AMARCORD1983

Opinioni

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A cura di Alessandro Bisconti e Francesco Sicilia

Cascio, Antibo e Schillaci: Totò d'Italia, quando Palermo (senza acqua) si scoprì mondiale

Ultima settimana di luglio del 1990: 30 anni fa la copertina di Tv, Sorrisi e Canzoni con due palermitani protagonisti. Al posto di Cutugno però doveva esserci Antibo, re di Spalato...

La copertina di Tv, sorrisi e canzoni con Schillaci, Cascio e Antibo

"Ma cosa ci fa Toto Cutugno in questa copertina? Doveva esserci Totò Antibo". E' la domanda - con annessa risposta - che fanno molti palermitani davanti alle edicole, quando ancora erano chioschi affollati di carta, informazioni, persone, idee e interrogativi. La copertina è quella del Tv, Sorrisi e Canzoni, il settimanale che ti svela cosa andrà in onda in televisione. Il titolo è: "Toto (senza accento, ndr) d'Italia". A sinistra c'è Schillaci, reduce dalle famose notti magiche di cui tutto è stato scritto, a destra invece Cutugno, finito secondo a Sanremo, come spesso gli capitava (con Gli amori). Al centro, alzato di peso, c'è un bambino di 10 anni. E' Totò Cascio, diventato famoso con Nuovo Cinema Paradiso. E' il tramonto del luglio del 1990, 30 anni fa esatti. Nella copertina due personaggi su tre sono palermitani. Il terzo Totò doveva essere Antibo, dicono in tanti. Avevano ragione. 

Agli europei di atletica leggera del 1990 di Spalato, la Gazzella di Altofonte scrive infatti una pagina memorabile dello sport italiano. Vince la medaglia d'oro sia sui 10 mila che sui 5 mila metri. Si permette il lusso di dominare la prima gara, rifilando mezzo giro agli immediati inseguitori. Nella seconda invece fa qualcosa che ancora oggi è impossibile da descrivere. Cade, si rialza, a fatica raggiunge il gruppone, e poi trionfa allo sprint. Vedere - su Youtube - per credere.

E' l'estate del 1990, quella in cui Palermo - che in tanti quartieri non ha neanche l'acqua - scopre di avere tanti assi mondiali.  Il sindaco è sempre Leoluca Orlando, la città viene fuori dai tragici anni Ottanta segnati da mafia, tragedie e corruzione. E quelle imprese - di Antibo, Schillaci e Cascio - riportano i sorrisi insieme alle tv e alle canzoni. Perché quelli sono giorni complicati. Prima dell'inizio dell'estate Palermo è in rivolta. Mezza città affronta l'emergenza idrica. I rubinetti sono a secco, fa caldissimo e i palermitani più volte danno vita a blocchi stradali, incendiando cassonetti dell'immondizia e rovesciandoli sull'asfalto rovente. C'è chi invade i binari e blocca i treni in transito per il Continente. E' la rivolta dei silos, uno dei simboli della Palermo di fine anni Ottanta. Improvvisamente però Schillaci abbatte l'Austria e inverte la rotta, dando l'inizio al periodo sportivo più dorato della città.

Quando Tv, Sorrisi e Canzoni organizza quella copertina, Palermo può bearsi del capocannoniere del mondiale del 1990, il più forte atleta bianco del momento, uno dei pochi a potersi vantare di aver vinto 5000 e 10000 metri nella stessa edizione dei campionati europei, e perfino il campione europeo dei pesi superwelter che però non si chiama Totò. E' Pino Leto, il Rocky della Vucciria, pugile otto volte campione italiano, tra il 1985 e il 1989, reduce pochi mesi prima dalla vittoria contro Edip Sekowitsch in un indimenticabile match a Terracina. A completare il quadro c'è Totò Cascio, il monello di Palazzo Adriano - anzi, di Giancaldo - che non faceva copiare Philippe Noiret. Un sorriso innocente diventato uno dei simboli del cinema italiano. Come gli occhi di Schillaci, i baffi di Pino Leto, e la fuga nella gloria di Antibo. Istantanee senza tempo consegnate alla storia. Sotto il cielo di un'estate italiana.

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