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Venerdì, 14 Giugno 2024
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"The Good Mothers", la palermitana Dragotto tra le donne contro la 'Ndrangheta: "Io Angela in una storia allucinante"

L'attrice, 16 anni, è la figlia di una delle "brave madri" calabresi che si ribellano alle logiche mafiose delle loro famiglie nella produzione che ha vinto il premio come miglior serie al Festival del cinema di Berlino: "Sul set ho vissuto la vicenda reale di una ragazzina che all'improvviso vede scontrarsi i propri parenti e non capisce subito quello che sta accadendo"

C'è anche l'attrice palermitana, di 16 anni, Giulia Dragotto nel cast della serie The Good Mothers, una storia tratta dalla realtà che racconta il coraggio e la tenacia di donne che hanno sfidato la 'Ndrangheta. Una produzione parecchio attesa soprattutto dopo l'apprezzamento ricevuto dalla giuria al Festival del cinema di Berlino, dove l'opera ha vinto il premio "Berlinale Series".

Un riconoscimento che è anche di Giulia Dragotto, enfant prodige siciliano del cinema, alla sua seconda apparizione dopo il debutto in Anna, la serie Sky Original, diretta da Niccolò Ammaniti, andata in onda nel 2021. In The Good Mothers, l'attrice palermitana è Angela, figlia di Giuseppina Pesce (interpretata da Valentina Bellè), una delle tre donne che insieme a Denise Cosco (Gaia Girace), figlia di Lea Garofalo (Micaela Ramazzotti), e Maria Concetta Cacciola (Simona Distefano), si ribellano all'omertà delle 'ndrine grazie anche all'aiuto della pm Anna Colace (Barbara Chichiarelli). La serie, in sei episodi, diretta da Elisa Amoruso e Julian Jarrold, andrà in onda a partire dal 5 aprile 2023 su Disney +.

Non è semplice la scelta di Giuseppina Pesce e non è affatto facile la situazione in cui si trova catapultata l'adolescente Angela, quando la madre decide di affrancarsi dalle logiche mafiose della 'ndrina per collaborare con la giustizia. "Angela - racconta Giulia Dragotto - subisce una situazione non concepibile nella testa di una ragazzina, capisce relativamente ciò che sta vivendo. All'improvviso vede i propri parenti contro ed è confusa, è costretta a seguire la madre nel programma di protezione testimoni, insieme ai fratelli, a scappare da un giorno all'altro per proteggersi dalla 'Ndrangheta. Angela, in certi frangenti, vede la madre perfino come una nemica, ma alla fine riesce a comprendere l'importanza della scelta fatta per tutelare i propri figli". Un'esperienza quella sul set delle "brave madri" calabresi che ha fatto riflettere la giovanissima attrice palermitana. "La vicenda è una storia vera e sapere che qualcuno della mia età ha vissuto tutto questo è allucinante".

The Good Mothers per Giulia Dragotto è anche un passaggio formativo decisivo. "In Anna - spiega - ho recitato sempre con ragazzi, stavolta invece ho girato le prime scene in cui ho avuto davanti adulti con i quali dialogare". Sia la prima che la seconda serie hanno però un tratto comune. "Due progetti ansiogeni - li definisce - mi sa che ho una calamita per questo genere, ma non mi dispiace recitare in trame così forti".

Anche perché Giulia sembra avere una proprietà di linguaggio e una testa già abbastanza matura per una sedicenne. Sogna, ma coi piedi ben piantati per terra. Anzi a Palermo, dove studia in una scuola paritaria bilingue per imparare l'inglese e lo spagnolo. "Amo la mia città - dice - ma probabilmente in futuro mi trasferirò a Roma. Stare a Palermo è penalizzante per ciò che voglio fare. Al momento è molto diffusa la pratica dei casting attraverso self tape, video autoprodotti. Ma anche per fare questi filmati bisogna trovare delle persone, io posso contare sul supporto di Lorenza Indovina, l'attrice, moglie di Niccolò Ammaniti, e su Valentina Bellè, ma a distanza è tutto più complicato".

Eppure tutto è iniziato proprio da un'intervista registrata. "Ero una bambina  - racconta - e vedevo il mondo della tv e del cinema come inaccessibile e lontano, non ci pensavo proprio. Fino a quando mia madre trovò un annuncio per il casting del film Le sorelle Macaluso di Emma Dante e mi propose di partecipare, accettai ma ai casting mi dissero che ero troppo grande per la figura che stavano cercando. Chiamarono però i miei genitori e mi fecero girare un video da salvare in archivio perché il mio volto era piaciuto. Da lì sono arrivata praticamente ad Anna".

Praticamente da autodidatta. "Ho studiato canto - confessa - ma mai recitazione, a parte dei corsi che ho fatto con Lorenza Indovina, lei è un riferimento per me". Ed è probabilmente l'unico che ha al momento e non perché Giulia si sia montata la testa. "Non ho un'attrice alla quale mi ispiro perché penso che si possa imparare da tutti sia in positivo, sia in negativo. Anzi spesso guardando serie tv e film sto più attenta agli errori che vengono fatti per provare a non ripeterli".

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