AMARCORD1983

AMARCORD1983

Da Fantastico a drammatico, quando Giucas Casella bloccò le mani di un bambino palermitano

Trent'anni fa, il 10 dicembre del 1988, il mago di Termini Imerese incollò le dita del pubblico di Teatro delle Vittorie durante uno spettacolo. A mille chilometri di distanza Dino (otto anni), che sta seguendo in tv la trasmissione, incrocia le mani e non riesce più a staccarle...

Sabato 10 dicembre 1988, in tv su Raiuno, passano Fantastico 9, milioni di italiani sono incollati al piccolo schermo per il varietà abbinato alla Lotteria Italia. Enrico Montesano e Anna Oxa presentano l’edizione che verrà ricordata per il record di biglietti venduti: 38 milioni. Si canta, si balla e… ci si ferma. Sì, perché tra gli ospiti quella sera c’è Giucas Casella, che sta venendo alla ribalta per i suoi esperimenti di ipnosi. “Quando lo dico io!”, ripete il mago di Termini Imerese, Giuseppe Casella, detto Giucas dalle iniziali di nome e cognome. “Quando lo dico io!”, “Quando lo dico io!” insiste il mago fino a quando gli ospiti al Teatro delle Vittorie non rimangono con le dita incollate. Poi è lo stesso Giucas a spezzare l’incantesimo. A mille chilometri di distanza, a Palermo, però, qualcosa non va per il verso giusto: Dino (nome di fantasia ndr), un bambino di otto anni, che sta seguendo Fantastico in tv, ascolta Giucas e, nonostante il mago abbia detto di non provarci a casa, incrocia le mani e non riesce più a staccarle.

Passa la mezzanotte, la trasmissione a Roma finisce, il teatro delle Vittorie si svuota. Ma a Palermo, nella casa di periferia nei pressi di via Perpignano alta, Dino ha le falangi paralizzate. I genitori provano ad aiutarlo ma non riescono a liberarlo. Il bambino viene accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale Villa Sofia dove neanche i medici riescono a sbrogliare la matassa di dita. Le mani sono gonfie, i sanitari si preoccupano. Viene chiamato anche uno psicologo ma niente. Il bambino rimane con le mani paralizzate. La madre e il padre intanto contattano la Questura di Roma e cercano di rintracciare Giucas Casella. A tarda notte il mago di Termini Imerese risponde al telefono. E’ in un albergo di Roma, si mette a parlare con Dino, gli ordina di slegare le mani dopo avere contato fino a tre e rimette tutto a posto.

I genitori tirano un sospiro di sollievo ma il padre racconta la sua paura: “Abbiamo cercato in tutti i modi di liberarlo, ma non c’è stato nulla da fare. Intanto le mani di mio figlio si gonfiavano e diventavano nere. A un certo punto l’ho caricato sulla mia automobile e siamo andati al pronto soccorso”. Su Casella, il padre di Dino dice: “Era già andato via dagli studi Rai e la questura non riusciva a trovarlo. Per un momento mi sono detto ‘adesso lo denuncio’. Poi, per fortuna, è arrivata la sua telefonata, ha chiesto di parlare con mio figlio e dopo tre secondi il bambino si è liberato”.

Il caso Casella approda alla commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai. Il presidente della commissione Andrea Borri mostra tutta la sua preoccupazione: “Spesso viene fatto un uso improprio del mezzo televisivo. si devono porre limiti ad episodi come quello di sabato scorso a Fantastico che rilevano un uso improprio della comunicazione televisiva. Uno spettacolo del genere messo in scena da Giucas Casella può essere fatto solo in apposite sale o teatri con un pubblico pagante, diverso è invece trasmetterlo in televisione”. La Rai minimizza nonostante i tanti telegrammi di protesta che arrivano in quei giorni alla redazione del programma.

Sorgono però anche dubbi sulla veridicità dei fatti. Si scopre infatti che il padre di Dino, barbiere come Giucas Casella, che prima dell’exploit televisivo aveva un salone a Termini Imerese, tiene conservata in un cassetto una chiave piegata. Qualche anno prima, durante una trasmissione televisiva di un’emittente privata, l’uomo, così come gli era stato ordinato dallo schermo da Giucas Casella, teneva la chiave di casa. E quella chiave si piegò. Ma il padre di Dino nega di conoscere Casella: “Prima di questa vicenda non ho mai avuto alcun contatto, diretto o indiretto con Casella, l’ho visto soltanto in tv”.

Vero o non vero, il piccolo Dino diventa una star per pochi giorni, alla vigilia di Natale. E due settimane dopo viene invitato in un’altra trasmissione cult. E’ Odiens, in onda su Canale 5. Odiens, ideata da Antonio Ricci, è un po’ una parodia del varietà all’italiana. “La notte vola” con le belle gambe di Lorella Cuccarini, la più amata dagli italiani. E tra i tanti personaggi lanciati dal programma c’è Mago Otelma, un tizio dall’impressionante somiglianza con Massimo Boldi che si lancia in improbabili riti magici. Qualcuno sostiene che prenda in giro Giucas Casella. Il piccolo Dino, la sera del 24 dicembre 1988, è sugli schermi Fininvest, proprio con Giucas che due settimane prima gli ha bloccato le mani. Con loro, quella sera a Odiens, c’è anche Diego Armando Maradona, la mano de Dios.

AMARCORD1983

Alessandro e Francesco. Già uniti dal destino alla nascita, ci siamo affacciati a questo mondo a sei mesi esatti di distanza l'uno dall'altro. In quel 1983 che diede alla luce tanti frutti di amori nati durante il Mundial di Spagna. Si narra che uno di noi due sia stato concepito dopo Italia-Brasile 3-2, in compenso l'altro è nato il giorno di Trabzonspor-Inter 1-0. Al trionfo del Bernabeu del 1982 rendiamo omaggio nella testata del nostro blog con la mitica partita a scopone in aereo tra Zoff, Causio, Bearzot e Pertini. E la coppa sul tavolo. Di Trabzonspor-Inter 1-0, non abbiamo trovato foto. Amanti delle date, delle statistiche e delle coincidenze. Ma soprattutto innamorati dell'amarcord. In questo spazio ne racconteremo parecchi, provenienti dal pianeta sport e non solo

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti (6)

  • Avatar anonimo di tony
    tony

    Per vincent.. che non capisce il cabaret,forse crede vero che casella e' un mago.

    • Veramente, no!

  • Come detto da un altro utente: imbrogli ed ignoranza. E aggiungo io, cialtroneria.

  • Avatar anonimo di tony
    tony

    Il bambino ero io....era stato mio fratello che mi aveva messo prima un tubetto di attak in una mano e io non avevo capito.

    • Ma la smetta di dire fandonie.

  • Imbrogli ed ignoranza... Brutta combinazione.

Torna su
PalermoToday è in caricamento