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I 60 anni di Alba Parietti: "Morte di Giuseppe Lanza di Scalea dolore violento, per lui mi sarei staccata un braccio"

La conduttrice torinese ha ripercorso i momenti più importanti della sua carriera e della sua vita soffermandosi a lungo sull'ex compagno

Alba Parietti e Giuseppe Lanza di Scalea - Ansa

"Lui in assoluto, oltre a essere uno degli uomini più importanti della mia vita, era quello di cui mi fidavo di più". Con queste parole Alba Parietti, nel corso di una lunga intervista al Corriere della Sera, ha parlato di Giuseppe Lanza di Scalea, suo grande amore, morto lo scorso ottobre. L'occasione è quella dei 60 anni, appena compiuti. La conduttrice torinese ha ripercorso i momenti più importanti della sua carriera e della sua vita soffermandosi a lungo sull'ex compagno, il palermitano Giuseppe Lanza di Scalea.

"Che effetto mi ha fatto? Lui era davvero il Gattopardo - dice la Parietti -. Ho avuto la fortuna di avere una grandissima confidenza con lui, uomo di etica e di pensiero. La sua malattia non l’ho vissuta perché aveva una compagna ed era giusto che fossi più defilata, ma se avessi potuto staccarmi un braccio per farlo stare meglio lo avrei fatto. Chi mi avvisò della morte? Sua figlia Giulia, per me un riconoscimento: sapeva quanto bene ci volevamo. Quando ho letto il messaggio, è stato l’unico momento in cui mi sono permessa di piangere. La morte di Giuseppe, dopo quella dei miei genitori, ha rappresentato la perdita della famiglia. Giuseppe era mio pilastro, amico, non potevo immaginare che potesse non esserci più. Di certe cose potevo parlare solo con lui. E' stato un dolore così violento, che è stato come cadere in un lago melmoso con una pietra al collo: potevo solo scegliere se vivere o morire e niente come il nostro lavoro ti fa restare a galla e ti permette di andare avanti nonostante l’abisso sul quale cammini".

Alba Parietti ha rivelato: "Non sono andata ancora a salutarlo a Palermo, ma lo farò. Da poco in Spagna ho incontrato un suo caro amico e ci siamo abbracciati e lo abbiamo ricordato così. Se avesse potuto richiamare in vita qualcuno per la festa dei 60 anni?
 I miei genitori e Giuseppe, ognuno per un motivo diverso. Giuseppe perché è e rimarrà sempre il mio migliore amico".

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