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La telefonino-dipendenza tra i giovani, parte progetto: "C'è chi lo usa 10 mila volte al giorno" | VIDEO

Si chiama Stop Phone: obiettivo dell’iniziativa è quello di promuovere un corretto e consapevole uso degli smartphone in età pediatrica e non solo

 

Due anni di attività, cinquanta mila ore di intervento nelle scuole del distretto 42 che oltre Palermo comprendono i Comuni di Monreale, Altofonte, Villabate, Belmonte Mezzagno, Piana degli Albanesi, Santa Cristina Gela e Ustica. Sono i numeri dal progetto "Stop-Phone" che è stato presentato ieri a Villa Magnisi nel corso di un evento formativo che ha visto approcciare la tematica attraverso l'analisi di esperti sui maggiori rischi psicologici e fisici legati ad uno scorretto uso dei cellulari soprattutto tra i bambini e gli adolescenti.

L'obiettivo dell’iniziativa - messa a punto dall'Asp di Palermo che prevede il coinvolgimento di diverse comunità professionali attraverso una rete inter-istituzionale coordinata da Vivi Sano Onlus - è infatti quello di promuovere un corretto e consapevole uso dei telefoni cellulari informando sui rischi di un utilizzo improprio di questi dispositivi in età pediatrica e non solo. "Siamo i primi in Sicilia e tra i primi in Italia a partire con il progetto pilota su questo tema inserendo aspetti di cui prima non è mai parlato - afferma Roberto Gambino, referente per l’Asp di Palermo del progetto - in questi due anni coinvolgeremo studenti, docenti, famiglie, pediatri ed operatori della sanità intercettando nuovi bisogni di salute da non sottovalutare". 

"La nostra Onlus - aggiunge Daniele Giliberti, amministratore delegato di Vivi Sano Onlus - coordina una comunità educante che lavorerà per due anni a questo intervento in linea con gli ultimi accadimenti che obbligano i Ministeri all’Istruzione, alla Salute e all’Ambiente ad avviare campagne informative sull'uso consapevole dei cellulari e sui rischi connessi al loro uso". 

Durante la mattina di attività formative sull'argomento sono stati diversi gli interventi dei massimi esperti del settore in Sicilia. "I cellulari sono strumenti che possono invece tutti gli spazi della nostra vita - spiega Daniele La Barbera, direttore dell'unità operativa di Psichiatrica del Policlinico Giaccone - modificare i comportamenti tecnologici è difficile visto che i fenomeni di evolvono continuamente. Basti pensare che c'è un forte legame psicologico che si viene a creare con questi dispositivi. Una persona che usa moderatamente il suo cellulare tocca il display circa 2700 volte al giorno. Gli utilizzatori compulsivi invece possono arrivare ad entrare in contatto con il cellulare almeno 10 mila volte al giorno".

Antonio Sansone Santamaria, fisico dell'Arpa Sicilia ha parlato di come le abitazioni siano fortemente esposte alle onde elettromagnetiche a causa del numero di dispositivi di uso comune che vi si trovano. Tra gli interventi anche quelli di Giovanni Caramazza che si occupa di Educazione alla Salute per l’Ufficio Scolastico Regionale sui rischi dell'uso del cellulare su strada, del pediatra Nicola Cassata, delegato regionale della Società Italiana di Pediatria e della psicologa Anita Scarpello. “L’aspetto pedagogico è indispensabile per spiegare ad adulti e ragazzi come utilizzare i cellulari in modo intelligente - commenta Toti Amato, presidente dell’Ordine dei Medici di Palermo- ci sono comportamenti da evitare come quello di addormentarsi ascoltando musica con cuffie auricolari o far giocare i bambini con un tablet connesso alla rete come se fosse un giocattolo innocuo. Sono tutti comportamenti infatti che possono causare danni biologici”. 

A dare il suo contributo durante la mattinata di attività formativa anche Roy Paci che ha letto il testo di "Adesso", brano che parla proprio del tema dell’utilizzo improprio dei cellulari. Infine si è discusso sulle linee guida regionali per individuare un approccio multidisciplinari e inter-istituzionale sulla tematica. Ciò che emerge infatti è la mancanza di un’ indagine epidemiologica sul tema. Lavoro che, come afferma Daniela Segreto dell'Assessorato regionale alla Salute, sarà realizzato con le scuole che hanno aderito al progetto. 

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