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Sabato, 15 Giugno 2024
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Paolo Kessisoglu: "La morte di papà e quell'ultimo viaggio insieme a Palermo"

L'intervista dell'attore genovese al Corriere della Sera

La morte dei suoi genitori a distanza di poco tempo, la fine del matrimonio con Sabrina Donadel, quell'ultimo viaggio a Palermo insieme al papà. C'è tutto questo nell'intervista concessa Paolo Kessisoglu al Corriere della Sera. L'attore genovese con i suoi genitori ha sempre avuto un bel rapporto, ma per un periodo, ha rivelato, "mi ero un po’ allontanato da loro. Era tutto rientrato, ma oggi cercherei di ricucire più in fretta. Aiuta capire che i genitori non sono macchine perfette, ma persone, come noi. Lo sto realizzando ancora di più da quando mi sto separando da mia moglie: non sono più un papà super eroe, ma il rapporto con mia figlia mi pare quasi migliorato grazie a questa consapevolezza. I miei sono stati due buoni esempi: erano persone buone. Ora incontro moltissime persone che me lo ricordano". 

Paolo e Sabrina si erano sposati nel 2003 e hanno avuto una figlia, Lunitta, nata proprio nel 2003. Sui loro profili non ci sono foto insieme recenti.

Paolo e l'ultimo saluto ai genitori

"Mia mamma è morta lo scorso giugno per quella che all'inizio sembrava una banale infezione. È stata una doccia fredda per tutti, aveva 77 anni. Mio papà ne aveva 83 ed è morto subito dopo Capodanno", ha spiegato ancora al quotidiano. Paolo ha poi raccontato che aveva chiesto al padre quale fosse uno dei suoi desideri e lui gli rispose un viaggio a Palermo e così partirono: "Ho prenotato subito, senza immaginare sarebbe stato l’ultimo. E' stato un tempo sospeso e bellissimo in cui mi ha parlato di tutto, svelandomi ad esempio che avrebbe voluto fare il capitano di una nave. Mio padre capitano di una nave: assurdo. Quel tempo solo nostro mi pareva lo avesse un po’ rimesso in carreggiata".

Tra le cose che poi non si aspettava e non sapeva la scoperta di "un faldone in cui mio padre aveva ritagliato e conservato tutte, ma tutte le mie interviste: dalle copertine ai trafiletti. Di mia mamma ho trovato dei diplomi da dattilografa: quando siamo nati aveva deciso di non lavorare più, ma ora mi chiedo quali fossero davvero le sue aspirazioni, i suoi sogni". "Non ho mai parlato tanto con i miei come da quando non ci sono più. Mi piace immaginare cosa mi risponderebbero ora - spiega Kessisoglu -. Vorrei avere l’opportunità di chiedere loro delle cose che non attengono al loro ruolo di genitori. È come se la loro scomparsa mi avesse reso meno ego-riferito: ho capito che c’erano un sacco di cose di loro che non avevo capito". Ancora oggi non riesce a cancellare il loro numero di telefono dalla rubrica.

fonte Today.it

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