AMARCORD1983

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A cura di Alessandro Bisconti e Francesco Sicilia

Alessandro e Francesco. Già uniti dal destino alla nascita, ci siamo affacciati a questo mondo a sei mesi esatti di distanza l'uno dall'altro. In quel 1983 che diede alla luce tanti frutti di amori nati durante il Mundial di Spagna. Si narra che uno di noi due sia stato concepito dopo Italia-Brasile 3-2, in compenso l'altro è nato il giorno di Trabzonspor-Inter 1-0. Al trionfo del Bernabeu del 1982 rendiamo omaggio nella testata del nostro blog con la mitica partita a scopone in aereo tra Zoff, Causio, Bearzot e Pertini. E la coppa sul tavolo. Di Trabzonspor-Inter 1-0, non abbiamo trovato foto. Amanti delle date, delle statistiche e delle coincidenze. Ma soprattutto innamorati dell'amarcord. In questo spazio ne racconteremo parecchi, provenienti dal pianeta sport e non solo

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"Amici ascoltatori": 40 anni fa l'impresa del cervellone palermitano che stregò Mike Bongiorno

Maggio 1983, Salvatore Varia è un giovane medico di Palermo: a Superflash - seguitissimo programma di Canale 5 - indovina tutto e accumula montepremi su montepremi. Diventa una celebrità. Oggi ricorda quei giorni: "Ero diventato famoso, non potevo più uscire in città. Mi arrivavano anche tante proposte di matrimonio..."

Maggio 1983, le tv dei palermitani sono più o meno tutte sintonizzate su Canale 5. C'è "Superflash", quiz che Mike Bongiorno ha esportato nel suo storico passaggio da Rai a Fininvest, ricoperto dai quattrini di Silvio Berlusconi. A catalizzare l'attenzione di chi sta davanti al piccolo schermo, ogni giovedì e domenica sera, è Salvatore Varia. Ha 26 anni, è un medico. Presta servizio al reparto tossicodipendenti di Villa Sofia e in Clinica psichiatrica all'Università di Palermo. Ma sa anche tutto sulla storia della Nazionale di calcio ai Mondiali, dal 1934 al 1982. "Freud? Io scelgo Paolo Rossi", dichiara a un quotidiano locale. Mike chiede e lui risponde. Mike chiede e lui risponde. Sempre correttamente, ovvio. "Amici ascoltatori, abbiamo con noi un cervello elettronico", dice il famoso conduttore nato a New York dopo che il nonno era emigrato da Campofelice di Fitalia. 

Il dottor Varia stupisce e diventa appunto il "cervello elettronico", una celebrità in un'Italia che già da tempo s'incolla al tubo catodico per assistere alle imprese di queste enciclopedie viventi. Puntata dopo puntata, Varia accumula montepremi su montepremi. Ha già raggiunto quasi 88 milioni di lire quando, il 25 maggio 1983, c'è da filmare la trasmissione da mandare in onda il giorno successivo. Quella sera però c'è anche la finale di coppa dei Campioni fra Juventus e Amburgo. Mike Bongiorno, tifosissimo bianconero, chiede ai concorrenti e a tutta la troupe di "Superflash" di far slittare a fine partita la registrazione. E così è.

Va malissimo sia a Mike che a Varia. Alla Vecchia Signora è fatale Magath, autore del gol dell'1-0 per i tedeschi. Il "cervello elettronico" si ferma a causa di "Furiassi". E' questa la risposta che il campionissimo di "Superflash" dà al quesito su chi era il terzino sinistro degli azzurri ai Mondiali del 1954. "Era quasi l'una di notte - racconta oggi Varia - fui tradito da un lapsus ma forse anche dalla stanchezza. Mi corressi subito, dicendo 'Giacomazzi', nome che ha una certa assonanza con Furiassi, ma ormai la frittata era fatta e mi eliminarono".

Nel 1985 arriva l'occasione della rivincita per Varia e - ironia della sorte - anche per la Juventus. Ma se il 29 maggio la vittoria contro il Liverpool della squadra allenata da Giovanni Trapattoni è macchiata indelebilmente dalla tragedia dell'Heysel, con 39 morti sugli spalti, il successivo 12 giugno la coppa consegnata da Susanna Messaggio e alzata negli studi televisivi da Varia ha un gusto molto più dolce. Visto il successo della trasmissione, Bongiorno ha organizzato un torneo fra i 18 concorrenti che hanno vinto di più nei tre anni precedenti. Il "cervello elettronico" sbaraglia tutti e porta a casa 147 milioni. Niente male nella metà degli anni Ottanta.

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Tant'è che in quel periodo Varia è sommerso a casa dalla posta, allora soltanto cartacea. "Dissi che avrei destinato una parte del montepremi in beneficenza - ricorda - a quel punto arrivarono montagne di lettere con richieste fondamentalmente di tre tipi: chi si congratulava, chi voleva soldi e... tante proposte di matrimonio". Il dottore ha poi comprato casa e si è sposato nel 1984 ma non con chi lo aveva conosciuto soltanto attraverso la tv.

Oggi ha 66 anni ed è uno stimato psichiatra, da tempo all'interno della Società italiana di psichiatria dove è stato vice presidente per due mandati, esercita la libera professione dallo scorso agosto, quando è andato in pensione dopo aver lavorato a lungo all'Asp di Palermo. Di quel periodo ricorda la popolarità. "Non potevo più uscire in città. Andavo a Mondello e la gente voleva stringermi la mano come se fossi chissà chi". Ma anche di aver toccato con mano il mondo dello spettacolo. "E non era così dorato come sembrava dall'esterno, ma fatto di tanti precari. Un enorme piramide dove tutti lavoravano senza vedere la luce". Eccetto la star, Mike Bongiorno. "Feci amicizia con lui. Ogni estate organizzava il GiroMike, una serata con 2-3 cantanti in piazza, e una volta mi chiamò mentre stava all'hotel Zagarella. Mi raccontò che alla Rai guadagnava 3 lire e che Berlusconi per convincerlo a passare con lui gli offrì 10 volte quanto gli dava la televisione pubblica. D'altronde Berlusconi aveva intuito che Bongiorno era una Wanna Marchi di lusso. Lo prese e infarcì di pubblicità le sue trasmissioni".

E vinse la sua scommessa. Mike Bongiorno diventerà un'istituzione del quiz in Italia e una colonna portante dell'exploit delle reti televisive del Cavaliere. In questa storia, il dottor Varia può dire di avere scritto un importante capitolo.

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