Lunedì, 26 Luglio 2021
AMARCORD1983

Opinioni

AMARCORD1983

A cura di Alessandro Bisconti e Francesco Sicilia

Cruillas

Il Cep e quel maledetto Totogol: ucciso dopo aver vinto 3 miliardi

Era il 5 novembre 1995, nella ricevitoria dei fratelli Ottini, in via Brunelleschi, qualcuno acquista una quota di un sistema e si mette in tasca un tesoro. E' la seconda vincita più alta di sempre, fino ad allora. Poi però si sparge la voce. E per il "fortunato" Salvatore si materializza l'incubo

Una schedina del Totogol

Il Totògol del Cep fino al 5 novembre 1995 è Totò Schillaci, l’eroe delle notti magiche. Ma a Palermo, e soprattutto al Cep, centro espansione popolare, succedono cose strane. Il 4 novembre 1995, la città si addormenta stordita da due eventi. I rosanero hanno battuto la Pistoiese sotto il diluvio e la squadra di Arcoleo ora è seconda in B. La A si può centrare. Quella stessa sera però il Tg scuote il mondo: UCCISO RABIN, premier israeliano, premio Nobel per la pace nel 1994. 

Al Cep, tra case popolari e palazzoni del boom edilizio, si va a letto senza immaginare che l’indomani la storia ribusserà alla porta del quartiere. E' il 5 novembre 1995, domenica. Il 13 non è più il numero dei desideri, adesso a ingolosire gli italiani è l’8. Totogol, 30 partite in schedina, da indovinare quelle con il maggior numero di reti. Si vince con 6, pochino, con 7, una buona somma, con 8, appunto, un’enormità.

Totò Schillaci gioca in Giappone nello Jubilo Iwata, lo coprono di yen e finisce la carriera in Sol Levante. Ma in quel giorno di inizio novembre, Totògol al Cep si materializza sotto le vesti di un foglietto di carta. Nella ricevitoria dei fratelli Ottini, in via Brunelleschi, qualcuno acquista una quota di un sistema elaborato dal più piccolo degli Ottini, Maurizio. Spende 1.600 lire e si mette in tasca un tesoro. 

1-9-13-15-19-21-22-27 è la combinazione da sogno. Frutta tre miliardi e 243 milioni di lire, è la seconda vincita più alta di sempre, fino ad allora, dopo quella del 23 dicembre 1994 (3.710.723.415 lire), anche quella realizzata a Palermo. Al Cep è di nuovo tripudio. E ancora Totogol a far vibrare un rione complicato.

Ma la festa dura poco…

Salvatore. Come poteva chiamarsi il fortunato vincitore al Totogol nel quartiere di Totògol. Fortunato? Beh, mica tanto. Salvatore, il falegname che il 5 novembre del 1995, centra un 8 da favola ha una vita costellata da dispiaceri e tragedie. Tre figli: due femmine, una morta in un incidente in motorino, al settimo mese di gravidanza e un maschio con un grave handicap.

Non ha sorte, Salvatore. E anche la schedina da urlo in poco tempo si trasforma in una maledizione. Era rimasto al Cep, nella sua umile casa di via Parrini, un budello che fa quasi da spartiacque tra la zona delle case popolari e quella residenziale dove gli agrumeti sono stati sotterrati dai palazzoni del boom edilizio, che ora si ergono accanto a splendide ville settecentesche in abbandono. Nessun colpo di testa per Salvatore il falegname, nessun macchinone da esibire, sempre a spasso col solito Fiorino. L’unico lusso è un appartamento regalato alla figlia che lo aveva reso nonno per ben tre volte.

Ma le voci girano e più di qualcuno viene a sapere che è stato il falegname a fare otto. Bussano spesso alla porta di Salvatore. Fino a una sera di estate agli sgoccioli. E’ domenica, il giorno del destino di Salvatore. Rientra dal mare, da Balestrate con la moglie. Scende dal Fiorino e gli sparano con una calibro 38. Muore a 58 anni. E’ il 1998. Tutto inizia con un 8 e tutto finisce con un 8. L' inchiesta sull' omicidio di Salvatore Ferrante si è conclusa anni fa senza aver individuato l' esecutore o il mandante.

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