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Dall'abbandono alla street art: così rinasce la Chiesa di Santa Sofia alla Vucciria | VIDEO

L'esperimento è stato realizzato da Marco Mirabile con Mario Zito, direttore dell’Accademia di Belle Arti, e Giulia Ingarao, docente di Storia dell’arte con la collaborazione degli studenti dei corsi di decorazione e di pittura

 

Uno sposalizio tra patrimonio antico e street art nel cuore del capoluogo. E' l'esperimento messo a punto nella chiesa tardo cinquecentesca di Santa Sofia dei Tavernieri alla Vucciria, ideato e realizzato da Marco Mirabile insieme ai docenti dell'Accademia di Belle Arti Mario Zito, direttore dell’Accademia, e Giulia Ingarao, docente di Storia dell’arte con la collaborazione degli studenti dei corsi di decorazione e di pittura: Francesco Gennaro, Vincenzo Cuscino, Ivan Di Giuseppe, Giuseppe Longo, Marcello Nocera e Luca Picciché.

Il progetto decorativo è stato promosso sostenuto da Mediolanum Corporate University, attraverso la sua piattaforma culturale Centodieci nell’ambito del progetto esclusivo per Palermo Capitale della Cultura 2018. È di pochi giorni fa la delibera di giunta del Comune di Palermo che stabilisce le linee guida da seguire per una corretta e legale espressione della street art. 

La chiesa di Santa Sofia, tra la Vucciria e Palazzo della Borsa, fu fondata dalla congregazione dei Tavernieri lombardi intorno al 1590, fu abbandonata per le precarie condizioni strutturali che richiesero lo smontaggio della volta di copertura in pietra e di porzioni della muratura perimetrale, avvenuta nel 1936. Ai fini della conservazione degli elementi storico artistici in stucco rimasti all'interno della chiesa nel 2012, per intervento della Soprintendenza Beni Culturali e Ambientali, con il finanziamento della Direzione Centrale per l'amministrazione del Fondo Edifici di Culto del ministero dell'Interno - proprietaria della chiesa - è stata realizzata una nuova copertura provvisoria, che ha compreso il tavolato esterno.

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