Trionfo palermitano al David di Donatello, Lo Cascio batte Benigni: "Dedicato a zio Gigi Burruano"

E' stato premiato nella categoria miglior attore non protagonista per la sua interpretazione ne "Il Traditore", sulla vita di Tommaso Buscetta, in cui rivestiva i panni di Totuccio Contorno. Gloria anche per Ciprì e Ficarra e Picone. Mattarella: "I sogni del cinema serviranno a far ripartire l'Italia"

Un trionfo tutto palermitano. Luigi Lo Cascio vince nella categoria miglior attore non protagonista ai David di Donatello 2020, l'ambito premio per il quale era in concorso con Roberto Benigni, Stefano Accorsi, Fabrizio Ferracane e Carlo Buccirosso, tutti collegati in diretta dalle loro case. A causa dell'emergenza Coronavirus infatti in sala stasera c'era solo il conduttore, Carlo Conti. L'evento è stato trasmesso in diretta su Rai 1.

Luigi Lo Cascio è stato premiato per la sua interpretazione magistrale nel film "Il Traditore" di Bellocchio, sulla vita di Tommaso Buscetta, in cui rivestiva i panni di Totuccio Contorno. "Mi batte forte il cuore, sono emozionato", aveva detto Lo Cascio prima della proclamazione. Poi l'annuncio di Carlo Conti e l'esplosione di gioia. L'attore palermitano ha festeggiato pochi attimi dopo insieme ai figli, che seguivano la diretta nella stanza accanto e hanno poi raggiunto il papà per un abbraccio di famiglia.

"Ringrazio tutti, sono confuso - ha esclamato l'attore palermitano -. Avevo vinto un David 20 anni fa con "I Cento passi", ma ero troppo giovane all'epoca, ero incosciente. Ringrazio Marco Bellocchio per avermi scelto e tutti i compagni del film. Lo dedico a un grande attore che ci ha lasciato da poco, Luigi Maria Burruano, mio zio, zio Gigi. Era mio padre ne "I Cento passi". Se ci fosse stata la sala, il pubblico avrebbe sicuramente applaudito a questo grandissimo attore. E non voglio dimenticare neanche tutti i lavoratori del mondo dello spettacolo. Sono troppo felice".

A completare il trionfo palermitano ci sono poi Daniele Ciprì che ha vinto come migliore direttore della fotografia per “Il primo re” di Matteo Rovere; e Ficarra e Picone, che nel ricevere il premio dello Spettatore, collegati in diretta così come gli altri grandi del cinema, hanno commentato: "Riceviamo questo premio antico e lo dedichiamo a tutte le commedie, augurandoci che si possa tornare presto in sala". Niente da fare invece per gli altri palermitani Isabella Ragonese e Franco Maresco.

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E un altro illustre palermitano, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato una lettera al presidente dell'Accademia del Cinema, Piera Detassis, in cui ha sottolineato che il cinema, segnato profondamente dall'emergenza, potrà far tornare a sognare gli italiani nella fase complessa della ricostruzione che si annuncia. "Gentilissima Presidente Detassis - ha scritto Mattarella - con mio grande rammarico, quest'anno, per le ben note ragioni di sicurezza sanitaria, non è stato possibile organizzare al Quirinale la cerimonia di presentazione delle candidature ai David di Donatello. Desidero egualmente far pervenire a tutti i candidati e ai vincitori degli ambiti premi cinematografici i miei complimenti e i miei auguri più sentiti. Un saluto e un augurio particolarmente affettuoso a Franca Valeri: un premio alla carriera che esprime anche la riconoscenza degli italiani".  "Il mondo del cinema - sottolinea Mattarella- sta subendo, in misura particolarmente pesante, le conseguenze della terribile epidemia che si è abbattuta improvvisamente sulla nostra esistenza, sconvolgendone usi, abitudini, progetti e realizzazioni. E, a ben vedere, tutte le professioni, le arti e i mestieri che si nutrono e vivono di vicinanza, di prossimità, di contatto diretto tra le persone e con il pubblico sono oggi quelli più penalizzati dall'emergenza". "Il cinema - come tanti grandi maestri italiani ci hanno insegnato - è l'arte del sogno. Un sogno che si realizza ogni volta, concretamente, con la collaborazione di tutta una filiera di professionalità - attori, registi, tecnici, sceneggiatori, pittori, scenografi, costumisti, musicisti e tanti altri - e che genera, a livello industriale, un notevole e importante indotto". "Per ricostruire il nostro Paese dopo la drammatica epidemia -scrive Mattarella- sarà necessario recuperare ispirazioni e, quindi, tornare a sognare e a far sognare. E questo è il compito precipuo dell'arte, della creatività e degli artisti. Un compito alto, che la nostra Costituzione disegna all'art. 9, che affida alla Repubblica il compito di promuovere lo sviluppo della cultura e di tutelare il nostro patrimonio storico e artistico".

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