Mercoledì, 19 Maggio 2021
Attualità Libertà / Via Duca della Verdura

Il giudice veglia sull'Aula bunker: un murale per Giovanni Falcone in via Duca della Verdura

A dipingerlo è lo street artist Andrea Buglisi che completerà l'opera “La porta dei Giganti” in estate quando su un edificio in via Sampolo sarà realizzato il ritratto di Paolo Borsellino. Il lavoro fa parte del progetto Spazi Capaci/Comunità Capaci

Il murale di Giovanni Falcone in via Duca della Verdura

Un ritratto enorme di Giovanni Falcone sulla facciata di un palazzo di 11 piani in via Duca della Verdura. A realizzare il murale, che sta per essere finito, è lo street artist Andrea Buglisi che completerà l'opera “La porta dei Giganti” in estate quando su un altro edificio in via Sampolo sarà dipinto il secondo ritratto che la compone, quello di Paolo Borsellino. I volti di entrambi i giudici veglieranno sull'aula bunker del carcere Ucciardone, teatro del maxiprocesso, che dista pochi metri dalle due location scelte. Saranno quattro in tutto le opere del progetto di design sociale curato da Alessandro De Lisi, che la Fondazione Falcone e il ministero dell’Istruzione hanno prodotto per il 29esimo anniversario della strage di Capaci costata la vita al giudice Falcone, alla moglie Francesca Morvillo e agli agenti della scorta Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo. Si chiama Spazi Capaci/Comunità Capaci. Il cantiere di via Duca della Verdura è stato aperto lo scorso 25 aprile. "Una data - spiegano dalla Fondazione Falcone - storica per il Paese che una riconquista, quella della libertà". 

Il progetto, sostenuto anche da privati, coinvolgerà gli studenti di diverse scuole della città in linea con l’impegno che la Fondazione e il Ministero da anni portano avanti nella consapevolezza che la lotta alla mafia non può prescindere dalla cultura e dal coinvolgimento dei ragazzi. Gli istituti inseriti nell’iniziativa, che prevede incontri tra studenti e artisti durante la realizzazione delle opere, sono i licei artistici Catalano e Damiani Almeyda, l'istituto d’arte Picasso, l'istituto comprensivo Sperone-Pertini, il Vittorio Emanuele III, il Volta, il Regina Margherita e la consulta provinciale degli Studenti di Palermo. "L’arte - dicono ancora dalla Fondazione Falcone - interpreta gli spazi urbani simbolici di Palermo, l’arte è capace di rinnovare il rapporto tra le città e le persone, che l’emergenza sanitaria ha negato per tanto tempo". 

Le altre opere del progetto

Sotto l’Albero Falcone, emblema di una comunità che è stata capace di risvegliarsi dal sonno della sottomissione a Cosa nostra dando inizio a una nuova stagione di responsabilità civile, verrà collocata una statua “L’attesa”, realizzata dall’artista trentino Peter Demetz: una giovane donna che rappresenta l’attesa di una città per la giustizia e, oniricamente, il ritorno a casa di Giovanni Falcone e sua moglie Francesca Morvillo.

Nel cortile dell’Aula Bunker dell’Ucciardone, sarà allestita una colossale installazione di Velasco Vitali: “Branco”, 54 cani a grandezza naturale, sculture ispirate al realismo magico di Picasso, in ferro, lamiere e cemento. Il branco rappresenta la fame di potere criminale e l’abuso della mafia sulla società ma anche la reazione, la lotta civile, la trasformazione in sentinelle a guardia della verità. Infatti, un cane tutto d’oro veglierà il caveau dove è custodita l’istruttoria del primo storico maxiprocesso contro Cosa Nostra.

A Brancaccio, periferia per anni feudo dei clan, l’arte si riprende piazza Anita Garibaldi. Là dove sorge la casa museo dedicata a don Pino Puglisi, Igor Scalisi Palminteri realizzerà un monumentale polittico urbano dal titolo “Roveto Ardente”, ritraendo il sacerdote ucciso dalla mafia, il fiammifero che spegnendosi ha appiccato il fuoco eterno della vampa del coraggio, quel roveto ardente appunto che è profondamente presente nella cultura delle religioni del Mediterraneo. Cultura e bello dove don Pino, da poco proclamato Beato, combatté la sua battaglia perché i ragazzi riconquistassero la loro libertà dalla mafia. 

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