Venerdì, 17 Settembre 2021
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Il cibo che non si spreca, gli scarti alimentari tornano in tavola più buoni di prima

Un menu, dall'antipasto al dolce, interamente pensato per soddisfare il palato e anche l'ambiente. L'idea di un menu che dice "no" allo spreco alimentare è di Bioesserì, il ristorante che porta in tavola la sostenibilità riducendo gli sprechi alimentari

Polpetta di broccolo e ombrina con maionese al prezzemolo, pasta fresca grattugiata in brodo di parmigiano e cozze, polpo alla terza nel suo guazzetto e per finire churros di pizza fritta con marmellata di arance. Succulento, e pure buono, se non fosse che la nota di bontà non è data soltanto dalla scelta azzeccata degli abbinamenti. Un menu, dall'antipasto al dolce, interamente pensato per soddisfare il palato e anche l'ambiente. Questi quattro piatti, infatti, sono stati interamenti immaginati per recuperare gli ingredienti che, di solito, vengono gettati via ma custodiscono del potenziale.

Sono scarti di cucina, come le foglie lessate di un broccolo o il pesce avanzato dalla lisca, come la crosta del parmigiano, il pane raffermo, i ritagli di pasca fresca e come le bucce d'arance o l'impasto della pizza della sera precedente. Sono ingredienti che, se cucinati nel modo giusto, possono dar vita a piatti buoni, gustosi e sostenibili. L'idea di un menu che dice "no" allo spreco alimentare è di Bioesserì, il ristorante in via La Farina che grazie alle ricette pensate dallo chef Alessio Marchese porta in tavola la sostenibilità riducendo gli sprechi alimentari. 

Solo in Italia oltre 15 miliardi di euro di cibo finiscono nella spazzatura, un dato non da poco quello diffuso da Coldiretti/Ixe in occasione della recente Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare."Chi ama il cibo non lo spreca - afferma Saverio Borgia, founder e proprietario di Bioesserì insieme al fratello Vittorio -. Con questo nuovo menu vogliamo dare il nostro contributo a una sana educazione alimentare che parta dagli adulti per arrivare fino ai più piccoli, vogliamo mostrare come attraverso un utilizzo più razionale della materia prima in cucina si possono ottenere piatti divertenti e gustosi".

In totale lo spreco alimentare nel nostro pese vale lo 0,88 del Pil, somma che si ricava dal totale dello spreco alimentare di filiera che vale oltre 3 miliardi  e quello domestico che rappresenta 11,8 miliardi, ovvero i 4/5 dello spreco complessivo italiano. Un quadro poco confortante di cui in pochi sono consapevoli: quattro italiani su cinque sono infatti convinti che si sprechi moltissimo nel commercio (lo pensa il 47% degli intervistati) e nella gestione delle mense pubbliche di scuole, ospedali, uffici e caserme (lo pensa il 27% degli intervistati). Invece è proprio in famiglia che si lo spreco raggiunge i picchi più alti con una media di 600 grammi di alimenti gettati nella pattumiera ogni settimana, che equivalgono a circa 28 euro di cibo sprecato. 

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