Giovedì, 5 Agosto 2021
Cognomen omen

Opinioni

Cognomen omen

A cura di Francesco Miranda

Le origini dei cognomi Barbagallo, Pirrotta, Pisani, Perniciaro

Anthony Barbagallo

Barbagallo

(come Carmelo Barbagallo, segretario generale dell’ U.I.L.)
Barbagallo dovrebbe derivare da soprannomi legati a caratteristiche somatiche del capostipite o ad acconciature con la bizzarra forma della cresta del gallo. Il cognome è tipico della Sicilia orientale, del catanese in particolare; è diffuso in 386 comuni italiani, principalmente distribuiti nelle regioni Sicilia, Lombardia, Lazio, Piemonte, Campania, Calabria, Emilia-Romagna, Toscana, Veneto, Liguria, Puglia. In Sicilia è presente in tutte le province, con ceppi più consistenti nel catanese (46 comuni, fra cui Catania, Acireale, Zafferana Etnea, Aci Catena), nel messinese (23 comuni, fra cui Messina, Giardini Naxos, Milazzo), nel siracusano (13 comuni, fra cui Solarino, Siracusa, Lentini), nell'ennese (Barrafranca, Centuripe, Enna, ecc.), nel palermitano (Palermo, Villabate, Campofelice Roccella, ecc.), nel trapanese (Salaparuta, Trapani, Pantelleria, ecc.)

Riferimenti storici e personaggi - Una famiglia Barbagallo godette di nobiltà a Messina nei secoli XVII e XVIII; un Benedetto Barbagallo fu console nobile del mare di Messina nel 1698 e senatore negli anni 1733/34.  BENEDICTI BARBAGALLO (1619/1699), scrittore, erudito, avvocato, laureatosi a Catania, operò a Palermo. Sua opera: “Practica novissima, ac theorica super ritu Magnae Regiae Curiae Regni Siciliae” - Palermo 1779. CORRADO BARBAGALLO (Sciacca 1/12/1877 – Torino 16/4/1952), storico, insegnò Storia economica presso le università di Catania, Napoli, Torino. Fondò il periodico “Nuova Rivista Storica” che diresse fino alla sua morte e che costituì uno dei più vivaci organi di discussione storiografica. Lasciò opere monumentali e fondamentali come una “Storia Universale” in cinque volumi (1931/1938), “Come si scatenò la guerra mondiale”(1923), “La Russia comunista”(1944). ANTHONY EMANUELE BARBAGALLO (Catania 24/12/1975), avvocato, deputato regionale della XVII Legislatura, eletto nella lista Partito Democratico. Micari Presidente: è componente della IV Commissione – Ambiente, Territorio e Mobilità. Nella precedente XVI Legislatura (Governo Crocetta) era stato assessore regionale al Turismo, sport e spettacolo (2015/2017), precedentemente sindaco di Pedara per due legislature. (2005/2012). GIOVANNI BARBAGALLO (Trecastagni 1/6/1952), politico, deputato regionale per quattro legislature (dalla XII alla XV) per il Partito Popolare Italiano, poi lista “La Margherita”, poi Partito Democratico. Dal 2002 al 2006 è stato vicepresidente della Commissione regionale antimafia. Un suo disegno di legge regionale  di riduzione dei deputati da 90 a 70 ha anticipato la politica regionale di contenimento della spesa pubblica. Nel marzo 2014 è stato deputato al Parlamento Europeo per il PD in sostituzione di Francesca Barracciu, divenuta sottosegretaria; alle elezioni europee del maggio 2014 Giovanni Barbagallo non è stato rieletto. CARMELO BARBAGALLO (Termini Imerese 12/5/1947), sindacalista, segretario generale della UIL (Unione Italiana del Lavoro) eletto in sostituzione di Luigi Angeletti; il XVII Congresso del giugno 2018 lo ha riconfermato nella carica.

Pirrotta

(come Vincenzo Pirrotta, autore, attore e regista)
Il cognome Pirrotta nasce da una modificazione dialettale del nome personale Pietro, che deriva dall’aramaico “Kefa”, “roccia”, successivamente tradotto in greco come “Petros” e in latino come “Petrus”.
Pirrotta è specifico del palermitano (Palermo, dove ci sarebbero circa 500 persone con questo cognome, Bagheria, Misilmeri, Carini, ecc.), ma è noto e diffuso anche nel catanese (Militello Val di Catania, Gravina di Catania, San Gregorio, ecc.), nel siracusano (Canicattini, Noto, Pachino, ecc.), nel ragusano (Chiaramonte Gulfi, Vittoria, Ispica), nel trapanese (Castelvetrano, Castellammare del Golfo), nel messinese (Terme Vigliatore, Fondachelli Fantina). Famiglie Pirrotta si trovano anche in Calabria (nel Reggino), in Lombardia, Piemonte, Lazio, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Veneto e in poche  altre regioni italiane.
 

