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Domenica, 23 Giugno 2024
Cognomen omen

Cognomen omen

A cura di Francesco Miranda

L'origine dei cognomi Bongiorno, Di Giorgi, Guglielmino e Manno

L'origine dei cognomi Bongiorno, Di Giorgi, Guglielmino e Manno.

Bongiorno

(come Mike Bongiorno, conduttore televisivo e radiofonico, uno dei “padri” della tv italiana)

Il cognome deriva dal nome beneaugurante medioevale Bongiorno, probabilmente portato dal capostipite; esso è molto diffuso in tutta la Sicilia, particolarmente nel palermitano (Palermo, Gangi, Partinico, Balestrate, Petralia Sottana, Petralia Soprana, Campofiorito, Roccapalumba, Lercara Friddi, Terrasini, Termini Imerese, Bagheria, Cinisi, Campofranco di Roccella, Carini, Misilmeri, Capaci, ecc.), nel messinese (Messina, Antillo, Santa Teresa Riva, Forza d’Agrò, Brolo, Sinagra, Santa Marina Salina, Savoca, Barcellona Pozzo di Gotto, San Fratello, Acquedolci, Casalvecchio Siculo, Furci Siculo, Malfa, Mirto, Frazzanò, Sant’Alessio Siculo, Lipari, Limina, ecc.), nel catanese (Catania, Misterbianco, Fiumefreddo di Sicilia, Zafferana Etnea, Riposto, Caltagirone, Tremestieri Etneo, Mirabella Imbaccari, San Giovanni La Punta, San Gregorio di Catania, Acicastello, Mascali, Paternò, Vizzini, ecc.), nell’agrigentino (Agrigento, Palma di Montechiaro, Favara, Casteltermini, Sciacca, Ribera, Porto Empedocle, Aragona, Cattolica Eraclea, Licata, Lucca Sicula, Canicattì, ecc.), nel trapanese (Marsala, Castellammare del Golfo, Mazara del Vallo, Alcamo, Castelvetrano, Paceco, Trapani, Salemi, Erice, Santa Ninfa, Vita ecc.); è diffuso anche in Lombardia, Lazio, Veneto, Puglia ( dove presenta un ceppo consistente), Calabria ed altre regioni italiane.

Riferimenti storici e personaggi. La famiglia Bongiorno, secondo alcuni studiosi, avrebbe origine da Patti o da Lentini e qui avrebbe ottenuto privilegi dai sovrani aragonesi per i servigi resi. Secondo altri storici la famiglia sarebbe di origine spagnola, scesa in Italia alla fine del secolo XV; un suo ramo avrebbe ottenuto il titolo di barone di Santo Stefano e il governatorato della città di Messina. Un ALFONSO BONGIORNO di Acireale (25/7/1908 -6/10/1980) aveva sposato una discendente dei Borboni delle Due Sicilie, del ramo dei conti di Roccaguglielmina la cui discendenza esiste ancora. A Gangi (PA) esiste tuttora Palazzo Bongiorno la cui costruzione fu voluta intorno al 1754/55 dal barone Francesco Benedetto Bongiorno su progetto del fratello architetto Gandolfo Felice Bongiorno. La famiglia Bongiorno è rappresentata a Giarre e Riposto dalla signora Donna Venera Bongiorno Buscemi. MIKE BONGIORNO (New York 26/5/1924 – Monte Carlo 8/9/2009), noto conduttore televisivo e radiofonico; è considerato uno dei padri fondatori della televisione italiana. Il padre, PHILIP BONGIORNO (1890/1971), figlio di Michelangelo Bongiorno, emigrato da Campofelice di Fitalia (PA), fu noto avvocato ed intraprese una positiva carriera politica che lo portò a
candidarsi a sindaco di New York. GIULIA BONGIORNO (Palermo 22/3/1966), avvocato penalista e politica italiana; svolge attività forense in campo penale e in campo sportivo; patrocinante in Cassazione, ha difeso noti personaggi in processi penali e in processi di carattere tributario, ha studio legale con sedi a Roma e Milano. Senatrice della Repubblica Italiana nella XVIII e nell’attuale XIX Legislatura, è stata eletta nella coalizione di centro-destra (Lega e Fratelli d’Italia). È stata deputata alla Camera nella XV e XVI Legislatura per Alleanza Nazionale, Popolo della Libertà, Futuro e Libertà. È stata ministra della Pubblica
Amministrazione nel Governo Conte I.

