Scuola, alunni e insegnanti raccontano la loro quarantena per il Covid-19

La scuola secondaria di primo grado Ics Amari-Roncalli-Ferrara partecipa a un'iniziativa nell’ambito del progetto #tu6scuola del Ciai (Centro italiano aiuti all'infanzia)

Casa, desideri, balcone, compiti, lampadina, cambiamento: sono alcune delle parole chiave su cui sono invitati a riflettere e a esprimersi studenti e docenti della scuola secondaria di primo grado Ics Amari-Roncalli-Ferrara, nell’ambito del progetto #tu6scuola di Ciai (Centro italiano aiuti all'infanzia). Cosa significa essere adolescenti e vivere isolati, senza le relazioni e gli stimoli verso il mondo innescati dalla scuola?

Al quesito tentano di rispondere, raccontandosi, i ragazzi delle prime e seconde classi del ciclo delle medie nel corso del laboratorio “Immagini e parole”, avviato da poche settimane e destinato a concludersi a fine mese: fare esperienza, in epoca Covid-19, delle emozioni e dei pensieri vissuti, con l’incertezza che attende tutti alla ripresa di settembre.

A Palermo i laboratori "Saltaclasse", ideati per integrarsi con la didattica attraverso una forma innovativa di storytelling e con il linguaggio del cinema, sono stati adattati alle circostanze e sono diventati laboratori a distanza, espedienti perché ragazze e ragazzi facciano nuova esperienza di sé e delle proprie scelte di futuro, anche quando è incerto come in questi tempi.

"Vorremmo dare a tutti gli studenti un’occasione di esprimersi e di essere ascoltati, raccogliendo sensazioni e riflessioni da condividere - dice Cecilia Conti, project manager di Cinemovel Foundation, partner del progetto #tu6scuola che si realizza in altre 5 città italiane da Nord a Sud -. Invece di narrarsi in stile fantasy, come abbiamo fatto finora sulla piattaforma cinegame.eu, abbiamo proposto una attività semplice, gestibile a distanza, che mantenesse però alto il valore della scelta dei ragazzi di fronte alle esperienze della vita. Quale migliore occasione per i nostri ragazzi, malgrado le difficoltà del periodo, per mettersi alla prova? proprio come gli eroi del cineracconto Cinegame, che si imbattono sempre in bivi e devono decidere la strada giusta da seguire”.

L’iniziativa, che lascia ai ragazzi la scelta degli strumenti e dei linguaggi da utilizzare - testi scritti, audio, video, illustrazioni, foto.. - , è realizzata in collaborazione con i partner associazione Officina Creativa interculturale, Edwork e Send.  L’ispirazione di “Immagini e parole” deriva da una simile attività sperimentata da Cinemovel in altri contesti di emergenza, quali il terremoto in Umbria di qualche anno fa. In quella circostanza trovare le parole giuste per spiegare e dare un senso all’esperienza traumatica significava affrontarla e superarla. 

“Per uscire dal trauma collettivo vogliamo partire dai ragazzi, inascoltati dal mondo degli adulti e fuori fino ad oggi dal dialogo pubblico - aggiunge Paola Cristoferi, responsabile nazionale di #tu6scuola di Ciai - Gli studenti dimostrano invece che hanno molto da dire perché hanno già dato significati nuovi a questa realtà. Questo laboratorio ci consegnerà un glossario ovvero un vocabolario di emozioni e esperienze elaborate tra loro e insieme ai docenti".

“Immagini e parole” a Palermo è stato infatti esteso ai docenti, anche loro testimoni di un anno scolastico particolare, unico e difficile.

“A due settimane dall’inizio del progetto - dice Annaclaire Turco, referente del Cesie, coordinatore per la città di Palermo - ritroviamo già molti elementi interessanti che accomunano le esperienze di studenti, docenti e della preside. Tutti siamo invitati a realizzare il nostro glossario della quarantena che rappresenti al meglio i cambiamenti di questo periodo nella percezione di ciascuno".

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Ogni venerdì vengono condivisi su una piattaforma digitale una immagine e un video in cui gli educatori si rivolgono agli studenti, spiegando loro la consegna di questo incarico speciale. Al termine dei laboratori, a fine anno scolastico"sarà realizzata una presentazione animata di tutte le voci ascoltate.

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