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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
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Edicole votive in chiave pop, arte e poesia nel cuore di Palermo

“20 Santi per la città” è l’itinerario delle architetture religiose reinterpretate da artisti di tutto il mondo. Un percorso che da piazza Aragona conduce al cuore della Kalsa ideato da Luca Lo Sicco, docente palermitano di marketing e management a Honk Kong

C’è Santa Rosalia che canta "We shall overcome", come una moderna Joan Baez. Icone bizantine rivisitate in chiave pop, un percorso che da piazza Aragona conduce al cuore della Kalsa, il centro di Palermo vissuto come un museo a cielo aperto. “20 Santi per la città di Palermo” è l’itinerario delle edicole votive valorizzate, poste in evidenza, reinterpretate da artisti di tutto il mondo, ideato da Luca Lo Sicco, docente palermitano di marketing e management a Honk Kong (e in precedenza a Londra, Auckland e Atlanta), e dal poeta neozelandese David Carrigan.

Edicole votive in chiave pop

Una passeggiata in centro. Le edicole votive, retaggio in molti casi di antiche devozioni e tradizioni popolari, inserite in tabernacoli all’interno dei quali spesso non era più presente o identificabile l’affresco o il santo cui l’edicola era dedicata, sono ora al centro di un museo en plein air che - nelle intenzioni dei suoi fondatori - è "un dono alla città di Palermo". Si chiama “The Art and Poetry Open Air Museum of Sicily”, e unisce arte contemporanea e poesia. Un modo diverso di fruire Palermo e di attrarre nel capoluogo siciliano artisti provenienti da ogni parte del mondo. Si passa, dunque, da una Santa Lucia rivisitata da Agnes Kolingan, a un San Michele in jeans e maglietta - con tanto di scritta “Life”, richiamo alla vita - secondo l’interpretazione di Michael Milunovic, da una Madonna con Gesù bambino dell’artista greca Eri Fragiadaki, al peruviano San Martin Porres visto dalla canadese Michelle Martinez, quest’ultima tra le altre una delle opere accompagnate dalle poesie di Carrigan.

Venti santi, ma il patrimonio è destinato ad aumentare. Perché i contatti di Lo Sicco e Carrigan sono proseguiti e altre opere sono in arrivo a Palermo e saranno presentate la prossima estate. Già arrivato in città, invece, un Sant’Ambrogio su legno realizzato dall’artista milanese Carlo Cut Cazzaniga, del quale un’opera è già ospitata al Palermo Museum allo stadio Renzo Barbera, mentre la sua “Famous tennis players” è stata al centro della mostra Artennis la scorsa estate al Kalta tennis club di via Beato Angelico.

I mille modi di Palermo di rispondere all’abbandono: dallo stato di degrado rappresentato dalle buche su strada, al recupero di spazi murari anch’essi abbandonati a suo tempo e ora recuperati - da privati - che con la creatività e l’arte rispondono all’incuria.
 

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