AMARCORD1983

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Impresa da pazzi: quel Piper in volo da New York a Palermo in solitaria e senza scalo per 33 ore

La mattina del 24 giugno 1958, 62 anni fa esatti, il New York Times "regala" al mondo intero la notizia dell'impresa leggendaria di Max Conrad

Immagine recente di un aereo Piper “Comanche” 250 hp del 1958

In volo da New York a Palermo con un Piper, in solitaria e senza scalo. Apre con questa notizia il New York Times la mattina del 24 giugno 1958, 62 anni fa esatti. La trasvolata atlantica di Max Conrad fa in poche ore il giro del mondo. Ed è una storia tutta palermitana, rivissuta e rimasta scolpita nell'eternità anche grazie al racconto del pilota palermitano Willy Ribolla. Nel giugno del 1958 l’aeroporto di Boccadifalco fu meta di una delle più straordinarie imprese aviatorie del mondo. Max Conrad, pilota collaudatore effettuò una trasvolata atlantica, senza scalo, con un piccolo Piper Comanche, velivolo monomotore da 250 hp.

Atterrò lunedi 23 giugno, dopo un volo non stop di 4.440 miglia nautiche, partendo dall'aeroporto di Idlewild , l’odierno JFK di New York. Il volo, svolto per consegnare lo stesso aeromobile ad un cliente europeo, fu effettuato in sole 32 ore, 53 minuti, meno di sette minuti delle 33 ore di volo stimate alla partenza, avvenuta poco dopo l'alba del 22 giugno. Il velivolo utilizzato da Conrad era un nuovo modello di “Comanche” di tipo standard, tranne che per l'installazione di serbatoi di benzina supplementari e di una radio a lungo raggio. Ben 325 litri di benzina supplementari, hanno permesso al Piper di volare direttamente da New York a Palermo con un solo balzo di oltre 8.200 chilometri. 

E' un record: la più lunga trasvolata oceanica in solitaria con aereo monoelica. Il volo da New York a Palermo fu veramente eccezionale anche per lo stesso pilota recordman, che peraltro aveva già fatto 39 traversate transatlantiche con aeromobili leggeri. Quella di Boccadifalco ebbe il primato della più lunga con un velivolo ad una sola elica. Per tale primato Conrad fece una rotta semicircolare seguendo la curvatura terrestre: appena decollato puntò a nord est verso la Nuova Scozia, sorvolò l’isola di Terranova, per poi virare ad est, orientandosi nell'Atlantico con le stazioni radio di due navi meteorologiche. Dopo 25 ore di volo transoceanico, intercettò a sud est la costa europea presso il confine tra Francia e della Spagna. Conrad aveva previsto di passare a sud dei Pirenei, poi sorvolò il Mediterraneo occidentale, toccò il sud della Sardegna e poi puntare su Palermo.

Attraversando la Spagna fece una deviazione di rotta per evitare una di zona cattivo tempo con forti piogge temporalesche tali da creare gravi interferenze radio. Rimase quasi 2 ore senza contatti ma attraversò il Mediterraneo senza problemi. Il volo di Conrad si svolse in modo eccellente fino al traguardo di Boccadifalco, con un atterraggio “da manuale” in condizioni di scarsissima visibilità stante l’ora tarda. Diverse migliaia di persone, compresi i partecipanti al decimo Giro Aereo di Sicilia, attesero in aeroporto fino a sera per accogliere trionfalmente Max Conrad.

Il racconto di un testimone dell'evento, Willy Ribolla

Di tale straordinario evento, stranamente, non risultava alcuna traccia al Museo Piper Aircraft di Lock Haven in Pennsylvania. Soltanto nel 1986 il museo ebbe notizie e dettagli dell’impresa, grazie da un visitatore che fu testimone diretto dell'impresa. Il visitatore testimone fu Willy Ribolla, noto pilota palermitano, già presidente dell’Aeroclub di Palermo, scomparso qualche anno fa. Che descrisse così quell'evento straordinario: “Nel ‘58 si organizzava il decimo Giro Aereo di Sicilia e il presidente dell’Aeroclub di Palermo, l’indimenticato comandante Beppe Albanese, ebbe notizia di un trasferimento in Europa di un Piper Comanche 250. Era un’occasione irripetibile per dare ulteriore prestigio alla manifestazione con prima presentazione in Europa del nuovissimo aereo della Piper. Si presero accordi per far arrivare il velivolo all’aeroporto di Palermo-Boccadifalco proprio durante la manifestazione aerea. Si ottenne di più: Max Conrad, in solitaria, avrebbe raggiunto Palermo con un sol balzo sull’Atlantico, decollando dall’ Idlewild di New York, l’odierno aeroporto JFK". 

"Atteso nel tardo pomeriggio dell’ultimo giorno di manifestazione, il velivolo - continua Ribolla - portava alcune ore di ritardo. A Palermo il sole tramontava quando, ultime notizie segnalavano Max Conrad sul Mediterraneo occidentale. Si presentò quindi il grande problema di un atterraggio notturno. Come fare? La pista non disponeva d’illuminazione e Punta Raisi ancora non esisteva. Si risolse il problema in modo singolare ma efficace: disponendo, in tutta fretta, una dozzina di auto a 'spina di pesce' su entrambi i margini laterali della pista per illuminare con fasci di luce dei fari convergenti al centro del nastro d'asfalto. Fecero appena in tempo quando nel cielo quasi buio si distinse il rombo di un velivolo in avvicinamento. Con pochi mezzi di radionavigazione e scarsi contatti radio, Max Conrad aveva raggiunto Palermo percorrendo oltre 8.200 chilometri. La sorprendente impresa era perfettamente riuscita. Ma la sorpresa fu ancor più grande fu quando all’apertura dell’abitacolo del Piper, discese un distinto signore 55enne, in giacca e cravatta, pronto ad elargire un fresco e riposato sorriso alla folla plaudente. Gli fu subito offerto un mazzo di fiori, e furono scattate le foto di rito all’impeccabile pilota solitario reduce da un’altra impresa eccezionale".

Ad oggi nel Museo della Piper di Lock Haven, nella sezione riguardante Max Conrad, spicca ben incorniciata una lettera di Willy Ribolla che offre il resoconto di questa impresa aeronautica. "Il comandante Willy Ribolla - racconta chi lo conosceva - ricordava spesso l’episodio con particolare passione ed emozione, poiché ebbe il privilegio di diventare anche lui proprietario di un favoloso Piper 'Comanche' 250. Non era un velivolo qualsiasi. Era proprio quello di Max Conrad che fu utilizzato per la storica e unica trasvolata New York-Boccadifalco del 1958".

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Alessandro e Francesco. Già uniti dal destino alla nascita, ci siamo affacciati a questo mondo a sei mesi esatti di distanza l'uno dall'altro. In quel 1983 che diede alla luce tanti frutti di amori nati durante il Mundial di Spagna. Si narra che uno di noi due sia stato concepito dopo Italia-Brasile 3-2, in compenso l'altro è nato il giorno di Trabzonspor-Inter 1-0. Al trionfo del Bernabeu del 1982 rendiamo omaggio nella testata del nostro blog con la mitica partita a scopone in aereo tra Zoff, Causio, Bearzot e Pertini. E la coppa sul tavolo. Di Trabzonspor-Inter 1-0, non abbiamo trovato foto. Amanti delle date, delle statistiche e delle coincidenze. Ma soprattutto innamorati dell'amarcord. In questo spazio ne racconteremo parecchi, provenienti dal pianeta sport e non solo

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Commenti (1)

  • i terrapiattisti dicono che non è vero

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