Riferimenti storici e personaggi. VINCENZO PIRROTTA (Partinico 6/2/1971), drammaturgo, attore teatrale, regista teatrale, cantastorie e puparo. Diplomato presso l’INDA (Istituto Nazionale del Dramma Antico) entra in contatto con la cultura classica antica e greca; allievo di Mimmo Cuticchio, apprende l’antica tecnica del “cunto”. Dal 1990 al 1996 realizza una serie di spettacoli classici al Teatro Greco di Siracusa, lavora con registi del calibro di Giancarlo Sbragia, Mimmo Cuticchio, Salvo Licata, Gabriele Lavia, Mario Martone, Roberto De Simone, collabora con attori come Anna Proclemer, Piera degli Espositi, Toni Servillo, Gianni Agus, Mariano  Rigillo. Firma diverse regie teatrali, è anche autore, regista e attore de “La ballata delle balate”, “Terra Matta”, “All’ombra della collina”; scrive la Trilogia “I tesori della Zisa”; nel 2005 riceve il premio della critica come miglior autore, attore e regista emergente assegnatogli dall’Associazione Nazionale Critici di Teatro. Vincenzo Pirrotta è un erede della tradizione dei cuntisti e lavora alla perpetuazione di questa arcaica tradizione siciliana con sperimentazioni teatrali e artistiche contemporanee. La sua ultima interpretazione è “Horcynus Orca. Transito e ricongiungimento”, produzione del Teatro Biondo di Palermo per la regia di Claudio Collovà. ONOFRIO PIRROTTA (Palermo 22/10/1941 – Tricesimo 12/2/2012), giornalista e scrittore; è stato vicedirettore vicario dell’ADNKRONOS e ha collaborato con “Il Mondo”, “Panorama”, “L’Europeo”, “Il Giorno”, “Il Messaggero”. Entrato alla RAI, negli anni Ottanta lavorò al TG2, era quirinalista e curava la Nota politica; poi passò al TG3 e a Rai News come caporedattore centrale. Nel 1992 pubblicò il libro “Pressappoco” (arrivato alla sesta edizione) sulle “bufale e altre bestialità del giornalismo italiano”.

Pisani

(come Giuseppe Pisani e Pietro Pisani, senatori della Repubblica nella XVIII Legislatura))
Pisani e le sue varianti (Pisano, Pisanu), sono cognomi etnici derivati dal toponimo Pisa, nota città toscana secondo Plinio fondata dai Teuti o da Pelope, re dei Pisei, tredici secoli prima di Cristo o, secondo altri storici derivata dall’etrusca “pise”, che significa “foce”; mentre Pisano e Pisanu sono tipici del sud e della Sardegna, Pisani è panitaliano, diffuso in tutte le regioni italiane, in particolare in Campania, Lombardia, Toscana, Puglia, Lazio, Calabria, Veneto, Piemonte, Liguria, Sicilia, Emilia-Romagna, ecc. Nell’isola è attestato soprattutto nel ragusano (Scicli, Vittoria, Ragusa, ecc.), nel messinese (Messina, Patti, Barcellona Pozzo di Gotto, ecc.), nel palermitano (Palermo, Corleone, Carini), nel catanese (Catania, Mascalucia, Viagrande), nel trapanese (Castelvetrano, Erice, Trapani), nel siracusano (Siracusa, Pachino, Avola).
Riferimenti storici e personaggi. Una famiglia Pisani, originaria di Pisa, passò a Venezia con le sue ricchezze nel 905, successivamente un suo ramo passò in Cava dei Tirreni e, nel secolo XVI, in Monteleone Calabro (Vibo Valentia), Catanzaro, Napoli. Quest’ultimo ramo fu infeudato del territorio di Castagneto e Rocca Angitola. Presero parte alla difesa del Regno delle Due Sicilie contro l’invasione piemontese del 1860: ANDREA PISANI, 1^ tenente dell’11^ Reggimento Fanteria di Linea Palermo; CARLO PISANI, 1^ tenente  Real Artiglieria. SAVERIO e FRANCESCO PISANI, avvocato e cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia, nella prima metà del secolo XX furono nobili col predicato di Castagneto e Rocca Angitola. La famiglia risulta iscritta nell’Elenco Nobiliare Italiano anno 1922.(cfr. Il Portale del Sud). GIUSEPPE PISANI (Scicli 26/1/1952), medico radiologo, senatore della Repubblica della XVIII Legislativa, eletto nella lista M5S.  E’ segretario della presidenza del Senato e componente della 12^ Commissione permanente – Igiene e Sanità e della Commissione permanente per l’attuazione del federalismo fiscale. PIETRO PISANI (Piacenza 30/6/1953), imprenditore, senatore della Repubblica della XVIII Legislatura, eletto nella lista Lega-Salvini premier. A Palazzo Madama è componente della X Commissione – permanente – Industria, Commercio, Turismo. PIETRO PISANI (Palermo 1761/1837, barone del Regno delle Due Sicilie, erudito, filantropo; era appassionato di Antiquaria (l’odierna Archeologia), di musica e pittura. Il suo nome è legato alla riorganizzazione della Real Casa dei Matti di Palermo, luogo di cura delle malattie psichiatriche, fondata nel 1824, che lui diresse fino alla morte. Partecipò alle operazioni di scavo che riportarono alla luce i resti dell’antica Selinunte. Un suo busto in marmo, scolpito da Salvatore Rubino nel 1867, è posto all’interno del Pantheon palermitano di San Domenico. GIOVANNI PAOLO PISANI (Siena 1574/1637), pittore, attivo, principalmente in uno stile manieristico, a Siena. Suoi dipinti si trovano nelle chiese di San Sebastiano in Vallepiatta e Santo Spirito.

