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Mercoledì, 30 Novembre 2022
La storia

Da tifoso azzurro a Wembley ad autista ai Mondiali in Qatar, un palermitano "alla guida" del Senegal

Marco D'Aubert è il conducente del pullman della nazionale africana alla rassegna iridata in corso nel Paese arabo. Agli Europei, l'anno scorso, venne inquadrato in tv con la maglia rosanero di Miccoli: "Sogno di lavorare con l'Italia nel 2024"

Gli azzurri non ci sono, ma dietro le quinte dei Mondiali di calcio in Qatar batte anche un cuore rosanero. Sì, perché il palermitano Marco D'Aubert, 37 anni, già protagonista davanti alle telecamere durante gli Europei in Inghilterra, quando venne inquadrato, durante un paio di partite dell'Italia, con le maglie di Miccoli e Nestorovski, adesso si trova nel Paese arabo. Ma stavolta il tifo non c'entra. D'Aubert è infatti l'autista del pullman della nazionale del Senegal, impegnata nel girone A della rassegna iridata.

Gli "italiani" del Senegal

I Leoni della Teranga, debuttano oggi contro l'Olanda a Doha. E D'Aubert, che si trova in Qatar dal 23 ottobre scorso, è pronto per accompagnare Koulibaly e compagni dalla struttura dell'Al Duhail, squadra locale allenata da Hernan Crespo, dove soggiornano e si allenano, al Thumama Stadium dove affronteranno gli oranje.

"Sto vivendo un'esperienza unica - racconta l'autista siciliano - i calciatori senegalesi sono straordinariamente simpatici e umili". Il primo contatto è stato quello con Alfred Gomis, secondo portiere, oggi al Rennes, in Francia, ma cresciuto nel Torino e con una lunga esperienza in Italia. "E' arrivato nel nostro Paese da bambino - spiega D'Aubert - e chiaramente parla benissimo l'italiano. E' stato lui a presentarmi gli altri che giocano o hanno giocato in Serie A: Koulibaly, Ballo Touré e Dia".

Un palermitano in Qatar, le foto dell'autista della nazionale del Senegal

"Il Qatar non è quello che stanno descrivendo sui media occidentali"

D'Aubert oltre a vivere da vicino la selezione africana, è testimone in presa diretta del discusso torneo in Qatar. E ci tiene a fornire un quadro diverso di quello descritto dai media occidentali in questi giorni: "Iniziamo dalla partita inaugurale: si era diffusa la voce che il Qatar avesse corrotto l'Ecuador per vincere la partita, abbiamo visto che il campo ha detto tutt'altro". E questa non è, secondo l'autista palermitano, l'unica "leggenda" che starebbe fornendo una visione distorta della kermesse.

"Tifosi pagati per sventolare bandiere di altri Paesi e riempire gli stadi? Non è vero neanche questo. In Qatar vivono e lavorano migliaia di indiani, nepalesi, keniani, alcuni di questi non avendo una nazionale alla competizione sostengono quelle più forti e con più tradizione. Ieri alla partita del Qatar non ho visto indiani e sugli spalti erano presenti anche donne". D'Aubert è scettico anche sul numero dei morti per costruire gli stadi in vista del torneo: 6.500 secondo un'inchiesta del Guardian pubblicata nel febbraio 2021. "E' possibile che nessun familiare delle vittime abbia denunciato quanto accaduto? Non parlano per paura? Non saprei, so solo che il Qatar visto da qui è molto più democratico di quello che si pensi". 

"Sogno il pullman della Nazionale italiana"

L'autista ammette, però, che difficilmente si potrà respirare la stessa atmosfera della fase di finale degli Europei, disputatasi l'anno scorso. "Qui - spiega - man mano che passano i giorni, le strade continuano a riempirsi di tifosi e forse è ancora presto per dare un giudizio definitivo, però credo che gli Europei giocati in Inghilterra abbiano avuto un fascino tutto loro". Anche perché in quel caso probabilmente il trionfo della squadra di Mancini amplificò il tutto. Mentre a questo giro, l'Italia è mestamente a casa, D'Aubert spera di andare il più possibile lontano col "suo" Senegal, anche per riuscire a mostrare qualche vessillo rosanero in mondovisione, come fece in terra d'Albione, sugli spalti, negli ottavi contro l'Austria e in semifinale con la Spagna. 

Ai detentori della Coppa d'Africa manca la stella Mané, attaccante del Bayern Monaco. "Ma sono convinto che riusciranno comunque a passare il turno, arrivando secondi nel loro gruppo, poi usciranno agli ottavi con l'Inghilterra. Il Mondiale, invece, lo vincerà l'Argentina". D'Aubert comunque crede di rimanere in Qatar fino al termine del torneo. "Il mio contratto scade il 4 dicembre, ma è rinnovabile sino alla finale del 18 dicembre. Nel caso in cui il Senegal dovesse essere eliminato, potrebbero comunque affidarmi altri servizi per il trasporto di autorità, vip, giornalisti". 

Poi il trentasettenne siciliano tornerà a fare la spola tra il Somerset, dove vive insieme alla moglie e ai tre figli ormai da quasi una ventina d'anni, e la sua amata isola in cui ha lasciato amici, parenti e... il Palermo. "Sono abbonato al Barbera, anche se sono più le volte che vado in trasferta negli stadi del Nord Italia, partendo dal Regno Unito". E nel futuro lavorativo? "Continuerò a fare l'autista freelance e nel 2024 sogno di guidare il pullman dell'Italia agli Europei".

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