I fieristi chiedono un incontro con il Comune: “Nuovo provvedimento è illogico e illegittimo”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Imprese e organizzatori di eventi fieristici all’interno della Fiera del Mediterraneo di Palermo, coadiuvati dall’associazione “Facciamo rinascere la Fiera del Mediterraneo”, chiedono l’annullamento in autotutela della nota 124165 del 11 Febbraio 2020. La nota determina che “non si prenderanno in considerazione le richieste di concessione già effettuate per annualità che vadano oltre il 2020 ed in ogni caso si rappresenta che le manifestazioni che prevedano l’intervento di più espositori verranno messe a bando con procedura di evidenza pubblica”. Questa nota non attiene al carattere ciclico delle attività fieristiche ormai consolidate dall’anno 2014 e ignora il fatto che non esiste fiera che non abbia una pluralità di espositori (in caso contrario non sarebbe una fiera).

Tutto questo a detta degli operatori del settore non tutela i diritti soggettivi e patrimoniali delle singole imprese e il comune interesse collettivo del bene fieristico. Una lettera con richiesta di urgente incontro è stata inviata dagli stessi all'Area dello Sviluppo Economico servizio Suap -Comune di Palermo e al sindaco Leoluca Orlando al fine di coordinare, implementare e calendarizzare gli eventi all’interno della Fiera del Mediterraneo e valorizzare i padiglioni 1 , 3 ed 11, ribadendo la centralità del padiglione 20 per le attività fieristiche. La nota, per i fieristi, è illogica e illegittima per eccesso di potere. Si ricorda infatti che i beni definiti di proprietà collettiva o beni civici o, secondo la terminologia della legge n. 168/2017 “domini collettivi”, appartengono alla comunità e per essi si parla di gestione e non di proprietà.

Il provvedimento, inoltre, non rispetta le norme vigenti e l'Avviso pubblico di manifestazione di interesse, emanato dal medesimo Suap l’8 Luglio 2014 che fissava, tra i criteri di preferenza per l'assegnazione temporanea delle aree, il carattere imprenditoriale e professionale delle attività fieristiche ed il patrocinio da parte di ente pubblico, lasciando alla libera iniziativa di soggetti specializzati nel settore l’organizzazione degli eventi, non avendo l'amministrazione le competenze interne ed imprenditoriali per l'emanazione di bandi specifici volti alla assegnazione della organizzazione di eventi fieristici. La situazione si aggrava se si tiene conto della volontà dell’assessorato comunale alle Attività Produttive di trasferire alcuni mercati rionali all’interno della Fiera. Ora, da un momento all’altro, si intende vanificare il lavoro fatto in questi anni da tanti operatori del settore e diversi imprenditori che, pagando i canoni al Comune attraverso opere di manutenzione ordinarie e straordinarie, hanno ridato vita ad un polo fieristico che per troppo tempo è rimasto ignorato, abbandonato e chiuso al pubblico.

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