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Progetto Libereincamera 2022, via alla fase conclusiva: uno scatto per riassumere i racconti delle detenute

Per partecipare alla call, rivolta a fotografi e fotografe, c'è tempo fino al 15 aprile. Chi lo farà dovrà tradurre in immagini uno dei 13 testi provenienti dal carcere Pagliarelli

Un singolo scatto per riassumere in una immagine una delle storie raccontate, a parole, dalle detenute del carcere Pagliarelli nel corso del progetto Libereincamera, un esercizio di creazione collettiva a distanza che sta mettendo in comunicazione le donne che ne hanno preso parte attraverso call sui social e laboratori. A lanciare la chiamata, questa volta rivolta a fotografi e fotografe sono Palermofoto e l’Associazione Mosaico. 

Dopo la grande risposta e i risultati ottenuti durante il lockdown del 2020, momento in cui si è sperimentata la privazione della libertà collettiva, si è scelto di riprendere il progetto con una seconda edizione che ha avuto inizio nel 2021. Nelle prime fasi del progetto sono state coinvolte le donne della sezione femminile dell'istituto penitenziario invitate a scrivere un racconto di fantasia sul tema della ri-significazione di sé e dello spazio. Ad accogliere le loro singole storie sono state le donne affidate ai servizi sociali esterni di Palermo (U.i.e.p.e) ed ex detenute ora libere. Ognuna di esse ha scelto uno dei 13 racconti provenienti dal carcere e, a partire dalle suggestioni emerse dalla lettura dei racconti, ciascuna di loro ha dato una risposta poetica attraverso un’opera di videoarte. 

Gli scritti originali del progetto e le video-risposte sono stati raccolti e sono consultabili sul sito www.libereincamera.it. Si è scelto ora di proseguire sulla strada dell’arte visiva con la fotografia, occasione espressiva di proseguire il dialogo tra diversi linguaggi artistici su cui da sempre lavora Mosaico. Per ogni coppia di racconto/video sarà selezionata la fotografia che in modo più efficace saprà completare l’esperienza, questa verrà quindi stampata in due copie che verranno donate a chi l’esperienza ha voluto condividerla con noi: la donna detenuta, autrice del racconto, e la donna affidata ai servizi sociali, autrice del video.

Si vuole così costruire una narrazione corale che nasce in carcere, supera i confini del penitenziario, si nutre della voce delle donne in esecuzione penale esterna e si trasforma infine grazie al tuo sguardo, per poi tornare arricchita e rinnovata, alle autrici dei racconti. Il risultato sarà un vero e proprio mosaico, una storia collettiva che viene fuori da una sinergia di sistemi espressivi: la scrittura analogica, il video e la fotografia e dai loro personalissimi linguaggi all’insegna della contaminazione che è la cifra stilistica di Libereincamera. Racconto/Video/Fotografia saranno disponibili in forma digitale sulla piattaforma web come testimonianza del processo creativo e partecipativo e come spunto per progetti e stimoli futuri. 

Per partecipare è necessario inviare una fotografia (in taglio orizzontale) all’indirizzo mail info@libereincamera.it specificando il titolo del racconto a cui fa riferimento entro il 15 aprile 2022. 
 

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