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Regionali, Fava sorride a metà: "Dopo 11 anni all'Ars ma quanti errori da Orlando e Pd..." | VIDEO

Incassa la sconfitta sulla presidenza con fair play e annuncia "vera opposizione".

 

"Non - sottolinea - come quella fatta negli ultimi cinque anni dal Movimento Cinque Stelle, che non ha lasciato tracce straordinarie". Forte del risultato ottenuto dalla lista “Cento passi”, Claudio Fava promette "qualità e trasparenza all’Ars", ma soprattutto non rinuncia a togliersi qualche sassolino dalla scarpa nei confronti del Pd e del sindaco di Palermo Leoluca Orlando. "Il superamento del 5% - afferma - significa molto: dopo undici anni la sinistra torna nel Parlamento regionale. Ci torna per restarci, per fare opposizione, per lanciare, a partire dalla Sicilia, una proposta politica che guarda anche al resto del Paese. Una proposta politica dove tutta la sinistra si ritrova senza sommare le bandiere una accanto all'altra, ma con un progetto condiviso". E pazienza per la corsa a Palazzo d’Orleans, dove Fava si piazza al quarto posto. Colpa, secondo il vicepresidente della commissione nazionale Antimafia, "di una polarizzazione e una corsa al 'voto utile' che sarebbe stata degna di cause migliori. Certo avremmo preferito maggior rispetto nei confronti degli elettori. Non abbiamo gradito come dirigenti del Pd abbiano, con toni esasperati ed esasperanti, proposto un solo punto: non votare Claudio Fava. Non mi pare che questo abbia portato bene a Micari. Eppure il dialogo e il confronto non lo neghiamo a nessuno, nemmeno al Pd. La nostra non sarà certo l’opposizione di sua maestà".

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Dall’attacco al Pd alle stilettate a Orlando il passo è breve. Il Professore si dice convinto che "se la sinistra continuerà a dire di no, sarà condannata a essere minoritaria". Fava risponde con numeri e considerazioni a margine, partendo dal fatto che "non abbiamo mai fatto una campagna contro qualcuno. Orlando ha un problema antico, non riesce a governare le proprie sconfitte, sin dal 1994: lo dico per esperienza vissuta e personale. Qual è stato il contributo del sindaco di Palermo? Il candidato che lui ha scelto ha preso 9 punti in meno della coalizione e la lista di Micari, da lui sostenuta, è fuori dall’Ars. Assieme a quella di Alfano; mentre Cardinale andrà in soccorso del vincitore. Io qualche dubbio me lo porrei, c'è una filiera di errori e omissioni tale che mi chiederei cosa non ha funzionato a Palermo, che era la città del rettore e del sindaco". 

Fava, dal canto suo, promette che resterà in Sicilia. E dopo aver fatto i complimenti a Musumeci  "persona perbene, malgrado non abbia avuto la capacità di pretendere il controllo sulle liste" , lancia l’allarme su quello che definisce il 'governo parallelo': "Ho visto rianimarsi attorno a Musumeci antichi appetiti, anche questo ci carica di una responsabilità in più".

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