Un mare di Pride, anche Sciurba a Balestrate: "Abbiamo strappato 59 persone alla morte"

La testimonianza della portavoce di Mediterranea Saving Humans: "Eravamo in 70 su una barca di 18 metri e siamo stati abbandonati da tutti i governi". Madrina d'eccezione Vladimir Luxuria. Inaugurata la “Biblioteca dei diritti universali”

Luigi Carollo, Vladimir Luxuria, Alessandra Sciurba e Marisa Saputo sul palco

Un migliaio di persone e nessuna azione di disturbo. E' più che positivo il bilancio - secondo gli organizzatori - della prima edizione di “Un mare di Pride”, manifestazione che ha avuto luogo a Balestrate, culminata con un dibattito pubblico in piazzale Belvedere (presidiata da un corposo dispiegamento di forze dell’ordine) alla quale hanno preso parte oltre a Marisa Saputo, assessore comunale alle Pari opportunità, Vladimir Luxuria, testimonial dell’evento, Luigi Carollo, portavoce del Coordinamento Palermo Pride, Alessandra Sciurba, portavoce di Mediterranea Saving Humans, Daniela D’Anna, referente regionale di Famiglie arcobaleno, Salvatore Ferrara, assessore comunale alle Attività produttive, Vito Rizzo, sindaco di Balestrate. 

Nel corso del pomeriggio è stata inaugurata in piazzale Belvedere la “Biblioteca dei diritti universali”, teca sul circuito del BookCrossing dipinta e realizzata dalle artiste locali Giuditta Musso e Giorgia Profetto. Durante le letture al tramonto, che hanno visto protagonista tra gli altri l’attore Paride Benassai, è stato ricordato Andrea Camilleri, cui la piazza di Balestrate ha tributato un lungo e sentito applauso. Poi, nel corso del dibattito serale, la testimonianza di Alessandra Sciurba che per la prima volta ha raccontato i dettagli del salvataggio di 59 migranti al largo della Libia a bordo del veliero Alex.

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La portavoce di Mediterranea Saving Humans ha ricostruito a fondo quanto accaduto in quei giorni in mare: la minaccia della motovedetta libica, le prime ecografie a bordo alle donne in gravidanza, l’incredibile danza di 20 delfini a fianco del veliero. "Eravamo in 70 su una barca di 18 metri - ha detto Alessandra Sciurba - siamo stati abbandonati per 50 ore da tutti i governi europei. Avevamo paura per un possibile attacco dei miliziani libici, che salgono sui gommoni travestiti da guardia costiera, abbiamo visto dei corpi di persone morte galleggiare sotto di noi. Il nostro barcone poteva ribaltarsi in qualunque momento e soprattutto potevano arrivare i libici, che per le persone a bordo significano la morte. E i libici arrivarono, ci guardavamo a venti metri di distanza. Le persone a bordo guardavano noi, perché la loro vita dipendeva da noi. E quando la prua della motovedetta libica si è arresa e si è allontanata, abbiamo capito che trionfava la vita. Poi, abbiamo cercato di andare a Malta, ma ci siamo accorti che non gliene fregava niente della sicurezza e dei diritti delle persone. Siamo arrivati a Lampedusa, dove i finanzieri ci hanno dato un documento in cui si dice che non potevamo entrare nelle acque territoriali italiane. Siamo restati in acqua altre venti ore. Non hanno voluto portare via neanche i minori - ha concluso - c’era gente che stava male. A quel punto abbiamo disobbedito a quel provvedimento e abbiamo scelto di portare tutte e tutti in salvo".

Soddisfatta l’assessore Marisa Saputo: "Questa manifestazione è riuscita così come l’avevamo pensata. Volevamo lanciare un messaggio che andasse al di là dei colori politici e delle logiche di partito. Ritengo che Balestrate sia pronta per essere una città civile, senza tabù, senza pregiudizi. Grazie a 'Un mare di Pride' ne abbiamo avuto conferma. Rappresento l’istituzione pubblica e la politica, che ha un compito: preparare il terreno perché i diritti civili possano prendere forma. Dobbiamo fare conoscere alla gente delle realtà che esistono. Ritengo questa manifestazione l’adempimento di un dovere politico".
 

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