Venerdì, 6 Agosto 2021
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Il sito arabo-normanno festeggia tre anni: 5 monumenti "bussano" alla porta dell'Unesco 

In cima alla lista il Castello a Mare. Seguono il Palazzo di Maredolce, la chiesa di Santa Maria Maddalena, la Cuba e la splendida chiesa della Magione. Lezione di Gorbera sull’ampliamento del percorso a Palazzo Reale

Il percorso arabo-normanno di Palermo, Monreale e Cefalù - che conta nove monumenti - festeggia tre anni. Per l'occasione domani si discuterà del potenziale ingresso nell'Unesco di altre bellezze nostrane: cinque le candidature papabili ed il Castello a Mare è il primo della lista. Il professore che pose la sua firma in calce alla candidatura Unesco di Palermo, Antonio Almagro Gorbera, dalle 17.30, terrà una lezione proprio sull’ampliamento del sito in aula Piersanti Mattarella, alla presenza di storici, esperti e dei rappresentanti delle istituzioni a capo dei diversi enti che gestiscono i monumenti del sito.

Chi bussa alla porta Unesco

Quando venne costruito il dossier di candidatura per l’iscrizione nella World Heritage List Unesco del sito seriale “Palermo arabo-normanna e la Cattedrali di Cefalù e Monreale", in provincia di Palermo furono censiti 22 siti (escludendo i ruderi), di cui soltanto nove con requisiti di idoneità necessari per essere dichiarati “patrimonio dell’umanità”: Palazzo Reale e Cappella Palatina, San Giovanni degli Eremiti, Santa Maria dell’ammiraglio, San Cataldo, la Cattedrale, Palazzo della Zisa, Ponte dell’Ammiraglio, Cattedrale e chiostro di Cefalù, Cattedrale e chiostro di Monreale. Gli altri 13, pur possedendo caratteristiche arabo-normanne, non furono giudicati idonei, ognuno con motivazioni diverse legate all’integrità, autenticità, conservazione e fruizione. Sono stati divisi in due macrogruppi (A e B): i primi hanno bisogno di interventi di restauro sia sul sito che sull’ambiente circostante, ma possono aspirare ad entrare nella World Heritage List, sempre che si riesca a renderli disponibili e aperti al pubblico; i secondi hanno essenzialmente perso la loro autenticità, quindi sono da salvaguardare ma non possono essere inseriti nel sito seriale. Sono quindi cinque i monumenti che “bussano” alla porta dell’Unesco.

Il Castello a Mare è quello che versa nelle condizioni migliori, anche perché ricade nell’area del porto, interessata ad un importante intervento di recupero. A seguire, nella lista dei potenziali nuovi ingressi, c'è il Palazzo di Maredolce, splendido esempio di architettura arabo normanna in condizioni precarie, ma si sta provvedendo al suo recupero, compresa l’area circostante. E ancora, la chiesa di Santa Maria Maddalena, a pochi passi da Porta Nuova (sita nella caserma del Comando Legione Carabinieri), la Cuba e la splendida chiesa della Magione.  

Ma i monumenti in maniera diversa legati alla Palermo arabo normanna, non sono finiti qui: ne esistono altri che hanno caratteristiche e tracce arabo normanne, ma che nel corso dei secoli hanno subito una perdita di originalità: vanno comunque salvaguardati e tutelati, sono la Cuba Soprana (all’interno di Villa Napoli) e la Piccola Cuba, la cappella di Santa Maria L’incoronata, San Giovanni dei Lebbrosi; la chiesa di Santo Spirito (chiesa dei Vespri), la quasi monacale chiesa di Santa Cristina La Vetere, il castello dell’Uscibene; il reticolo dei Qanat e i bagni di Cefalà Diana.

La Lectio sull'ampliamento del sito Unesco

Dopo i saluti istituzionali del presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, del sindaco Leoluca Orlando, presidente del Comitato di Pilotaggio, e dell’assessore regionale ai Beni Culturali, Sebastiano Tusa, interverranno il direttore della Fondazione Unesco Sicilia, Aurelio Angelini, il direttore della Fondazione Federico II, Patrizia Monterosso, il sovrintendente Lina Bellanca e il direttore del Polo Archeologico di Palermo, Francesca Spatafora. Quindi la Lectio di Antonio Almagro Gorbera. Alle 19.30, la cerimonia di consegna dei diplomi rilasciati da Unesco ai rappresentanti dei siti. Alla fine della cerimonia, visita alle mostre in corso a Palazzo dei Normanni, “La pittura fiamminga” e “Il castello a mare”.
 

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