Di Giorgi

(come Rosa Maria di Giorgi, prima ricercatrice del Cnr, ex deputata e senatrice del Pd)

Il cognome Di Giorgi ha alla base il nome Giorgio che continua il personale latino di età imperiale “Georgius”, adattamento del nome tardo greco “Gheōrghios”, derivato da “gheōrgós” che significa “agricoltore”. Tale nome si diffuse in tutta la cristianità occidentale ed orientale per il culto e il prestigio di San Giorgio, vincitore del drago, martirizzato nel terzo secolo, patrono di molte città italiane (vedi E. De Felice). Il cognome ha molte varianti, alterati e derivati (Giorgio, De Giorgi, Giorio, Iorio, Zorzi, ecc.). Di Giorgi ha i ceppi più consistenti in Puglia (nel Leccese) e in Lombardia (nel Milanese), poi, è diffuso, in ordine decrescente, in Piemonte, Lazio, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Campania, Sardegna, Liguria, Veneto, Toscana, Trentino-Alto Adige, e, via via, in Sicilia: nel Palermitano (Palermo, Caltavuturo,Castelbuono, Cefalù, Monreale, Balestrate, Altofonte, Terrasini, Cinisi, Partinico, Santa Flavia, Misilmeri, ecc.), nel Trapanese (Mazara del Vallo, Alcamo, Salemi, Paceco, Castelvetrano, Trapani, Partanna, ecc.), nell’Agrigentino (Ribera, Canicattì, Calamonaci, Naro, ecc.), nel Catanese (Catania, Scordia, Tremestieri Etneo, Palagonia, Sant’Agata Li Battiati, Grammichele, ecc.), nel Messinese (Messina, Lipari, ecc.). Ci sono più di 1600 famiglie Di Giorgi in Italia.

Riferimenti storici e personaggi. Il cognome ha origine certa del 1263, con una nobile famiglia “Giorgio” registrata presso il Consiglio nobile di Verona. Fra le varianti, Giorgio è presente in tutt’Italia, soprattutto in Toscana e Lazio, Giorgini, De Giorgio e Di Giorgio, sono censiti soprattutto nelle regioni del Sud. ROSA MARIA DI GIORGI (Reggio Calabria 11/8/1955), laurea in Lettere, prima ricercatrice al Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), politica. È stata senatrice della Repubblica Italiana e vice presidente del Senato nella XVII Legislatura (2013/2018) e deputata nella XVIII Legislatura (2018/2022) per il Partito Democratico. Precedentemente all’attività parlamentare aveva svolto il ruolo di capogabinetto con il sindaco di Firenze Mario Primicerio e di assessora alla Cultura con il sindaco Leonardo Dominici, era stata componente della giunta comunale con il sindaco Matteo Renzi, con delega all’Educazione, alla Legalità, ai rapporti con il consiglio comunale. Ha scritto il testo “Il mare e la conchiglia. Storie di cultura, persone, politica e passioni” (2018). FERDINANDO DI GIORGI (Palermo 8/12/1969 – 10/5/1929), narratore, pubblicista, commediografo. Nel 1890 fondò un periodico letterario, “La Gazzetta d’arte” di cui fu redattore, con Giuseppe Pipitone Federico, direttore; fu direttore politico del “Giornale di Sicilia”. Da scrittore appartenne al filone del verismo ed ebbe numerosi contatti con Giovanni Verga, Mario Rapisardi e Federico De Roberto; scrisse novelle, commedie, prose e articoli di critica letteraria pubblicati in quotidiani e riviste. ANNA MARIA DI GIORGI (Trapani 5/11/1967), pittrice; vive e lavora a Gaggiano nel Milanese. Frequentando la Scuola del Fumetto di Milano si appassiona al “Trompe l’oeil”, tecnica pittorica naturalistica cara ai pittori del Cinquecento e basata sullo studio della prospettiva e che attraverso espedienti vari induce nell’osservatore l’illusione di guardare oggetti reali e tridimensionali in realtà dipinti su una superficie bidimensionale. Diplomatasi in Decorazione Pittorica alla Scuola d’Arte del Castello Sforzesco riesce a sperimentare nelle sue opere tecniche e soggetti diversi.

