friuli – Venezia Giulia (Trieste), Campania (San Giuseppe Vesuviano).

Riferimenti storici e personaggi. Carriglio è famiglia assai antica e nobile, originaria di Ferrara; qui si ricordano vari personaggi: un Bartolomeo Carriglio, fattore ducale di Bosio I ed Ercole I; Lodovico, filosofo e medico distintissimo, riformatore dell’Università degli Studi di Ferrara; Michele, pittore e decoratore del XV secolo, Alfonso, medico e filosofo del XVII secolo. Nel corso dei secoli vari rami di questa famiglia si trasferirono in varie regioni dove acquisirono nobiltà e furono accolti nelle importanti cariche delle città in cui ebbero dimora (cfr. Heraldrys Institute of Rome). PIETRO CARRIGLIO (Trapani 26/10/1938), regista teatrale e scenografo; è stato direttore artistico del Teatro Biondo Stabile di Palermo per 25 anni ed è stato sovrintendente del Teatro Massimo di Palermo; lasciato il Biondo, nel 1991 ha diretto il Teatro Stabile di Roma. Docente per alcuni anni presso la Facoltà di Architettura e la Facoltà di Magistero dell’Università di Palermo, è stato membro del Consiglio Superiore dello Spettacolo in rappresentanza del Ministero della Pubblica Istruzione. Il suo modello di teatro è incentrato sulla rilettura critica dei classici, sulla rivisitazione degli statuti della scenografia contemporanea e sulla valorizzazione del teatro poesia. Nel 2008 ha diretto l’Orestiade di Eschilo per il 44^ ciclo delle Rappresentazioni classiche a Siracusa. Ha animato negli anni diverse iniziative legate alla letteratura e alla poesia. NINO CARRIGLIO (Trapani 29/1/1967), docente di sassofono, clarinetto, flauto traverso. Diplomatosi al Conservatorio “A. Scontrino” di Trapani, si è perfezionato a Palermo con Vittorio Luna e, successivamente, al Conservatorio “G. Verdi” di  Torino; ha frequentato diversi corsi di perfezionamento a Perugia, Barcellona (Spagna), Annecy (Francia). Ha collaborato con diversi enti lirico-sinfonici, prendendo parte a parecchie stagioni musicali: Ente musicale “Luglio trapanese”, Ente Teatro Comunale “G. Garibaldi” di Enna, Teatro Romano di Benevento, Teatro Alfa con la Compagnia Stabile di Operette “Alfa Folies” di Torino. Ha all’attivo una buona attività concertistica, sia come solista sia come componente di vari gruppi da camera. Negli ultimi anni sta esplorando il panorama musicale attraverso la rivisitazione di generi diversi: dalla musica classica a quella operistica per confluire nella atmosfere jazz, fusion, folk.

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