I diari della motocicletta in salsa sicula, 2 teenager fanno il periplo dell'Isola sulle due ruote

Da Torre Faro a Capo Passero fino ad arrivare a Capo Lilibeo sulle loro 125: ispirati dal film cult due ragazzi palermitani - Sergio e Fabrizio (rispettivamente 17 e 18 anni) - hanno deciso di intraprendere un'avventura fuori dagli schemi

Sergio e Fabrizio a Capo Passero

On the road per la Sicilia in sella alla propria passione: le motociclette. Questo il sogno divenuto realtà per due ragazzi palermitani. Sergio e Fabrizio (rispettivamente 17 e 18 anni) e amici da una vita, hanno deciso di salire sulle proprie moto (125 di cilindrata) per iniziare il periplo della Sicilia, dando vita a un’avventura decisamente agli antipodi dei classici schemi della loro generazione. 

Un’idea nata così, per caso, ma neanche troppo. Perché è bastato unire le due passioni, quella delle motociclette e del cinema in generale, per farsi ispirare da un film diretto da Walter Salles “I diari della Motocicletta”, un’opera che vede protagonista il giovane Ernesto Che Guevara in compagnia di un amico alla scoperta dell’America Latina. “Guardando per caso questo bellissimo film – racconta Sergio a PalermoToday – e soprattutto rendendoci conto quanto quella moto fosse simile alle nostre ci è subito venuto in mante di intraprendere un lungo viaggio per la Sicilia. E’ il sogno di una vita considerando che fin da piccolo ho sempre avuto il pallino per le motociclette. Soltanto pochi giorni fa in famiglia abbiamo rispolverato delle vecchie foto che mi ritraevano già in tenera età in sella alle moto. Poi, finalmente, una volta compiuti 16 anni ho potuto dare libero sfogo al mio hobby, comprandomi la mia prima motocicletta senza chiedere alcuno aiuto economico ai miei genitori. Sia io che Fabrizio – svela – contavamo i giorni che ci separavano dall’estate. Una volta finita la scuola non abbiamo esitato un secondo: volevamo soltanto salire in sella alle nostre due moto e lasciarci alle spalle la routine cittadina. Inizialmente, l’idea, era quella di andare a Capo d’Orlando, poi però è bastato guardarci negli occhi per capire che in realtà volevamo ben altro".

 Capo Lilibeo-2

Così l’idea di farsi tutto il perimetro della Sicilia. Senza alcuno aiuto economico da parte delle proprie famiglie. Circa 1270 km di passione, da Torre Faro a Capo Passero fino ad arrivare a Capo Lilibeo, le tre punte che di fatto tracciano il periplo dell’Isola. Cefalù, Capo D’Orlando, Milazzo, Taormina, Catania, Siracusa, Gela, Licata, Agrigento, Tre Fontane e infine San Vito. Due amici per la pelle accomunati dalla stessa passione e dallo spirito avventuriero in sella alle proprie moto. Non sono mancati i piatti tipici delle varie località, le tante amicizie sbocciate con i ragazzi del posto e neanche delle accese discussioni fra i due protagonisti di questa avventura. A fare da cornice a questi lunghissimi dieci giorni di viaggio poi, anche e soprattutto le apprensioni dei genitori, sempre in contatto con Sergio e Fabrizio.

“In realtà – confessa Sergio – ad essere maggiormente preoccupati erano i genitori del mio amico. Tanto che mia madre veniva puntualmente aggiornata da loro, piuttosto che direttamente da me. Alla base di questa avventura c’è una grande fiducia che i nostri genitori nutrono nei nostri confronti. Comprendiamo le loro apprensioni, ma la voglia di fare il giro della Sicilia era talmente tanto forte che alla fine hanno dovuto assecondare la nostra richiesta. Fra l’altro – puntualizza – facendo qualche ricerca su internet al momento sembra non esserci un avventura del genere intrapresa da nostri coetanei. Per noi – dice – è un ‘primato’ che ci teniamo stretto e custodiremo con affetto anche negli anni a venire”. 

Torre Faro-2

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E la sensazione è che per Sergio e Fabrizio quello che si è appena concluso sarà soltanto il primo di una lunga serie di viaggi. Perché la testa - così come racconta lo stesso teenager - adesso è già proiettata ad un nuovo capitolo tutto da scrivere. Non prima però di aver sostenuto gli esami di maturità. Più precisamente il prossimo anno. “Ci piacerebbe – confessa Sergio – fare il giro della Tunisia sempre in sella alle nostre moto. Sappiamo benissimo che non sarà semplice come magari è stato in Sicilia, ma almeno potremo dire di avere già una grande esperienza alle spalle. Sicuramente non mancheranno le incomprensioni, che in un viaggio sono sempre all’ordine del giorno nonostante il solido rapporto che ci può essere fra due amici. Siamo contenti però di poter dire di aver superato anche queste divergenze, come quando volevo accendere l’aria condizionata in camera e mi veniva proibito. O come quando uno voleva andare in un posto e l’altro invece preferiva dirigersi verso un’altra località. Per fortuna – ride ndr – siamo più amici di prima. Ringraziamo i nostri genitori per averci dato questa possibilità, perché d'altronde -  conclude – il merito è anche loro”. 

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