Guglielmino

(come Salvatore Guglielmino, docente di italiano e latino, autore del manuale “Guida al Novecento”)

Guglielmino deriva dalla cognominizzazione del nome di origine germanica Wilihelmus italianizzato il Guglielmo, che significa “elmo fatato, protezione”; la cognominizzazione ha interessato tutti i diminutivi e derivati. La grande diffusione del nome in Italia è dovuta al prestigio, nel Nord dei vari Guglielmo, marchesi di Monferrato, dal 1000 al Rinascimento; nel Sud di Guglielmo d’Altavilla re di Puglia, e dei re di Sicilia Guglielmo I, II e III, fra il XII e il XIII secolo. Il cognome è ampiamente diffuso in molti comuni del Catanese (Catania, Belpasso, Misterbianco, Tremestieri Etneo, Gravina di Catania, Paternò, Mascalucia, San Giovanni La Punta, Ragalna, Sant’Agata Li Battiati, Acicastello, Militello Val di Catania, Giarre, Aci Catena, Grammichele, Fiumefreddo di Sicilia, Riposto, Licodia Eubea, Valverde, ecc.) ed anche nel Siracusano (Siracusa, Noto, Canicattini Begni, Lentini, Augusta, ecc.), nel Messinese (Messina, Francavilla di Sicilia, Letojanni, ecc.), nel Ragusano (Vittoria, Ragusa, Modica, ecc.), nel Palermitano (Palermo, Carini, Misilmeri, Belmonte Mezzagno, Terrasini, ecc.). Molte famiglie Guglielmini sono attestate, inoltre, in Piemonte, Lombardia, Liguria, Lazio, Emilia-Romagna, Toscana, Veneto, Marche, Val d’Aosta, Calabria e in altre regioni italiane.

Riferimenti storici e personaggi. SALVATORE GUGLIELMINO (Vittoria 1/7/1926 – Milano 21/12/2001), docente di italiano e latino, autore di manuali scolastici tra i quali “Guida al Novecento”, dedicato alla letteratura italiana, testo che ha contribuito ad introdurre lo studio degli autori contemporanei nella scuola italiana. Salvatore Guglielmino ha insegnato per oltre 30 anni nei licei milanesi in particolare nel Liceo Classico statale Carducci di Milano; ha collaborato con alcuni teatri milanesi fra i quali il Teatro Parenti e il Piccolo Teatro; ha scritto l’opera “Narratori di Sicilia” (redatta in collaborazione con Leonardo Sciascia), ha curato traduzioni di opere di Alphonse Daudet e Lucio Anneo Seneca. Il Comune di Milano nel 2002 ha approvato l’iscrizione di Guglielmino nel Famedio cittadino del cimitero monumentale; nel 2000 gli aveva conferito l” Ambrogino d’Oro” (Premio che Milano riserva ai milanesi di nascita o di adozione che si sono distinti per diversi motivi nella tutela e nella valorizzazione della città). SALVATORE GUGLIELMINO (Catania), compositore, cantante, pianista, attore e regista, produttore, artista a tutto tondo. È un moderno “cantastorie”, cultore del mito, dell’opera musicale, divulgatore delle tradizioni popolari; dal 1996 al 2002 ha dato vita a Catania all”Etna Jazz” e ha prodotto alcune opere di teatro musicale e teatro di prosa come “La baronessa di Carini”. Nel 2002 ha fondato la Piccola Orchestra “Theatricantor” volta a creare un sound originale con la fusione di Jazz, Swing, Latin. Ha ideato e curato la Rassegna Mitoff, dedicata al teatro classico e inserita nel cartellone “Catania Summer Fest”, applaudita oltre che nel capoluogo etneo anche in altre città siciliane (Noto, Siracusa, ecc.). Nell’estate del 2022 ha presentato al Cortile Platamone di Catania “Dall’Orfeo all’Orlando, dall’Angelica all’Euridice”, “opera di narrazione recitata e cantata, dove vengono analizzate le parole dell’amore, possesso, prevaricazione, sottomissione ed odio raccontate nelle leggende e nei miti”. FRANCESCO GUGLIELMINO (Aci Catena 8/3/1872 – Catania 25/2/1956), poeta, grecista, critico letterario. È stato docente di lettere classiche al Liceo Spedalieri di Catania ed ebbe come allievo Vitaliano Brancati; dal 1931 al 1946 ha insegnato letteratura greca presso l’Università degli studi di Catania. Attivo conferenziere e traduttore, ha commentato numerosi testi in lingua latina, greca e tedesca. Una raccolta di poesie in lingua siciliana “Ciuri di strata” lo ha fatto conoscere come poeta romantico in lingua siciliana. 

