L'impegno sociale non è pericolo sociale: docenti, attori e studenti contro la sorveglianza speciale a Chadli Aloui

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Molti lo conoscono per la sua attività di istruttore sportivo, nel cuore del centro storico di Palermo. Altri per il suo ruolo nel mondo del teatro cittadino e le sue collaborazioni con artisti e musicisti. Altri ancora, hanno condiviso con lui anni e anni di impegno sociale nelle aule accademiche. Chadli Aloui, giovane studente palermitano e lavoratore dello spettacolo, rischia oggi di vedersi privare della sua libertà a causa di un disegno giudiziario che lo accusa di essere un soggetto socialmente pericoloso. Tutto questo a causa delle sue idee. Studente appassionato di Storia e Filosofia all'Università degli Studi di Palermo, Chadli ha scelto sin da giovanissimo di prendere posizione contro le ingiustizie e di battersi per una società più giusta. E lo ha fatto in questi anni schierandosi a favore dei più deboli, degli ultimi, degli emarginati. Esternando sempre le sue idee senza paura e senza mai tirarsi indietro, senza mai nascondere il suo sincero antirazzismo e antifascismo. Lo ha fatto dedicandosi al volontariato, insegnando i valori dello sport con il suo lavoro di istruttore alla Palestra Popolare Palermo.

Una realtà sportiva che opera all’interno dei quartieri del Capo, della Vucciria, dell’Olivella e che coinvolge decine di bambini, ragazzi e ragazze del centro storico, all’interno della quale ha messo a disposizione le sue conoscenze ed esperienze di atleta per portare avanti attività sportive accessibili a tutti. Lo ha fatto decidendo di intraprendere la carriera teatrale, attraverso la quale – dopo anni di formazione che lo hanno portato a ricoprire ruoli di rilievo e a essere molto apprezzato dalla critica – ha interpretato ruoli significativi per il messaggio sociale che trasmettono. Ne è un perfetto esempio lo spettacolo “Mario e Saleh”, di Saverio La Ruina – nel quale interpreta il ruolo di protagonista – con cui, affrontando il tema del conflitto interreligioso e interculturale, spinge lo spettatore a una riflessione sull'accettazione, la convivenza e la necessità del capire e riconoscersi nell'altro. Oppure gli spettacoli “Nel fuoco”, dedicato a Noureddine Adnane, martire di Palermo, e “Orli” dell’Associazione Culturale Sutta Scupa. O ancora il suo ruolo in “All’angolo” di Civilleri/Lo Sicco, in cui il pugilato diventa metafora del sogno di riscatto. E non per ultimo “Fiesta”, spettacolo organizzato insieme ai ragazzi del carcere minorile Malaspina, con la regia di Giuseppe Massa, in occasione del progetto “il palcoscenico della legalità”.

Lo ha fatto, anche e soprattutto, partecipando attivamente ai movimenti sociali. Decidendo di difendere la sua terra, la Sicilia; di prendere parte alle manifestazioni antifasciste, in difesa dei diritti dei migranti; di lottare contro gli inceneritori, gli impianti inquinanti, le grandi opere inutili e la devastazione del territorio. Di farsi avanti nei movimenti studenteschi, per il diritto a una scuola pubblica e gratuita per tutti. Si è mobilitato per gli artisti, i teatranti, per i lavoratori di un settore tra i più precari e tra i meno considerati e ascoltati dalle istituzioni. Il 17 novembre, Chadli dovrà presentarsi in udienza al Tribunale di Palermo, a causa di una richiesta di applicazione di una misura preventiva nei suoi confronti: la sorveglianza speciale - misura repressiva ereditata dal Codice Rocco, il codice penale in vigore durante il ventennio, con cui il regime fascista controllava i dissidenti - che lo sottoporrebbe a una fortissima limitazione delle libertà personali. Questa misura prevede, infatti, il divieto di partecipare a qualsiasi riunione politica o manifestazione pubblica, l’obbligo di rientro alle 21.00 presso la propria abitazione, il ritiro della patente di guida, la necessità di richiesta di autorizzazione alla Questura per qualsiasi attività lavorativa che richieda lo spostamento dal Comune di Palermo. Tutto questo perché, a causa della generosità e del coraggio con i quali Chadli si è impegnato in questi anni nelle mobilitazioni cittadine, adesso viene disegnato come “soggetto socialmente pericoloso”, e dunque un delinquente; un criminale da rinchiudere e isolare. Un attacco del genere alla libertà di dissenso e di espressione non può lasciarci indifferenti.

Azioni di questo tipo non colpiscono solo un individuo, ma sono un grave attacco alla libertà di tutti. Creano precedenti molto pericolosi per il diritto al dissenso di tutti noi. Siamo davanti a un grave tentativo di criminalizzazione dell’attivismo politico. Un tentativo di reprimere e zittire chi decide di preoccuparsi non soltanto di sé e dei propri interessi, ma di spendere il suo tempo e le sue energie per il miglioramento della sua comunità. E allora viene spontaneo chiedersi: chiunque prenda parte ai movimenti sociali deve essere recluso? Chi ha idee di giustizia sociale e si batte per un futuro migliore è un pericolo sociale? Il 17 novembre non sarà solo. Fuori dal Tribunale con lui ci saranno associazioni, docenti, attori, studenti, cittadini a chiedere che venga rigettata la richiesta di sorveglianza speciale nei confronti di Chadli Aloui, per la sua libertà e per quella di tutti e tutte! L'appuntamento è fissato per il 17 novembre alle 9:30 in piazza Vittorio Emanuele Orlando, di fronte il Tribunale.

Nella pagina Facebook dal nome "L'impegno sociale non è pericolo sociale. NO alla sorveglianza speciale per Chadli" si trova l'appello da sottoscrivere. Le firme sono già piu di 800. Nell'elenco figurano diversi docenti di UNIPA, politici, avvocati, attori, registi e associazioni. Ne riporto alcuni: Sergio Tancredi - Deputato Assemblea Regionale Siciliana Massimo Castiglia, Presidente della Prima Circoscrizione del Comune di Palermo Michele Mannoia, docente di Sociologia delle famiglie dell'Università degli Studi di Palermo Marco Battaglia, professore dell'accademia di belle arti di Palermo Salvo Torre, professore associato Università degli Studi di Catania Giuseppe Paternostro, Docente Università degli Studi di Palermo Mari D'Agostino, docente Ordinario di Linguistica italiana, Direttrice della Scuola di Lingua italiana per Stranieri, Università di Palermo Luisa Brucale, Docente di linguistica generale Università degli Studi di Palermo Gabriella D’Agostino, Docente di Antropologia culturale Università degli Studi di Palermo Pietro Saitta, docente UniMe Carmelo Picciotto, Avvocato del Foro di Messina Giuseppina Strada - Avvocato Giovanni Annaloro, Avvocato del foro di Caltanissetta Saverio La Ruina, attore, drammaturgo e regista teatrale, Compagnia Scena Verticale Simona Malato, attrice Sabino Civilleri , attore e regista, presidente di Genia Giuseppe Massa, drammaturgo, attore e regista, Compagnia Sutta scupa Umberto Cantone, regista Stefano Piazza, Piazzagrande, Attore Zerocalcare, fumettista Prenzy, fumettista Laboratorio Zen insieme ANPI Palermo (Associazione nazionale partigiani italiani) USB Palermo

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