Un progetto che parla palermitano tra i 15 finalisti del bando "Culturability"

Si tratta dell'Ecomuseo urbano mare memoria che ha sede presso l'ex deposito locomotive di Sant'Erasmo. La call è stata promossa dalla Fondazione Unipolis, per sostenere il consolidamento dei migliori centri culturali italiani nati da processi di rigenerazione

L'Ecomuseo Urbano Mare Memoria

Palazzi storici e chiese vuote, cascine e baite di montagne dimenticate, spazi industriali e produttivi dismessi, edifici pubblici chiusi, parti di città e aree aperte che riprendono vita, rinascendo come luoghi di cultura e di comunità: queste le sfide a cui lavorano i 15 spazi finalisti del bando “culturability”. Tra i centri selezionati anche l’Ecomuseo Urbano Mare Memoria Viva di Palermo e il Farm Cultural Park di Favara (Agrigento).

I due progetti siciliani sono stati selezionati fra oltre 480 candidati provenienti da tutta Italia alla call, promossa dalla Fondazione Unipolis, per sostenere il consolidamento dei migliori centri culturali italiani nati da processi di rigenerazione, luoghi in cui si sviluppano processi di innovazione culturale con impatto sociale e civico, e si sperimentano nuove logiche di collaborazione con le comunità locali. Un’infrastruttura culturale di prossimità e cura importante, da cui ripartire per immaginare e costruire nuove modalità di aggregazione nelle città in questa fase di post emergenza.

L’Ecomuseo ha sede presso l’Ex Deposito Locomotive di Sant'Erasmo, una struttura tardo-ottocentesca posta a terminazione della linea a scartamento ridotto Palermo-Corleone, oggi dismessa. L’idea di ecomuseo si basa su “un patto tra cittadini che decidono di prendersi cura di un territorio”: un museo collettivo che ospita una narrazione corale di Palermo, nato dall’iniziativa di un gruppo di giovani motivati a lavorare sul senso dei luoghi e la capacitazione delle comunità. La “collezione” dell'ecomuseo è un archivio audiovisivo in perenne progresso con fotografie, video, interviste, documenti, testimonianze, mappe che compongono una storia collettiva delle trasformazioni urbanistiche e sociali della città dal dopoguerra a oggi. Il mare fa da metafora e da filo conduttore. L’archivio è la materia viva su cui si sviluppano le attività educative, il lavoro con gli artisti, le azioni e i progetti di welfare culturale. Il dipartimento educazione MARedù cura visite e laboratori per le scuole e per bambini e ragazzi soprattutto del quartiere, co-progetta con artisti e altre associazioni cittadine.

Trasformare un centro storico abbandonato in un attrattore culturale e turistico, sovvertire l’identità di una cittadina sfortunata da sempre associata alla mafia, ai latitanti, all’abusivismo e al malaffare in un luogo di arte, cultura e sperimentazione, in una piccola capitale mondiale della rigenerazione urbana. Farm Cultural Park nasce da questa prima utopia. Situato nel cuore del centro storico di Favara, cittadina dell’entroterra agrigentino, Farm ha acquisito alcune delle abitazioni presenti nel quartiere, trasformandole in luoghi espositivi di arte contemporanea, spazi d’incontro, cucine a vista per workshop e pranzi, cocktail bar, shop vintage e altro ancora. L’area si è trasformata da luogo abbandonato e degradato in un centro culturale e artistico in grado di attirare visitatori da tutto il mondo, con più di centomila turisti ogni anno. L’esperienza di Farm si è estesa ed ha avuto effetti sull’intero centro storico, che si è rivitalizzato con l’apertura di locali attirando pubblico dai paesi limitrofi.

A seguito di questa prima selezione, le realtà finaliste avranno l’opportunità di partecipare a un camp nel prossimo mese di settembre. Tra queste, una Commissione di Valutazione individuerà i 4 centri che accederanno ai contributi economici e a un percorso di supporto che dura fino a un anno e mezzo, attraverso tre forme di sostegno: grant, in forma di erogazione liberale, per un valore massimo di 90 mila euro per centro; contributi economici, in forma di voucher, per un valore massimo di 30 mila euro per centro, da usare per attività di consulenza, ricerca e sviluppo, formazione; accompagnamento e supporto continuo da parte di un team di mentor, per un valore massimo di 25 mila euro per centro. Il sostegno sarà erogato in tre tranche, in funzione del raggiungimento di obiettivi e risultati concordati all’inizio del percorso. Il budget complessivo del bando, che include contributi ai beneficiari e costi di tutte le attività di supporto, è pari a 600 mila euro.

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L’edizione 2020-22 del bando è promossa dalla Fondazione Unipolis in collaborazione con un’ampia rete di partner, portatori di visioni e competente differenti che verranno messe a disposizione dei partecipanti al percorso. Con il supporto di: Direzione generale Creatività Contemporanea del ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, Coopfond. Con il patrocinio di ANCI. Con la partnership di: Ashoka Italia, a|e Impact, Avanzi, cheFare, DamsLab, Fondazione Fitzcarraldo, NESTA Italia. Culturability è il bando promosso dal 2013 dalla Fondazione Unipolis. L’iniziativa, giunta alla sesta edizione, ha riscontrato ottimi risultati in termini di progetti aderenti e di qualità delle proposte. Complessivamente, negli anni Unipolis ha investito oltre un milione e 860 mila euro, 3.112 sono stati le proposte ricevute, 80 le iniziative alle quali è stato garantito un percorso di formazione e mentoring e 39 quelle sostenute anche con un contributo economico.
 

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