Mercoledì, 22 Settembre 2021
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Rivoluzionò la cura della leucemia fulminante: morto il palermitano Francesco Lo Coco

L'ematologo se n'è andato a 63 anni. Negli scorsi mesi era stato premiato a Stoccolma, guadagnandosi la notorietà internazionale: "Le sue ricerche resteranno famose nel mondo perché il suo nome è legato alla scoperta della prima cura per guarire una leucemia senza usare la chemio"

Francesco Lo Coco

E' morto ematologo palermitano Francesco Lo  Coco, ordinario di Ematologia all'università di Roma Tor Vergata, scomparso prematuramente ieri 3 marzo nella Capitale. Originario di Palermo, classe 1955, brillante allievo di Franco Mandelli, Lo Coco ha guadagnato la notorietà internazionale per aver determinato, con i suoi studi, importanti passi avanti contro la 'leucemia fulminante'. Per queste ricerche ha ottenuto diversi riconoscimenti, fra i quali  l'edizione 2018 del 'José Carreras Award' all'ultimo congresso della Società europea di ematologia Eha, nel giugno scorso a Stoccolma.

Nel corso della sua carriera, Lo Coco si è occupato principalmente di  caratterizzazione genetico-molecolare e terapia delle neoplasie  ematologiche. Ha pubblicato oltre 300 articoli originali su riviste  internazionali peer-reviewed, principalmente incentrati sulla  diagnostica e il monitoraggio molecolare di leucemie e linfomi, e in  particolare sulla leucemia acuta promielocitica. E' stato anche  presidente della Società italiana di ematologia sperimentale  (2000-2002), componente della Commissione per la ricerca sanitaria del ministero della Salute (2001-2002), membro del Comitato Tecnico-Scientifico della Firc-Airc.

Sul sito del Gruppo italiano malattie ematologiche dell'adulto  (Gimema), che lo ricorda in home page, il saluto commosso del presidente Marco Vignetti. "Siamo cresciuti insieme, un manipolo di ragazzi - i ragazzi di via Benevento - accanto ad un semi-Dio, perché questo era Franco Mandelli per noi", scrive Vignetti. "Siamo diventati uomini e stavamo appena iniziando a diventare 'anziani' - aggiunge - e tu sei uno di quelli che aveva raggiunto meritati e prestigiosi  traguardi, per molti altri invidiabili e per molti inaccessibili. Le tue ricerche erano - sono e resteranno - famose nel mondo perché il tuo nome è legato alla scoperta della prima cura per guarire una leucemia senza usare la chemio, e questo ha un valore simbolico  ineguagliabile nella storia della lotta dell'uomo contro i tumori".

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