Sabato, 25 Settembre 2021
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Palermo bocciata per qualità della vita: è al 99esimo posto (su 107) nella classifica di ItaliaOggi

Persa una posizione rispetto alla rilevazione fatta lo scorso anno dal quotidiano economico. La musica non cambia: la maggioranza dei parametri presi in considerazione sono deficitari. In Italia si vive male nelle grandi aree urbane

Palermo bocciata per qualità della vita. A metterlo nero su bianco è la classifica annuale di ItaliaOggi e Università La Sapienza di Roma, in collaborazione con Cattolica Assicurazioni, giunta alla ventiduesima edizione.

Se in testa alla graduatoria assistiamo alla staffetta tra Pordenone (quest'anno in cima al podio) e Trento (scesa in seconda posizione), Palermo si colloca al 99esimo posto su 107, facendo peggio del 2019 quando arrivò 98esima. La musica è sempre la stessa. Palermo resta nel gruppo 4: quello in cui la qualità della vita è insufficiente. I 216,84 punti racimolati nella classifica generale la dicono tutta sulla regressione della città, il cui emblema oggi è rappresentato da un'emergenza rifiuti che non sembra avere soluzione. 

In base alle rilevazioni di ItaliaOggi, Palermo non ottiene la sufficienza in 7 dei 9 parametri presi in considerazione: affari e lavoro, ambiente, sicurezza sociale, istruzione formazione capitale umano, reddito e ricchezza, reati e sicurezza, tempo libero. L'indagine sulla qualità della vita nelle città italiane, si legge sul qyuotidiano economico, ha due obiettivi: "In primo luogo, stimolare il dibattito sui percorsi da intraprendere per incrementare il benessere (non solo economico) delle comunità locali; in secondo luogo, misurare e rendere di dominio pubblico il gap dell'azione politica e amministrativa, laddove tale gap può concretamente penalizzare la qualità della vita sia a livello individuale sia collettivo". 

Parole che suonano quindi come una bocciatura per chi amministra Palermo, al pari di altre grandi aree urbane. E ciò è solo una parziale consolazione. "La contrapposizione tra Centronord e Mezzogiorno non rappresenta l'unico paradigma interpretativo per spiegare le differenze nei livelli di qualità della vita tra le province italiane". Così scrive ItaliaOggi, secondo cui è in prevalenza nelle province cosiddette minori, "non necessariamente collocate nel Nord del Paese", che il livello di qualità della vita "è superiore a quello di molte aree metropolitane".

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