Maieuticar lancia la campagna #ancheperte, per sensibilizzare al revenge porn

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday


"La mia libertà di mostrare, la tua scelta di bloccare la violenza" la legge parla chiaro #ancheperte Alla luce di una recente inchiesta di Wired in cui è esploso il caso di cyber crime sulla piattaforma Telegram, dove migliaia di utenti si scambiano materiale pornografico e pedopornografico, la realtà digitale ‘Maieuticar’ vuole agire attuando un processo sensibilizzazione attraverso i social per prevenire tale fenomeno affinché lo strumento social sia utilizzato correttamente e non diventi arma di prevaricazione sociale e personale. In Italia ci sono moltissime vittime di revenge porn, la maggior parte sono ragazze consumate dalla vergogna o giovani donne che a seguito della fine di una relazione trovano la propria intimità violata. E la quarantena che stiamo vivendo, sta portando sempre più in superficie questa aberrante realtà. È per questo motivo che abbiamo pensato di realizzare un video in cui varie persone daranno voce all’articolo Dispositivo n.612-ter del Codice penale, entrato in vigore il 19 luglio 2019.

Questo non solo per sensibilizzare le persone contro un cyber crime come può essere il revenge porn, ma anche per ricordare agli utenti del web che esiste una legge e come tale, bisogna rispettarla. Chiediamo a tutti i lettori e all’intera comunità, se interessati e volenterosi di metterci la faccia, di partecipare alla nostra iniziativa che consiste in una raccolta di video in cui si recita il testo di legge che prevede tale reato. Quello che ti chiediamo, per contribuire alla nostra campagna è semplice: registra un video in cui leggi il testo dell’articolo 612-ter che ti alleghiamo, ed alla fine della lettura ti chiediamo di ripetere lo slogan della campagna che è: "La mia libertà di mostrare, la tua scelta di bloccare la violenza" la legge parla chiaro #ancheperte. Se scegli di partecipare alla campagna metteremo il tuo nome nei ringraziamenti finali del video.

Riusciamo insieme a coinvolgere e creare in rete un bel movimento che sprigioni energie positive contro questi fenomeni nocivi per la società? Noi ci crediamo! La scelta dell'hashtag #ancheperte è un omaggio alla canzone di Battisti, ma è anche un omaggio alle donne ed a tutte quelle persone che si trovano in situazioni di difficoltà. È importante essere uniti contro questi fenomeni, perciò ti ringraziamo per il tuo contributo.

Partecipare è semplice, qui in seguito le istruzioni per poterci aiutare:

ISTRUZIONI PER IL VIDEO: Per la Ripresa video ti chiediamo: 1- Registra il video anche con il tuo Smartphone in Orizzontale; 

 2- Tienilo su un supporto fisso, un cavalletto, o appoggialo in modo tale che l’immagine sia stabile, se non hai nessuno che può aiutarti a riprenderti. Il testo, che trovi in seguito, lo puoi tranquillamente leggere con un cellulare, palmare o su carta! 
 3- Parla a voce alta, e scandisci bene le parole, affinché in lettura non si 
perdano le parole che dici. 

4- Registra il video e poi invialo a questo numero (su Whatsapp): 328 1732 666

TESTO DELL’ARTICOLO DA LEGGERE: «Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, dopo averli realizzati o sottratti, invia, consegna, cede, pubblica o diffonde immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate, è punito con la reclusione da uno a sei anni e la multa da euro 5.000 a euro 15.000. La stessa pena si applica a chi, avendo ricevuto o comunque acquisito le immagini o i video di cui al primo comma, li invia, consegna, cede, pubblica o diffonde senza il consenso delle persone rappresentate al fine di recare loro nocumento. La pena è aumentata se i fatti sono commessi dal coniuge, anche separato o divorziato, o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa ovvero se i fatti sono commessi attraverso strumenti informatici o telematici. La pena è aumentata da un terzo alla metà se i fatti sono commessi in danno di persona in condizione di inferiorità fisica o psichica o in danno di una donna in stato di gravidanza. Il delitto è punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela è di sei mesi. La remissione della querela può essere soltanto processuale. Si procede tuttavia d’ufficio nei casi di cui al quarto comma, nonché quando il fatto è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio». "La mia libertà di mostrare, la tua scelta di bloccare la violenza" la legge parla chiaro #ancheperte Il team di Maieutica

Canali social:

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