Pane raffermo e rascatura: la ristorazione palermitana contro gli sprechi alimentari

Oggi si celebra la Giornata internazionale. Per l’occasione il ristorante “A'nìca”, in via Alloro, reinventa per una sera il suo menu, rendendo protagonisti gli ingredienti di recupero

Lo staff di “A'nìca”

La ristorazione palermitana in prima linea contro gli sprechi alimentari. Oggi, 29 settembre, si celebra la “Giornata internazionale della Consapevolezza sugli sprechi e le perdite alimentari”, introdotta dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite lo scorso dicembre. Per l’occasione il ristorante “A'nìca”, in via Alloro 135 a Palermo, reinventa per una sera il suo menu, rendendo protagonisti gli ingredienti di recupero.

Pane raffermo con pomodoro e acciuga, frittata di pasta, rascatura di farina di ceci, pasta all’anciova, polpette di pesce con pesto di erbette e sugo: queste le idee dello chef Luca Barnini che ha preparato un menu completo, dagli antipasti al dolce, utilizzando ingredienti di riciclo. “La mia è una cucina del territorio con una interpretazione contemporanea – racconta – E anche oggi la filosofia è la stessa, nonostante gli ingredienti siano leggermente differenti. Con questa nuova proposta vogliamo dare il nostro contributo a una sana educazione alimentare, non limitandoci alla giornata di oggi”.

Si stima che il 14% del cibo nel mondo vada perso dal momento del raccolto alla vendita al dettaglio e probabilmente se ne spreca molto di più in un secondo momento. Una cena anticrisi, dunque, che si inserisce nell’ampio progetto che da anni porta avanti il ristorante “Anica”. “La nostra è una cucina senza eccessi che non ammette sprechi - dicono Annika Pettersson e Giulio Scaduto, i due proprietari – Il nostro obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica sullo scandalo degli sprechi alimentari, creando un momento di convivialità che veda al centro cibo buono, salutare ed espressione del nostro territorio”.

Nell’ottica del recupero, anche l’angolo del vino sarà a tema. Il menu sarà abbinato a due vini da vitigni reliquia, ancora poco conosciuti: si tratta di varietà d'uva antiche e quasi estinte, recuperate negli ultimi 15 anni da alcuni produttori, con il supporto della Regione Siciliana, per valorizzare l'identità vitivinicola locale e la biodiversità siciliana. Uno dei vignaioli che più di ogni altro ha creduto in queste varietà, decidendo di produrre dei vini valorizzando il vitigno in purezza, è Nino Barraco che sarà presente alla cena degustazione per far luce su queste varietà autoctone siciliane quasi scomparse.

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