Ragazzini sempre più telefono dipendenti, dall'Asp il progetto "Stop-Phone"

In quattro mesi sono stati coinvolti quasi 2000 studenti e circa 400 docenti di dieci istituti scolastici cittadini. Cinquecento i questionari compilati che serviranno a rilevare i comportamenti a rischio

Fare in modo che i più giovani, gli under 12 in particolare, usino gli smartphone in modo corretto, consapevole e intelligente. E’ l’obiettivo del progetto “Stop-Phone” realizzato dall’Asp che ha coinvolto, in appena 4 mesi, quasi 2000 studenti e circa 400 docenti di dieci istituti scolastici del capoluogo.

"Si tratta di un intervento pilota che intercetta nuovi bisogni di salute, puntando sulla prevenzione attraverso un approccio multidisciplinare – ha spiegato il direttore generale dell’Asp Daniela Faraoni - sono molti i partner e gli attori istituzionali coinvolti nel progetto. Ci auguriamo che continuino a crescere ed a favorire le necessarie sinergie, a iniziare dagli Istituti scolastici che, già per l’anno appena conclusosi, hanno dato un grande contributo. Stiamo riscontrando attenzione e interesse per un problema sempre più sentito che la nostra azienda ha messo nel mirino, allargando il campo degli interventi al contesto di vita dei bambini e interessando genitori, docenti e operatori sanitari”.

Sono, già, 500 i questionari compilati che serviranno a rilevare i comportamenti a rischio, specie per la fascia di età 0-12 anni. Il progetto si inserisce nell’ambito del piano regionale della prevenzione che prevede l’attuazione di interventi per un corretto uso dei telefoni cellulari con particolare attenzione al target in età pediatrica nell’ambito del macro-obiettivo  “Ridurre le esposizioni ambientali potenzialmente dannose per la salute”.

"Il progetto – ha sottolineato il referente scientifico dell’Asp Roberto Gambino – sta coinvolgendo ragazzi e insegnanti delle scuole medie, docenti delle scuole dell’infanzia e primaria, genitori, pediatri e operatori della sanità. Gli interventi sono realizzati in collaborazione con l’associazione Vivi Sano Onlus (partner capofila di una rete inter-istituzionale, ndr), l’Ufficio scolastico regionale (ambito territoriale di Palermo, ndr) e, per gli aspetti legati al rilevamento dei comportamenti a rischio nella popolazione interessata, con la scuola di specializzazione del dipartimento di Promozione della salute, materno-infantile, medicina interna e specialistica di eccellenza, Giuseppe D’Alessandro, dell’Università. A oggi le azioni di sensibilizzazione e formazione hanno interessato 10 istituti scolastici del distretto sanitario 42 di Palermo e coinvolto quasi 2000 studenti e circa 400 docenti (scuola dell’infanzia, elementare e media). Ringrazio gli operatori dell’associazione Vivi Sano Onlus e tutta la rete inter-istituzionale che hanno permesso in poco tempo di raggiungere questi risultati indispensabili per un corretto approccio nella prevenzione dei rischi fisici e psicologici dovuti a un non corretto utilizzo di questa tecnologia”. 

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