Perniciaro

(come Giuseppe Perniciaro, primo vescovo dell’Eparchia di Piana degli Albanesi)
Perniciaro è cognome zoonimico o epanghelmatico : zoonimico perché avrebbe alla base un soprannome, “pernice”, formato con varia motivazione (caratteristiche personali o attività dei capostipiti) e con varianti Pernigotti, Pernigotto, Perniciotto, ecc.; epanghelmatico perché deriverebbe da un soprannome che indicava il mestiere dei capostipiti, probabilmente gente che lavorava le perne, un genere di conchiglie, producendo i caratteristici soprammobili siciliani di stile marino. E’ un cognome raro, presente oltre che in Sicilia, qua e là in poche altre regioni italiane, Lombardia, Piemonte, Liguria, Toscana, Emilia-Romagna, Lazio, Puglia, Campania, ecc. Nell’isola è attestato nel palermitano (Mezzojuso, Palermo, Carini, Ficarazzi, Godrano, San Giuseppe Jato, Monreale, Villafrati, Piana degli Albanesi, Partinico, ecc.), nel trapanese (Mazara del Vallo, Trapani, Erice, Marsala, Valderice, Castelvetrano, Alcamo, Partanna, Castellammare del Golfo, Pantelleria, ecc.), ma anche nell’agrigentino (Sambuca di Sicilia, Santo Stefano di Quisquina, Menfi, Bivona, Sciacca), nel nisseno (Caltanissetta), nel catanese (Caltagirone).
Riferimenti storici e personaggi. GIUSEPPE PERNICIARO (Mezzojuso 1/1/1907 – Piana degli Albanesi 5/6/1981), primo vescovo dell’Eparchia di Piana degli Albanesi, nominato da Paolo VI il 12 luglio 1967: l’Eparchia comprende i comuni di Mezzojuso, Piana degli Albanesi, Palazzo Adriano, Contessa Entellina, Santa Cristina Gela e la Parrocchia San Nicolò dei Greci alla Martorana di Palermo. Giuseppe Perniciaro, ordinato sacerdote nel 1929, a soli 32 anni era stato nominato da papa Pio XI vescovo titolare di Albània e vescovo ausiliare dell’Eparchia di Piana degli Albanesi. Nelle sue vesti di eparca aveva partecipato  a tutte le sessioni del Concilio Vaticano ed era stato consultore della Congregazione per le Chiese orientali e componente della Commissione per l’ecumenismo della CEI (Conferenza Episcopale Italiana). ANDREA PERNICIARO (Palermo 25/8/1979), giornalista professionista, direttore responsabile del quotidiano online Palermo Today. PIETRO PERNICIARO, “eroe sconosciuto”, soldato garibaldino censito nell’Archivio di Stato di Torino, e appartenente al Primo Reggimento cavalleggeri – Prima Cavalleria leggera di Palermo. LORENZO PERNICIARO (1899/1975), illustre arciprete della Parrocchia di San Nicolò di Mira di Mezzojuso, autore dei Manoscritti sui “Canti bizantini di Mezzojuso”

Si parla di
Sullo stesso argomento

Le origini dei cognomi Barbagallo, Pirrotta, Pisani, Perniciaro

PalermoToday è in caricamento