Lo Schiaccianoci del sold out che incanta i bambini e batte l’esercito dei ‘black mirror’

Il volto sorridente dei bambini è certamente l'immagine più bella dello Schiaccianoci con musiche di Pëtr Il'ič Čajkovskij. Gran da fare per le maschere costrette ad ammonire i più maleducati, che non hanno avuto nemmeno la decenza di inibire il flash delle fotocamere

Lo Schiaccianoci al Teatro Massimo - foto Rossella Puccio

Il volto sorridente dei bambini è certamente l’immagine più bella dello "Schiaccianoci" con musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij, che si è appena concluso al Teatro Massimo. Lo ammetto, notare la cospicua presenza di piccoli e festanti spettatori aveva destato non poca preoccupazione sulle possibili ingerenze dell’età. Ma si sa, il teatro crea la magia, e i più piccoli sanno gestirla meglio degli adulti. Così, a dare uno schiaffo al pregiudizio sono bastati i numerosi e abbaglianti smartphone sfoderati dai ‘non più giovanissimi’, appena dopo la conclusione dell’ouverture e del dispiegarsi del sipario sulla prima scena: vigilia di Natale nella sontuosa casa della piccola Clara e del fratello Fritz, figli del sindaco Stahlbaum che per l’occasione ha organizzato grandi festeggiamenti.

Due spettatori col cellulare durante lo Schiaccianoci al Teatro Massimo-2Un gran da fare per le maschere costrette ad ammonire i più maleducati, che non hanno avuto nemmeno la decenza di inibire il flash della propria fotocamera. E' la sindrome da ‘black mirror’ che non lascia fuori neppure il teatro: alcuni, piuttosto che lasciarsi trascinare in un mondo affabulante, preferiscono farsi inghiottire da un buco nero, senza nemmeno pensare alle sottrazioni che si autoinfliggono. Alla fine dello spettacolo ho così chiesto alla mia vicina di poltrona, un’elegante ventenne in abito da sera, perché avesse preferito, a più (e più e più) riprese, filmare col proprio cellulare il balletto, e se fosse in qualche modo riuscita a goderne. La sua risposta, imbarazzata e cigolante, è stata un bisbiglio: «riesco a fare entrambe le cose». Chissà cosa avrebbe risposto se anche nel nostro Teatro utilizzassero il ‘laser della vergogna’, dissuasore di colore verde o rosso che in teatri internazionali, come quelli di Pechino e Shanghai, viene puntato dalle maschere sugli spettatori più indisciplinati colti in flagrante.

Lo sguardo estasiato dei bambini, gli ultimi fiocchi di neve sul palco, i lunghi applausi, riparano qualsiasi strappo e confermano la scelta del pubblico, non solo palermitano (tanti gli stranieri), che ha fatto registrare il tutto esaurito per ogni replica. Un successo doppio, visto che il balletto è l’esordio alla coreografia dell’étoile della danza Giuseppe Picone, in scena anche nei panni del Principe. Partendo dalla coreografia originale di Petipa, Picone ha reinterpretato in chiave del tutto personale sia coreograficamente che registicamente il balletto. Diverse le innovazioni rispetto alle versioni più canoniche: dal re dei topi che qui scampa alla morte, messo semplicemente in fuga con il suo piccolo esercito grigio; alla figura più ‘figa’ (come lo ha definito lo stesso Picone) di Drosselmeyer, non più cupo e spaventoso zio, ma affascinante e sorridente incantatore che porta doni magici ai bambini, tra i quali lo schiaccianoci a forma di soldatino destinato all’amata Clara e rotto dal fratello minore.

Ad affiancare il Principe-coreografo (nominato a luglio scorso direttore del Corpo di ballo del San Carlo di Napoli) una straordinaria Ashley Bouder, ballerina principale del New York City Ballet, nel ruolo della principessa-fata confetto. Ben tre i cast di questo balletto fantastico: il secondo con i solisti del Balletto di Sofia, Emil Petrov Yordanov e Marta Petkova; e il terzo con la rivelazione maschile del 2016 Michele Morelli e Francesca Davoli, del Corpo di Ballo del Teatro Massimo. Schiaccianoci, Teatro Massimo: il principeUn balletto lineare, come aveva preannunciato lo stesso Picone in conferenza stampa, che forse avrebbe dovuto osare di più nella scenografia e nelle luci per dare un’impronta più onirica e fiabesca a questo racconto musicato. Lo Schiaccianoci ancora una volta, e così da 124 anni nonostante l’esordio non proprio eccezionale il 18 dicembre 1892 al Teatro Marijnskij dell’odierna San Pietroburgo, rimane una favola natalizia perfetta.

Il Teatro Massimo conclude con successo la stagione 2016, pur avendo in serbo un cartellone di eventi speciali per le festività che al grido digitale di #Sempreaperti (l’hashtag con cui firma l’iniziativa del Teatro aperto ai cittadini) offre visite serali, concerti (quello di Capodanno con due star internazionali del canto Nadine Sierra e Paolo Fanale, e sul podio il giovane direttore Giacomo Sagripanti acclamato in tutto il mondo), maxischermo in piazza Verdi il 31 dicembre e, infine, il 6 gennaio l’opera buffa ‘Cartocomiche’, con i Sei Ottavi e Stefania Blandeburgo. In trepidante attesa per la Stagione 2017 che sarà aperta dal Macbeth di Emma Dante (ci aspetterà una rilettura non convenzionale dell’opera shakespeariana?), e che promette di stupire con nove opere, tre balletti, due progetti speciali, tredici concerti e un’importante tournée in Giappone. Dopotutto, sarà l’anno delle ricorrenze: i 120 anni dall’inaugurazione del Teatro, i venti anni della riapertura, i settanta anni del grande compositore palermitano Salvatore Sciarrino.

Sullo Schiaccianoci di Čajkovskij ci sarebbe ancora tanto altro da dire, partendo dalla stroncatura iniziale della critica che accompagnoò la sua prima messa in scena, difficile da credere essendo oggi tra i balletti ottocenteschi più conosciuti e più largamente ripresi non solo a teatro, ma anche al cinema e in Tv. Nel 2012 Google celebrò i 120 anni della prima rappresentazione dedicandogli uno dei suoi noti Doodle. Il balletto è ispirato al racconto Schiaccianoci e il re dei topi di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann (pubblicato a Berlino nel 1816) nella versione rivisitata da Alexander Dumas padre che ne edulcorò alcune parti, limando quelle più cupe e inquietanti. L’idea del soldatino schiaccianoci sembrerebbe essere stata suggerita a Hoffman dagli schiaccianoci di legno decorato che si trovavano in molte delle bancarelle dei mercatini di Natale allestiti nella Germania ottocentesca

Schiaccianoci, balletto fantastico in due atti
con musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij
Libretto di Marius Petipa e Ivan Aleksandrovič Vsevoložskij
Direttore Aivo Välja
Coreografia Giuseppe Picone da Marius Petipa

Maestro del Coro di voci bianche Salvatore Punturo

Allestimento del Teatro San Carlo di Napoli.
 

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