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"Viaggio nu Medioevo", allo Spasimo lo spettacolo dei piccoli dell'asilo Nico e Nica

Il tema è l’educazione interculturale che mira a prevenire giudizi, emarginazione sociale, rifiuti e a costruire valori da porre a fondamento della convivenza umana

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

In “Viaggio nu Medioevo” è il titolo dello spettacolo di fine anno messo in scena dai piccoli dell'asilo Nico e Nica di via Thaon de Revel (zona Fiera) sul suggestivo palco dello Spasimo. La protagonista siede nascosta dietro le quinte: lei é speranza. Sul palco, porta uno zaino ricco di sorrisi fanciulleschi diretto verso mondi lontani, diversi. Come mezzo di trasporto il cuore e in valigia un grande valore.

"Oggi - spiega la direttrice Piera Maggio - l’esigenza di educare tutti all’accettazione delle differenze e all’accoglienza della diversità si fa sempre piú forte. L’educazione interculturale che mira a prevenire giudizi, emarginazione sociale, rifiuti e a costruire valori da porre a fondamento della convivenza umana é il tema di cui ci siamo voluti servire per questo spettacolo. Un gusto personale che si sposa con un tema veramente delicato e fondamentale danza sul poetico scenario dello Spasimo insieme ai nostri bellissimi piccoli artisti medievali. Per insegnare ai bambini alcuni valori, a volte, basta semplicemente vestirli di quegli stessi valori come fossero abiti e non parole. Per questo, abbiamo deciso di vestirli di differenze e per farlo abbiamo invitato giullari, dame e cavalieri disposti a prestarci i loro abiti...perché, come in un viaggio, per crescere veramente abbiamo bisogno di condividere accogliendo le particolarità di ogni parte del mondo".

Quella raccontata non é una semplice storia ma una storica emozione: l’amore. Un sentimento dalle innumerevoli rughe che ha attraversato ogni epoca, ogni uomo, e ancora oggi danza tra di noi rendendoci emotivamente giovani con la sua saggezza. Vestitevi d’amore e sfilate sulla passerella della diversità colorandone sempre la ricchezza e non la differenza. "E' da qui che comincia la nostra storia..."

In un lontano borgo medievale chiamato Nicolandia, nel buio della notte, il desiderio di due giovani amanti accendeva il cielo e presto una stella sarebbe caduta su quella gioiosa terra con il nome di Costanza. Nel giorno della sua nascita, la piccola fu promessa in sposa ad un giovane conte il cui nome era Francesco Ventimiglia. Il ticchettio del tempo tra una lettera d’amore e la lunga attesa era l’unico decoro della loro storia fino al giorno delle loro nozze. Era il 1315... Giullari, dame, cavalieri, locandieri, conti e contesse erano lí... tutti sul palco. Diversi nei colori ma non nelle espressioni: legati da un sentimento comune e nutriti dallo stesso sorriso danzavano insieme la melodia dell’amore.
 

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