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Martedì, 28 Maggio 2024
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Anno d'oro per musei e monumenti palermitani: nel 2022 pienone dalla Zisa al Salinas

Triplicate le presenze al Museo Riso che passa da 6.559 a 21.246 ingressi. Trend in crescita per musei e siti di rilievo come il Chiostro di Monreale, che sfiora le 250 mila presenze, il museo archeologico Salinas che chiude l'anno con 58.233 visitatori, e la Zisa di Palermo, con 49.761 ingressi

Il 2022 è stato un anno da record per i parchi archeologici e i principali musei siciliani. Sono state, infatti, oltre tre milioni e 300 mila le visite registrate, quasi il doppio rispetto al milione e 700 mila del 2021. Trend in crescita per musei e siti di rilievo come il Chiostro di Monreale, che sfiora le 250 mila presenze, il museo archeologico regionale Antonio Salinas, che chiude l'anno con 58.233 visitatori, e la Zisa di Palermo, con 49.761 ingressi. Triplicate le presenze al Museo regionale di arte moderna e contemporanea Riso del capoluogo siciliano, che passa da 6.559 a 21.246 ingressi.

Punta di diamante il Parco di Naxos Taormina che, con il sito archeologico, il Teatro greco e Isola Bella, fa registrare 844.542 visitatori a fronte dei 352.484 dell'anno precedente (+139%). Segue il Parco della Valle dei Templi con 809.513 (quasi l'82% in più rispetto ai 445 mila del 2021) e il parco di Siracusa con i 764.853 del 2022 a fronte dei 254.713 ingressi del 2021 (+200%).

"Uno straordinario successo che conferma il crescente interesse verso i nostri luoghi della cultura. Stiamo investendo molte risorse nell’adeguamento delle strutture per renderle sempre più accessibili alle esigenze dei diversi visitatori - sottolinea l’assessore regionale ai Beni culturali e all’identità siciliana, Elvira Amata - e nella digitalizzazione del patrimonio culturale, così da rendere i nostri beni più fruibili e dinamici anche nella capacità di offrire prodotti più stimolanti e attrattivi. I Parchi e i musei siciliani sono pronti ad affrontare una sfida che passa attraverso il rafforzamento delle collaborazioni internazionali e la definizione di una programmazione che consenta di coinvolgere per tempo un turismo internazionale. Parchi e musei non sono solo i luoghi della cultura e della bellezza ma rappresentano, insieme all’ambiente e al paesaggio, alle tradizioni e alla cultura eno-gastronomica, ciò che rende la Sicilia unica agli occhi del mondo. Investire in cultura - conclude Amata - vuol dire dare respiro alla creatività e all’economia dei territori". .

Numeri significativi anche per la Villa romana del Casale di Piazza Armerina visitata da 253.167 persone e per i Parchi di Selinunte e Segesta con rispettivamente 252.500 e 239.381 biglietti staccati. Bene anche il museo Interdisciplinare di Messina che con 22.419 visitatori, raggiunge quasi il 161% in più rispetto al 2021. 

La dichiarazione dell'assessore Alberto Samonà 

“I numeri importanti di ingressi registrati nei parchi archeologici e nei musei siciliani nel 2022 sono la dimostrazione che, quando si dedica attenzione e amore verso il patrimonio culturale, insieme a una programmazione e ad una «visione», le risposte positive non tardano ad arrivare. È lo stesso principio per cui la Sicilia è risultata essere la prima regione d’Italia per risorse economiche del Pnrr Cultura e la seconda in assoluto per numero di progetti approvati fra il 2021 e il 2022. E questo, grazie al grande lavoro che abbiamo fatto negli anni scorsi, che non è passato inosservato”.

A sottolinearlo sui suoi canali social è Alberto Samonà, già assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, che commenta così il dato di oltre tre milioni di visitatori che nell’anno appena trascorso si sono recati nei luoghi della Cultura regionali. “Non esiste il caso, ma si tratta di risultati, che nonostante le oggettive difficoltà connesse alle chiusure dovute alla pandemia, sono l’effetto di scelte ben precise di politica culturale - aggiunge Samonà - e questa si costruisce con idee, metodo e competenza. È per questo che occorre partire da questi numeri per dare stabilità all’offerta culturale, facendo in modo che le politiche di valorizzazione del patrimonio culturale, che abbiamo messo in atto negli ultimi anni, divengano stabili e prioritarie nell’agenda di governo. Non si può, nel commentare questi dati, non fare un plauso ai direttori e al personale dei musei, delle soprintendenze e dei parchi archeologici che lavorano con passione e abnegazione in condizioni, a volte, di difficoltà”.

“La crescita diverrà costante - conclude - se, poi, oltre alle azioni di promozione e valorizzazione, si infonderà nuova linfa vitale al sistema dei beni culturali siciliani, attraverso procedure concorsuali che - come da me richiesto nel marzo del 2022 con una nota inviata all’assessorato Funzione Pubblica - possano far entrare nei ruoli regionali archeologi, storici dell’arte, bibliotecari, restauratori e più in generale, professionisti del settore, che colmino i vuoti di organico che purtroppo nei decenni si sono fatti sempre più ampi e che rischiano di vanificare ogni sforzo. A questo proposito, la linea tracciata su scala nazionale in questi mesi dal Ministero della Cultura e dal Ministro Gennaro Sangiuliano, costituisce un interessante e positivo esempio e un punto di riferimento da non sottovalutare”.

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