Sabato, 13 Luglio 2024
AMARCORD1983

AMARCORD1983

A cura di Alessandro Bisconti e Francesco Sicilia

Ramadan, bidoni e digiuni: da Dnibi a Lazaar, quando Palermo puntava sul Marocco

Quando Abdelaziz Dnibi atterra a Palermo con la sua valigia piena di sogni, mezzo Marocco che stasera affronterà la Francia non è ancora nato. E' il 1996, soffia il vento della rivoluzione perché Bosman con la sua sentenza choc da qualche mese ha scombussolato il calcio, aprendo le porte agli stranieri senza distinzione di categorie. Anche in B, dove c'è il Palermo, arrivano i talenti dall'estero. E' una novità contagiosa, scatta la caccia al colpo esotico tra bidoni, leggende e miti alimentati col passaparola in un'era che precede di poco l'avvento di internet. Nel 1996 il Marocco nel calcio non ha grandi credenziali. Soprattutto in Italia. A Palermo il Marocco che va più di moda è lo"zero-zero", una varietà di hashish.

Francia o Marocco?

Il Palermo si fionda subito su Stephan Paille, transalpino (ex Nazionale), attaccante del Caen. Che viene però scartato, dopo una amichevole a Marsala nella primavera del '96. Paille finirà poi indagato in un'inchiesta giudiziaria per traffico internazionale di stupefacenti. 

Dalla Francia al Marocco. Il colpo il Palermo sembra infatti farlo appunto con il marocchino Abdelaziz Dnibi. Nazionale under 21 del Paese maghrebino, centrocampista creativo, Dnibi arriva a dicembre, poco dopo l'olandese Hoop, altro oggetto misterioso, come Nii Odartey Lamptey, che fa in tempo a esibirsi in test al buio col Boavista (buio perché alla Favorita si spengono le luci). Tutti simboli di un'annata disgraziata in cui i rosanero partono con l'obiettivo di salire in A e si ritrovano a fine anno in C.

Ramadan e digiuni

Dnibi è il primo dei cinque marocchini che hanno giocato nel Palermo. Viene acquistato dall'Olympique Khouribya, campionato egiziano, dal ds Franco Peccenini e Arcoleo lo porta subito in panchina contro la Cremonese. E' una domenica che precede Natale di pochi giorni. Mentre Biffi e compagni stanno perdendo, dalla tribuna invocano il suo nome per convincere il tecnico a farlo entrare. Il talento (?) di Casablanca entra ma non combina nulla. E' bravino tecnicamente ma tocca pochi palloni, è spaesato e fumoso. Ma soprattutto è lento, lentissimo. Insomma, un pacco. E infatti non giocherà più fino a giugno, quando - dopo tante panchine - viene scongelato a Genova per l'ultima, inutile, partita col Palermo retrocesso da tempo. In tutto coi rosanero mette insieme poco più di 50 minuti. Un flop. Ma Dnibi fa parlare di sé perché Arcoleo una volta non lo convoca per una trasferta per "colpa del Ramadan. "E' a digiuno e per questo non potrebbe sopportare gli attuali carichi di lavoro, così ho deciso di lasciarlo a Palermo", dice Arcoleo per giustificarsi. A quel punto Dnibi sparisce di nuovo fino a riemergere di nuovo in Italia nel 2008, ad Avellino. Ha ormai 33 anni, gli irpini sono in B. Dnibi gioca qualche amichevole ma è frenato ancora dal Ramadan e non ottiene la conferma.

Meteore e missili

Il Palermo nel frattempo conosce l'onta della retrocessione in C2 ma poi si riaffaccia nel calcio che conta, diventa grande nell'era Zamparini. E il Marocco torna a bussare alla porta. Nel gennaio 2014 firma Achraaf Lazaar. E' un terzino sinistro che spesso si spinge in avanti, si fa apprezzare dal popolo rosanero e in una sera di San Valentino, nel 2015, segna un gol con un missile scoccato da 40 metri contro il super Napoli di Benitez. Lazaar saluterà negli ultimi giorni di calciomercato dell'estate 2016 finendo al Newcastle allenato proprio da Benitez. Un altro marocchino che ha avuto una discreta carriera è Zouhair Feddal, approdato al Palermo nel 2014-15. In rosanero gioca appena sette partite, non memorabili. Andato via dalla Sicilia si è costruito un'ottima reputazione nella Liga tra Levante, Alaves, Betis e Valladolid con in mezzo una prestigiosa parentesi allo Sporting Lisbona. 

Chiusura con due meteore: il primo è Abdelhamid El Kaoutari, difensore centrale. Il Palermo lo compra nel 2015 per due milioni dal Montpellier, dove ha anche vinto un campionato. Firma per quattro anni, debutta contro il Genoa e al 91' segna in mischia, sotto la Nord, il gol che consegna la vittoria ai rosanero. Ma è un fuoco di paglia. Ballardini, subentrato a Iachini, non lo "vede" e lo lascia ai margini. Così a gennaio saluta dopo appena sette partite. Ancora più breve è l'esperienza di Ouasim Bouy, olandese naturalizzato marocchino. Lo compra la Juventus che lo posteggia al Palermo: appena due gettoni nel 2016 con De Zerbi allenatore. Prima di dissolversi nelle nebbie del deserto del calcio minore. Oggi, alla soglia dei 30 anni, gioca nella Serie B del Qatar, ad Al Khor, proprio dove il suo Marocco stasera proverà a riscrivere un altro pezzo di storia.

LEGGI LE ALTRE STORIE DI AMARCORD CLICCANDO QUESTO LINK

SEGUICI SU FACEBOOK CLICCANDO QUESTO LINK

Si parla di
Ramadan, bidoni e digiuni: da Dnibi a Lazaar, quando Palermo puntava sul Marocco
PalermoToday è in caricamento