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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Attualità

Dal Babbo Natale dei portuali doni e sorrisi a 12 ragazzi speciali

Sorpresa i ragazzi del centro Pietro Marcellino Corradini, che hanno disabilità intellettiva, disagi della comunicazione, disturbi dello spettro autistico o sindrome di Down

Una giornata diversa, fatta di battute, musica e soprattutto sorprese. Questa mattina un Babbo Natale particolare, partito non dalla Lapponia ma dal porto di Palermo, ha fatto visita al Centro per disabili Pietro Marcellino Corradini di via Fratelli Allotta, dispensando sorrisi e doni ai 12 inquilini speciali, tutti con disabilità intellettiva, disagi della comunicazione, autismo o sindrome di Down.

L’iniziativa di beneficenza è stata organizzata dai portuali per regalare un momento di serenità (e non solo) a chi durante le feste avverte ancora di più la necessità di un po' di calore. Oltre a un Babbo Natale carico di doni, nella sede dell’associazione sono arrivati anche i vertici di Portitalia, con in testa l’amministratore Giuseppe Todaro, accompagnato da Michele D’Amico e Giuseppe Fabio La Vardera. 

"Un piccolo gesto – commenta Todaro – che ci consente però di uscire fuori dal nostro recinto operativo e conoscere realtà che in città si fanno letteralmente in quattro per garantire un presente migliore a chi è meno fortunato. Oggi abbiamo visto un centro in cui ci si prende veramente cura di chi ha bisogno, abbiamo ascoltato le esigenze di genitori e responsabili e speriamo che anche grazie alla nostra rete si possa trovare un modo per sostenere la loro attività".

L’associazione Centro Corradini esiste da più di vent’anni e dopo una serie di traslochi da una struttura religiosa all’altra, nel 2017 ha finalmente trovato una sistemazione definitiva in un bene confiscato alla mafia e più precisamente nella villa di viale Michelangelo appartenuta al boss di Pagliarelli Nino Rotolo. 

Nell’edificio, che conta sette appartamenti per un totale di 600 metri quadri, sono attualmente seguiti 12 ospiti, che hanno a disposizione anche ampi spazi esterni e un giardino in cui vengono coltivati ortaggi e verdure. Purtroppo, essendo finanziato solo dalle famiglie e con i fondi raccolti grazie al 5 x mille, l’attività è limitata (il centro è aperto tutti i giorni dalle 9 alle 17) e anche i progetti dell’associazione dipendono dalla generosità di privati o dalla disponibilità delle famiglie. “Riusciamo a sostenere il costo di dieci operatori – spiegano i genitori – tra cui sette psicologi e tre oss, vorremmo tanto riuscire a sfruttare gli spazi a disposizione anche per il servizio notturno, ma i costi al momento sono insostenibili”.

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