Manno

(come Mario Manno, filosofo e docente universitario)

Manno può avere, nelle varie zone in cui è presente, diverse origini: può derivare dalla cognominizzazione della forma latinizzata “Mannus”, poi diventata Manno; può rappresentare l’ipocoristico aferetico di nomi di origine longobarda, comuni nel Medio Evo, come Ermanno, Alemanno, Riccomanno, o dal nome della nazione di provenienza “Alemagna”, Germania; potrebbe derivare da soprannome del capostipite originato da una modificazione dialettale del termine latino “magnus (il grande), riferito ad attributi di grandezza relativi a zone o a caratteristiche fisiche di una casa (la grande casa), di una persona o d’ altro. Manno ha i nuclei più consistenti in Sicilia e nelle regioni del Meridione (Calabria, Campania, Puglia) ed è abbastanza diffuso in Lombardia, Piemonte, Toscana, Liguria, Emilia-Romagna, ecc. per un totale di più di 1200 famiglie in tutta la penisola. In Sicilia è attestato soprattutto nel Palermitano (Palermo, Monreale, Altofonte, Bagheria, Ventimiglia di Sicilia, Santa Flavia, Trabia, Misilmeri, Ficarazzi, Villabate, Isola delle Femmine, Chiusa Sclafani, Montelepre, Carini, ecc.), nel Catanese (Catania, Misterbianco, Paternò, Acireale, Tremestieri Etneo, Aci Sant’Antonio, Mascalucia, Adrano, Belpasso, ecc.), nel Messinese (Mistretta, Messina, Santo Stefano di Camastra, San Fratello, Sant’Agata Militello, Milazzo, ecc.), nell’Agrigentino (Raffadali, Agrigento, Cattolica Eraclea, Santa Margherita Belice, Racalmuto, ecc.), nell’Ennese (Nissoria, Regalbuto, Gagliano Castelferrato, Catenanuova, Aidone, ecc.), nel Trapanese (Alcamo, Trapani, Erice, Mazara del Vallo).

Riferimenti storici e personaggi. Manno è un’antica famiglia nobile italiana, diramatasi nel corso dei secoli in Sicilia e in Sardegna. La sua origine risalirebbe, secondo alcuni storici, in Francia nell’811. Importanti personalità del ramo siciliano furono Nicolò Manno, barone di Sciacca dal 1343 e Puccio Manno, senatore a Palermo nel 1368; del ramo di Sardegna vanno ricordati ANTONIO MANNO (1647-1708), avvocato di Alghero, e GIUSEPPE MANNO (Alghero 17/3/1786 – Torino 25/1/19689, magistrato, politico, storico e letterato; fu senatore, del Regno di Sardegna e, successivamente, del Regno d’Italia, dal 1848 al 1868, presidente del Senato del Regno di Sardegna dal 1849 al 1855 e presidente del Senato del Regno d’Italia dal 1864 al 1865). È noto per aver scritto, fra l’altro, “La Storia di Sardegna”, opera in quattro volumi, scritta fra il 1825 e il 1827, e, più importante, la “Storia Moderna della Sardegna”, in due volumi, edita nel 1842. MARIO MANNO (4/6/1928 – 19/6/2015), docente di Storia della Filosofia Antica e di Filosofia Teoretica presso l’Università degli Studi di Messina (1958/1978), successivamente ordinario di Filosofia dell’Educazione presso l’Università degli Studi di Palermo. Ha fondato e diretto per più di dieci anni dal 1985, la rivista “Nuove Ipotesi”. Già assistente di Vincenzo La Via per tutto il suo percorso di ricerca ha indagato tematiche pedagogiche e filosofiche ed ha elaborato un originalissimo “Personalismo critico”. Fra i suoi numerosi scritti, importanti i suoi contributi critici su Platone, Kant, Dewey, Marx, Rosmini, Della Volpe. VINCENZO MANNO (Augusta 17/6/1901 – Roma 9/11/1981), violinista, compositore e direttore d’orchestra. La sua intensa attività di compositore comprende composizioni da camera, per piccola orchestra, per violino, per violino e pianoforte, sinfoniche, oltre che musiche da film e documentari. VINCENZO MANNO (Palermo 1750/1827), pittore; insieme ai fratelli Antonio, Francesco e Salvatore gestiva una delle più fortunate botteghe d’arte pittorica siciliane nel periodo a cavallo fra XVIII e XIX secolo. Le opere dei fratelli Manno, di cui Antonio era il genio più creativo, si trovano in tutta la Sicilia, nelle province in lingua siciliana di Palermo, Agrigento, Messina, Ragusa, Trapani, e a Malta.

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