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Falegname vittima di uno scambio di persona lascia il Pagliarelli ma viene condannato a 5 anni | VIDEO

Sentenza Mered, c'è stato un errore ma l'imputato, un 32enne eritreo che dal 2016 era in carcere, avrebbe comunque favorito l'immigrazione clandestina

 

"Sapevo che mio fratello era innocente". Sono le parole piene di emozione di Hiwet, sorella di Medhanie, che per ore ha aspettato il fratello seduta su un gradino. Sembrava una vicenda finalmente a lieto fine quella di Medhanie Tesfamariam Behre, falegname eritreo di 32 anni che da 3 era detenuto in carcere perché scambiato per Mered, il generale trafficante di esseri umani più ricercato al mondo. Per lui era stata chiesta una condanna di 14 anni di reclusione.

Arrestato in Sudan nel 2016 e poi finito al carcere Pagliarelli, dopo la sentenza emessa nell'aula bunker dell'Ucciardone con cui la seconda sezione della Corte d’Assise ne ha richiesto la scarcerazione - dopo ore di attesa da parte dei familiari e dell'avvocato Michele Calantropo, che ne ha seguito la vicenda - Medhanie ha lasciato la casa circondariale su una volante della polizia. Alla videocamera che lo inquadra, mostra i polsi ammanettati. Il giovane uomo sarebbe stato condotto nel centro di identificazione ed espulsione di Caltanissetta. La corte presieduta da Alfredo Montalto lo ha comunque condannato a 5 anni perché con un trafficante avrebbe avuto contatti telefonici.

Nel pomeriggio lo stesso avvocato Calantropo aveva espresso perplessità sulle lungaggini della scarcerazione. Non crede ai suoi occhi Hiwet, la sorella di Medhanie, che per ore ha aspettato invano di riabbracciare il fratello. La giovane, che porta il volto di Medhanie sulla maglietta insieme alla scritta "mio fratello innocente libero", invece è riuscita a capire appena che il suo Medhanie era a bordo di quella volante che sfrecciava via veloce, tanto da non lasciarle il tempo nemmeno di un sorriso.

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