Non solo "fame d'aria", il Covid colpisce anche cervello e psiche: al Policlinico uno sportello d'ascolto

L'unità di Psichiatria e psicologia ha attivato lo Spoc per il disagio psichico: i pazienti che hanno vinto il virus ma devono affrontare postumi non solo strettamente fisici possono rivolgersi gratuitamente a un team di psicologi e psichiatri semplicemente con una telefonata o attraverso Skype

Pensando al Coronavirus ciò che viene in mente sono i problemi respiratori, la "fame d'aria" come dice chi c'è passato, ma anche le possibili e purtoppo frequenti implicazioni per gli altri organi interni ma anche il cuore e i muscoli in generale. Sconfiggere il virus significa fare in modo che nel corpo tutto torni a funzionare, eppure sempre più spesso i pazienti, una volta negativizzati, devono impegnarsi a superare i postumi anche a livello psicologico e neurologico. Un aspetto spesso sottovalutato perchè nella fase acuta della malattia si è concentrati a recuperare la funzionalità dell'apparato respiratorio o cardiocircolatorio, ma sempre più spesso chi guarisce continua a lamentare cefalea, vertigini, afasia, insonnia, depressione, astenia. Per aiutare chi è clinicamente guarito dal Covid a ritrovare l'equilibrio, presso l'unità di Psichiatria e psicologia del Policlinico di via La Loggia è stato attivato lo Spoc: sportello di ascolto e cura del disagio psichico post Covid. I pazienti che hanno vinto il virus possono rivolgersi gratuitamente a un team di psicologi e psichiatri semplicemente con una telefonata o attraverso Skype. 

A ideare lo sportello d'ascolto è stato il professore Daniele La Barbera, direttore dell'Unità operativa (nella foto). "L'idea - spiega a PalermoToday - è nata 'sul campo', da una serie di osservazioni empiriche che abbiamo effettuato con pazienti che si sono rivolti a noi, a partire dal mese di giugno, dopo avere avuto la malattia. Avevano tutti quadri psichiatrici di astenia, abulia, o una franca sintomatologia depressiva. Ci sono sembrati delle condizioni cliniche che potevano essere collegate a un’azione del virus a livello neurologico, oltre che un effetto specifico della condizione altamente stressante di essere stato ricoverato in un reparto Covid o in Terapia intensiva, non raramente assistendo alla morte delle persone ricoverate accanto al proprio letto".

Daniele La Barbera foto 2-2Polmoni, cuore, fegato, bersagli sì del Coronavirus. Ma le implicazioni a livello nervoso sono profonde e spesso emergono "nella lunga distanza". "Sono numerose le ricerche che dimostrano che il Sars-Cov-2 è un virus ad azione multisistemica - spiega La Barbera - . Ha cioè la capacità di attaccare numerosi organi e apparati, oltre a quello respiratorio, anche il cardiovascolare e il sistema nervoso centrale. Non raramente, anche dopo la risoluzione del quadro polmonare, tendono quindi a persistere degli esiti o a livello respiratorio, o a carico del cuore o sotto forma di sintomi neuropsichiatrici. Diversi lavori scientifici hanno segnalato la comparsa di una sindrome parkinsoniana post-Covid, e anche di svariati sintomi che segnalano una compromissione delle strutture nervose quali cefalea, vertigini, atassia, stato confusionale, disturbi visivi, afasia. Anche la sintomatologia psichiatrica potrebbe dunque, almeno in parte, trovare riscontro in un danno organico cerebrale determinato dal virus, collegato, ad esempio a quella stessa drammatica tempesta infiammatoria che è responsabile della polmonite interstiziale, con notevoli conseguenze anche sul sistema della coagulazione".

Da qui l'idea di un servizio dedicato ai guariti dal Covid. Indipendentemente se siano stati ricoverati o no, dalla struttura in cui sono stati curati. Il solo requisito per accedere allo Sportello è quello dell'avvenuta negativizzazione. Poi basta chiamare lo 0916555654 o contattare il profilo Skype spoc.unipa@gmail.com. Il servizio e le eventuali prestazioni sono gratuite e non richiedono neanche la richiesta del medico curante. Possono accedere tutte le tipologie di pazienti, di tutte le età, dai 16 anni in poi. 

"Ci rivolgiamo - sottolinea La Barbera - a chiunque voglia aiuto. L'accesso è immediato. Non ci sono passaggi intermedi: si è subito messi in contatto con professionisti che dalle 8 alle 14 dal lunedì al venerdì sono a disposizione. 'Accolgono' chi ci contatta, valutano la situazione e si stabilisce un 'pacchetto' di interventi". Al funzionamento dello sportello contribuiscono tre psichiatri e cinque psicologi, di questi tre sono psicoterapeuti. 

"Un équipe multiprofessionale - prosegue La Barbera - garantirà una presa in carico personalizzata sulle esigenze del singolo paziente che, di volta involta potrà avvalersi di terapie mediche, colloqui psicologici, trattamenti psicoterapeutici più strutturali e interventi di tipo riabilitativo. Non escludiamo nei casi meno gravi, e se il paziente lo preferisce un supporto online, come già per altro sperimentato con successo in un numero elevato di pazienti in un analogo servizio che avevamo attivato durante il lockdown della prima ondata. Riteniamo fondamentale - aggiunge La Barbera - la conoscenza. I cittadini devono sapere che il Coronavirus può avere delle conseguenze, per le quali si può intervenire. In questi ultimi giorni abbiamo rilevato che iniziative simili alla nostra sono allo studio anche in altre aziende ospedaliere e all’Asp, è quindi auspicabile un collegamento tra tutti questi servizi anche al fine di ottimizzare le prestazioni e favorire anche la raccolta di importanti dati di ricerca che oggi rivestono un grande significato scientifico per aiutarci a capire meglio le caratteristiche di questo virus".

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