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Lunedì, 23 Maggio 2022
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“Funzione e difesa delle postazioni contraeree sui monti attorno a Palermo”: convegno organizzato dal Rotary

Presente l'assessore regionale Toto Cordaro

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Eccezionale relazione del Prof. Attilio Albergoni, storico e studioso di architettura bellica, al convegno su “Funzione e difesa delle postazioni contraeree sui monti che circondano Palermo” organizzato dal Rotary Club di Palermo Montepellegrino, in collaborazione con il Club Interact del Palermo Montepellegrino, presso la direzione della Riserva di Monte Pellegrino a Palermo. Il brillante intervento è stato preceduto dal saluto del presidente dell’Interact Clarissa Tamburello e di quello del presidente del Rotary prof. Antonio Fundarò. “Occorre costruire una nuova cultura della pace, partendo dai più giovani e facendo perno sui principali protagonisti dell’istruzione: le famiglie, la scuola e l’Università” ha sottolineato il presidente del club rivolgendosi ai numerosi giovani presenti e, in modo particolare, alle tante autorità civili e militari. E continuando Fundarò ha ribadito come “sia importante una riflessione sulla necessità di promuovere un processo civile che inibisca le tendenze aggressive degli uomini e degli Stati attraverso la realizzazione di un autentico progetto cosmopolitico. Questo luogo, a poche centinaia di metri dalle postazioni contraeree deve essere da monito per quanti continuano a ritenere che per regolare i rapporti sia necessaria la guerra”.

Di pregio gli interventi dell’Avv. On. Toto Cordaro, Assessore Regionale al Territorio e Ambiente della Regione Siciliana, socio del club, del Dott. Sergio Marino, Assessore Ville e Giardini, Verde, Parchi della Città di Palermo, Del Dott. Giovanni Provinzano, Direttore della Riserva del Monte Pellegrino, Ranger d’Italia e di Don Marco Grossholz, Reggente del Santuario di Santa Rosalia. Particolarmente toccante l'intervento dell'assessore regionale al Territorio e Ambiente avv. on. Toto Cordaro che nel ringraziare i suoi due "vulcanici amici Mino Girolamo Morisco e Antonio Fundarò" ha sottolineato come "il diritto all'ambiente costituisce il fondamento, la ragion d'essere, il presupposto imprescindibile dei diversi strumenti di cui nel tempo si è dotata la comunità internazionale per far fronte ai problemi ambientali. La questione della salvaguardia del diritto all'ambiente, quale diritto fondamentale dell'uomo, ha spinto la comunità mondiale a collaborare nella ricerca di strumenti di tutela adeguati. Ed è grazie al lavoro di spessore di questo Governo Regionale che alcuni principi fondamentali, primi tra tutti il principio di equità inter-generazionale, per cui anche le generazioni future godono del diritto all'ambiente, ed il principio dell'ambiente quale patrimonio comune dell'umanità, vivono e hanno un futuro. La Regione Sicilia può considerarsi, proprio per le scelte dell'attuale Governo, tra le più virtuose in tema di salvaguardia ambientale".

Nel corso della cerimonia è stata ufficializzata la nomina a socio onorario, su proposta del Presidente Antonio Fundarò, del Dott. Giovanni Provinzano, Direttore della Riserva del Monte Pellegrino, Ranger d’Italia. Di pregio la relazione di Attilio Albergoni il cui curriculum è costellato di successi e di riconoscimenti nazionali e internazionali. Poliedrico e dotto, Albergoni da oltre vent’anni conduce ricerche storiche, iconografiche e documentali, presso archivi italiani ed esteri, sulla Sicilia e, in particolare, sulla città di Palermo durante gli anni ’30 e ’40, con approfondimenti sul periodo che la vide fortemente coinvolta negli eventi del Secondo conflitto mondiale. Il dottore Albergoni, nel corso del suo brillante intervento, ha sottolineato come " sia importante, per noi che viviamo questo tempo e per i posteri che verranno, la conservazione e la conoscenza della nostra storia appartenente al secolo scorso. Più precisamente mi riferisco al periodo che precedette e seguì le Seconda Guerra mondiale qui in terra di Sicilia. Contrariamente a quanto possa sembrare, gli estimatori e i desiderosi di approfondimenti non mancano e si trovano a tutti i livelli di età e sono tutti molto interessati al costume, alla vita, alle cose comuni di quei giorni, alle riviste, alle testimonianze rimaste di quel periodo. Voci a volte contrastanti sulla base dei ricordi che ormai vanno pian piano scomparendo, ma tutti sono concordi nel classificare questa esperienza di vita, diretta o indiretta molto importante ed interessante, meritoria di essere approfondita, studiata e, soprattutto conservata".

E continuando il dottore Attilio Albergoni riferisce "mi preme mettere l’accento su questa ultima parola in quanto sembra quasi che, non ostante una legge sulla tutela dei Beni Culturali (Codice Urbani) permetta di far rientrare a pieno titolo questi anni del secolo scorso in un processo di attenzione e tutela, dicevo, sembra che vi sia una sorta di fatalismo su tutto ciò che ancora è presente e che ricorda quegli anni, soprattutto a Palermo. Dico a Palermo in quanto in altre zone della Sicilia si è mossa molto di più di qualcosa e ne è un esempio eclatante il bel “Museo dello Sbarco in Sicilia” che è visitabile a Catania; ma anche Ragusa, Augusta e l’hinterland di queste incantevoli città possiede una serie di piccole realtà museali che meritano una visita. Forse la troppa quantità di storia, le prime tracce addirittura si ascrivono alla “pre” istoria palermitana, vedi grotte e insediamenti con selci e terrecotte, e poi i Sicani, i Fenici, i greci, i Romani, gli Arabi… e chi più ne ha più ne metta, portano le Istituzioni deputate ad una sorta di ragionamento del tipo… “ma con tanta roba di valore che abbiamo intorno, possiamo metterci a salvare e preservare anche i bunker o quelle cose che ricordano la storia quegli anni?” La risposta ritengo che sia scontata ed è sì!, per tanti motivi e per mille ragioni, ma principalmente perché è la nostra storia e fa parte di quel bagaglio culturale che deve appartenerci e che nessuno può far sì che cada nell’oblio o, peggio come purtroppo accade, venga distrutta.

A Pantelleria il maestoso hangar in galleria creato all’aeroporto da Pier Luigi Nervi, nome che vanta in Italia tutta una serie di strutture che hanno fatto scuola, è stato conservato e fa ancora bella mostra di sé offrendo spunto a laureandi per i loro studi e dottorati. Anche se tutte le opere di ingegneria militare non hanno paternità così importanti ritengo che comunque vadano protette per le future generazioni. Per fortuna i collezionisti intervengono per la loro parte conservando il più possibile e c’è che chi, lo conosco personalmente, ha lasciato intatto un bunker ricadente nella sua proprietà quale testimonianza di un passato recente da preservare e che ci appartiene". Nel concludere i lavori, il professore Antonio Fundarò, presidente del club, ha sottolineato quanto sia “importante non abbandonare l’idea che la pace dell’umanità si raggiunge anche attraverso una maggiore attenzione all’ambiente, all’arte, alla cultura, ai giovani, al servizio”. “In un radiomessaggio del 1961 Giovanni XXIII affermava . Prendiamolo come impegno a partire da questo luogo in cui pregò Santa Rosalia” ha concluso Fundarò.

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