menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

"Ho abortito e non è stato un dramma", a Palermo la campagna per il diritto alla scelta

Iniziativa dell'Uaar in vista della Giornata internazionale della donna. La testimonial: "Ho scelto di interrompere volontariamente una gravidanza con la terapia farmacologica. L’ho potuto fare in tutta sicurezza. La Ru486 evita il ricovero e l’intervento chirurgico"

Si avvicina l'8 marzo e per le vie di Palermo, nei pressi di luoghi simbolici come l'assessorato regionale alla Salute, presidî ospedalieri e scuole superiori, compaiono il viso tranquillo ma deciso di Alice Merlo e le sue parole: "Ho scelto di interrompere volontariamente una gravidanza con la terapia farmacologica. L’ho potuto fare in tutta sicurezza. La Ru486 evita il ricovero ospedaliero e l’intervento chirurgico: una scoperta scientifica meravigliosa per la salute delle donne".

E' la campagna dell'Uaar (Unione degli atei e degli agnostici razionalisti), secondo cui in Italia "il diritto alla salute riproduttiva e all'autodeterminazione è sempre minacciato dalla prevalenza schiacciante dei medici che si dichiarano obiettori di coscienza (in Sicilia oltre l'80%). Nella scuola pubblica l'educazione sessuale è ancora una chimera, mentre l'insegnamento di una religione che ne è spesso l'antitesi è istituzionalizzato. Le recenti linee guida ministeriali che, meglio tardi che mai, consentono l'aborto farmacologico senza ricovero, sono contrastate dai fondamentalisti cattolici con menzogne spudorate, come i manifesti che paragonano la Ru486 al veleno, e disattese apertamente da alcuni governi regionali per gli stessi motivi biecamente ideologici, essendo evidente come la somministrazione in consultorio comporti minori disagi per la donna e minori costi per la collettività".

L'Uaar annovera tra i propri obiettivi statutari l'"eliminazione di ogni ostacolo per l’utilizzo della pillola Ru486, la presenza capillare di consultori pubblici e l'abolizione dell’obiezione di coscienza prevista nei reparti di Ginecologia degli ospedali pubblici, che devono inibire l’accesso agli attivisti ideologicamente orientati". In Sicilia l'Uaar aderisce alla Rete regionale femminista e transfemminista per il diritto alla Salute. A Palermo sarà al fianco di Non Una di Meno nel presidio contro l'oppressione di genere "Essenziali i nostri corpi, essenziale la nostra lotta", domenica 7 marzo alle 16 in piazza Verdi, e nello sciopero dell'8 marzo. Porterà inoltre nei prossimi giorni il volto e il messaggio di Alice presso alcuni licei palermitani, in un'attività di informazione e sensibilizzazione che persegue un altro obiettivo Uaar: l'insegnamento nelle scuole dell’educazione sessuale, dell’educazione affettiva e dell’educazione alle differenze.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

PalermoToday è in caricamento