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Nastri oro e argento e gigantografie di musicisti: l'installazione monumento al jazz fa brillare il centro

Protagonisti delle foto gli artisti che si sono esibiti in quasi cinquant’anni del Brass Group. A ideare il progetto l’architetto Laura Galvano. Utilizzati anche materiali già usati per promuovere la cultura del riciclo creativo

Gigantografie di musicisti jazz affisse all’esterno del Real Teatro Santa Cecilia o lungo il basamento di Palazzo Gangi di Valguarnera e nastri di carta metallizzata, di colore oro e argento, che creano un effetto specchio. Un colpo d’occhio immenso, grandioso che ha come protagonisti gli artisti che si sono susseguiti nelle loro esibizioni in quasi cinquant’anni del Brass Group, già a partire dal 1974 quando Irio De Paula scelse di inaugurare lo scantinato di via Duca della Verdura, sede storica del Brass. Con questo maestosa installazione è stata inaugurata la prima edizione del Sicilia Jazz Festival. L'allestimento è stato curato dalla Regione, e nel dettaglio dall'assessorato del Turismo, Sport e Spettacolo, e ideato e progetto dall’architetto Laura Galvano che, con abilità e creatività innovative, è riuscita in appena un paio di mesi, a far rivivere di suoni e musica le facciate di due monumenti del centro storico. Il contenuto e la grafica sono stati curati invece direttamente dalla Fondazione The Brass Group, in particolare i testi da Rosanna Minafò e da Domenico Cogliandro, le foto da Arturo di Vita e Luigi Giuliana e la grafica da Gianni La Rosa, per un totale di ben 110 fotografie. 

Ma la storia della musica e del jazz si respira anche camminando lungo le arterie e gli spazi urbani che costeggiano, in vario modo, Palazzo Gangi di Valguarnera e collegano il Teatro Santa Cecilia con la Galleria d’Arte Moderna, da vicolo Valguarnera, a via canta Vespri passando per piazza Croce dei Vespri dove è possibile osservare otto totem trifacciali, alti 3 metri con ben 72 foto, arricchiti da citazioni storiche appartenenti ai grandi del jazz come Miles Davis, Dee Dee Bridgewater, Pat Metheny, Oscar Peterson, Charles Mingus, Frank Sinatra e Fabrizio Bosso, giusto per citarne alcuni. 

Citazioni come quella che riguarda Tony Scott: “Venne a Palermo ospite del The Brass Group, nel novembre del 1974, per esibirsi in quartetto con Garsia al piano, Salerno al basso e Cavallaro alla batteria. Una sera al jazz club di via Duca della Verdura, mentre al clarinetto esponeva l’introduzione di Stardust di Hoagy Carmichael, uno spettatore che fischiettava fu colto alla sprovvista da una pausa. Scott staccò il clarinetto dalle labbra e guardandolo gli disse: 'conosco, grazie!'". 

Il progetto dell'installazione monumento al jazz ha voluto ricoprire interamente Palazzo Gangi di Valguarnera, per nascondere i ponteggi dovuti al restauro in corso, riutilizzando il materiale (i nastri di carta metallizzata, di colore oro e argento) già usato per l’installazione “Ciak… si torna a girare a Taormina per non sottoporre l’assessorato ad ulteriori costi e al contempo promuovere la cultura del riciclo creativo, capace di ricavare da un materiale oramai di scarto un’opera ex novo. Le reti non sono state appese, a coprire un’arteria urbana, piuttosto disposte in modo da rivestire il ponteggio esistente, con una inusuale nuova pelle. Il progetto intende fare una operazione di travisamento, ovvero rendere una nuova realtà, sebbene momentanea, diversa da quella in cui siamo abituati. L’artificio artistico ha inizio dal teatro Santa Cecilia. L’installazione sembra così fuori uscire, leggiadra come una musica, da due finestre del secondo ordine del teatro e dopo aver attraversato, in quota, la via canta Vespri, avvolge, come fosse un manto dorato, i fronti di Palazzo Gangi grazie alla disponibilità offerta dalla principessa Carine Vanni Calvello Mantegna. L’installazione è un atto dinamico. Il vento fa muovere i nastri e la luce produce riverberi e scintillii tali da rendere immateriale la percezione dei volumi rivestiti. Il colore oro e argento dei nastri metallizzati rimanda alla preziosità degli interni del settecentesco Palazzo Gangi. Il tutto è percepito come uno scrigno che contiene e custodisce un gioiello dell’architettura siciliana. 

Del palazzo Gangi sono interessati gli interi fronti prospicienti su vicolo Valguarnera, su piazza Croce dei Vespri e su piazza Sant’Anna. E’ rivestita anche una porzione su via canta Vespri ad angolo con vicolo Valguarnera. I singoli teli sono ancorati al ponteggio retrostante in almeno 12 punti in modo che non possano, in alcun modo, ondeggiare. La zona basamentale del ponteggio è trattata in modo differente. L’installazione prevede per il basamento la collocazione, fino ad un’altezza di quattro metri di pannelli forex con la superficie, su un lato, a specchio. I pannelli sono graficizzati per mostrare e raccontare la storia del Brass Group. La superficie a specchio contribuirà a rendere immateriale il piede dell’edificio.

La stessa installazione sarà posizionata in altri palazzi del centro.
 

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