Food delivery, arriva il contratto nazionale per i rider: una storia che parte da Palermo

Un traguardo storico che AssoDelivery, l’associazione che rappresenta l’industria italiana del food delivery, e il sindacato Ugl firmano insieme. Giovanni Imburgia di Social Food e vicepresidente di AssoDelivery: "Prima volta in Europa"

Compenso minimo di 10 euro l’ora. E poi indennità integrative in caso di maltempo e festività, dotazione gratuita dei dispositivi di sicurezza, sistemi premiali al raggiungimento di un tot numero di consegne. I riders, i fattorini del cibo a domicilio che durante il lockdown hanno “salvato”, anzi migliorato, la vita a tutta la gente rinchiusa a casa così come imposto da un decreto, da oggi hanno un contratto collettivo nazionale. Una svolta storica, perché è la prima in Europa, che AssoDelivery, l’associazione che rappresenta l’industria italiana del food delivery, e il sindacato Ugl firmano insieme.

Deliveroo, Glovo, Just Eat, Uber Eats e Social Food - che rappresentano insieme AssoDelivery – raggiungono così un obiettivo tanto atteso: i riders continueranno ad essere inquadrati come lavoratori autonomi e, in più, avranno molte più garanzie. A fare il punto della situazione Giovanni Imburgia, fondatore dell’unica azienda italiana a far parte dell’associazione nonché vicepresidente di Assodelivery. “Si tratta del lieto fine di una storia iniziata nel 2018 - spiega a PalermoToday -. Sembrava un contratto impossibile, ci abbiamo iniziato a lavorare insieme a Ugl, il sindacato più rappresentativo dei rider. Il riconoscimento dell’autonomia del loro lavoro è un primo traguardo storico”.

Giovanni Imburgia-2Adesso così viene messo nero su bianco quello cui i riders auspicavano. “Desideravano flessibilità, per poter rispondere alle logiche della multicommittenza - precisa ancora il vicepresidente Giovanni Imburgia -. Se fossero stati subordinati non avrebbero potuto scegliere quando e per chi lavorare. Così abbiamo avviato una trattativa. I 10 euro lordi l’ora verranno corrisposti per il tempo effettivamente lavorato perché si andrà a sommare il tempo delle singole consegne. Una cifra che ha un valore simbolico che fa capire che è possibile avere dei guadagni alti in relazione al tempo effettivamente lavorato”.

Il contratto nazionale dei riders entrerà in vigore dal prossimo 3 novembre. “In un momento come questo in cui la pandemia da Coronavirus ha acceso ancor di più i riflettori sul delivery - conclude il fondatore di Social Food - aver messo questo tassello è di non poca importanza. È il primo contratto europeo di una ‘gig economy’ che regola e ufficializza i riders come lavoratori autonomi. Un settore innovativo come il food delivery, nell’era del Covid, ha fatto un ulteriore passo avanti rendendo coscienti tutti dell’importanza di un servizio come il nostro”.

La posizione degli altri sindacati 

Nidil Cgil Palermo contesta l'accordo sottoscritto tra Assodelivery e Ugl. “Un testo che non porta alcun beneficio ai lavoratori. Non è stato discusso né con i rider né con le altre organizzazioni sindacali. Un accordo che bocciamo nel merito e nel metodo e faremo di tutto per contrastarne l'applicazione. A Palermo sono presenti oltre 500 rider che operano nelle piattaforme e che lavorano con diverse tipologie contrattuali. Non capiamo, soprattutto per i co.co.co, questo accordo che effetti potrà avere”. Ad affermarlo è il segretario Nidil Cgil Palermo Andrea Gattuso. 

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Nei prossimi giorni Nidil Cgil Palermo organizzerà assemblee e volantinaggi informativi. “Intendiamo fermare questo accordo, che non porta alcun beneficio ai lavoratori e che non è stato discusso né con loro né con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative - prosegue Gattuso -. Oltre a questo, siamo pronti a portare avanti anche a livello legale tutte le azioni volte alla tutela dei lavoratori, a partire dal riconoscimento delle buste paga dei lavoratori di Socialfood e in alcuni casi anche a procedere con vertenze legali individuali”. 

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