Lunedì, 25 Ottobre 2021
Attualità Brancaccio

"Ti ho seguito senza conoscerti": il docufilm su Pino Puglisi, prete di Brancaccio diventato beato

Il lavoro, che vede alla regia Lorenzo Daniele, ha l'obiettivo di far conoscere alla nuove generazioni l'opera del "Santo dei nostri giorni " che ha sacrificato la propria vita per salvare quella dei ragazzi che lo seguivano e che sottraeva alla malavita organizzata. Ad interpretare il protagonista l'attore Davide Sbrogiò

Produzione tutta siciliana per “Ti ho seguito senza conoscerti”, il nuovo docufilm sul beato Pino Puglisi, il prete di Brancaccio ucciso dalla mafia il 15 settembre 1993 che vede alla regia Lorenzo Daniele, autore del soggetto e coautore della sceneggiatura assieme ad Alessandra Cilio. Un lavoro con un fine prevalentemente didattico e divulgativo: far conoscere alla nuove generazioni la vita e l'opera di questo straordinario esempio di 'uomo di Dio' che ha sacrificato la propria vita per salvare quella dei bambini e ragazzi che lo seguivano e che sottraeva alla malavita organizzata. "Quando si pensa ai martiri, con la mente si va indietro nel tempo, in lontani periodi - afferma il regista Daniele - in cui i Cristiani venivano barbaramente uccisi a causa del loro Credo. Padre Puglisi è un Santo dei nostri giorni che continua a suscitare un grande interesse anche da parte del mondo laico, e per questo è fondamentale continuare a raccontare ai giovani questa storia che non è quella di un prete antimafia, come titolarono i giornali dell'epoca, ma quella di un uomo semplice e colto, umano e Santo che al suo killer si rivolse con un sorriso, l’ultimo". 

Ad interpretare il protagonista l'attore professionista Davide Sbrogiò. Nel cast anche altri figuranti e attori del Teatro Stabile di Augusta. La direzione della fotografia e le riprese sono di Mauro Italia. Il lavoro è prodotto da Fine art produzioni srl, con sede ad Augusta, in associazione con il Centro d'accoglienza Padre nostro Ets (voluto e fondato da don Pino Puglisi) e con il sostegno dell'assessorato regionale al Turismo, Sport e Spettacolo. Le riprese, quasi al termine, hanno interessato il territorio di Palermo e la provincia di Siracusa. Alcune scene coinvolgono l’Istituto di istruzione secondaria A. Ruiz di Augusta dove i figuranti sono gli stessi alunni della scuola, mentre altri interni sono stati girati presso il Santuario della Madonna dell’Adonai a Brucoli. "La Pandemia - conclude il regista - ha rallentato la lavorazione; anche se il comparto della produzione cinematografica non ha subito stop in quest'ultimo anno, resta comunque difficile programmare e organizzare un documentario, tra zone rosse e aumento dei casi di contagio a livello locale. Ciò nonostante i produttori stanno mantenendo vivo il cinema e l'economia che ruota attorno ad esso, pur non avendo ottenuto considerevoli ristori da parte dello Stato".

Il film sarà presentato in anteprima regionale a Palermo nel corso di un evento organizzato per l'occasione. Sarà distribuito attraverso fornitori di servizi media audiovisivi e di editori home entertainment, ma anche attraverso una rete di cinema regionali e nazionali, se la situazione sanitaria lo consentirà. Il lavoro passerà anche attraverso festival e rassegne cinematografiche internazionali e sarà distribuito nelle scuole di ogni ordine e grado, attraverso una efficace campagna d’informazione.

La trama

Davide è un giornalista triestino che giunge in Sicilia per motivi di lavoro. Durante una visita della Cattedrale di Santa Rosalia, si imbatte nel sepolcro del martire Puglisi o 3P, come affettuosamente lo chiamavano i suoi ragazzi (Padre Pino Puglisi). Da lì comincia una ricerca personale volta a ripercorrere i luoghi di don Puglisi, dalla Godrano degli anni ’70 con il Bosco della Ficuzza, la Rocca Busambra e il Gorgo del Drago, al quartiere di Brancaccio, dove don Puglisi era nato e cresciuto e dove viene ucciso nel giorno del suo cinquantaseiesimo compleanno da due killer che gli tendono un agguato sotto la sua modesta casa, in quella che allora era Piazza Anita Garibaldi e dove oggi, grazie all'intervento del Centro d'accoglienza Padre Nostro, è sorta la casa-museo del Beato Puglisi. Ad accompagnarlo in questo viaggio interiore alcuni dei protagonisti che conobbero il sacerdote e con lui operarono, ma anche persone che non lo hanno mai conosciuto, ma hanno sposato il suo metodo, la sua missione.
 

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