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Salvini a Corleone, alle polemiche preferisce i selfie: "Liberiamo il Paese dai nuovi occupanti" | VIDEO

Festa della Liberazione tutta siciliana per il vicepremier. Prima l'inaugurazione della sede del commissariato alla presenza, tra gli altri, del capo della polizia Franco Gabrielli. Dopo l'incontro con la stampa, il ministro si è concesso alla folla che lo attendeva all'esterno, dando istruzioni precise per fare un foto con lui

 

Camicia bianca e giacca scura ma niente cravatta, disponibile con i simpatizzanti che lo attendono per un selfie e molto più sintetico con i cronisti che tornano sulla differenza di vedute con i colleghi di governo sul 25 aprile. Il ministro dell'Interno Matteo Salvini inizia da Corleone la sua festa della Liberazione e, allo stesso tempo, il suo tour siciliano in alcuni dei comuni al voto domenica.

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Il vicepremier ha inaugurato il commissariato di polizia e scoperto una targa in memoria delle vittime di mafia. Al suo fianco il sindaco Nicolò Nicolosi, il presidente della Regione Nello Musumeci, il prefetto Antonella De Miro, il questore Renato Cortese e il capo della polizia Franco Gabrielli.

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"La mafia non vince. Ho fatto bene a venire a Corleone oggi, per liberare, nel giorno della Liberazione, un territorio da un'etichetta infame - ha detto Salvini -. E' un mio dovere essere qua, in trincea. Corleone, Palermo e Sicilia non sono mafia. L'italiano non è mafia, pizza, spaghetti e mandolino. L'italiano la mafia la sconfigge, partendo da educazione, giovani e lavoro". 

"Siamo contenti che lei sia qui - ha detto al ministro il sindaco Nicolò Nicolosi - Corleone si aspetta infatti decisioni per lo sviluppo e il lavoro. Ecco perchè anche in Consiglio comunale e nella mia amministrazione c'era un'attesa per la sua presenza, come se dovesse arrivare, scusi l'accostamento, la 'befana', nel senso che adesso attendiamo scelte per il rilancio di questo paese che ha pagato costi altissimi".

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Salvini si è poi spostato a Monreale. Dopo la visita del Duomo e dopo avere deposto un mazzo di fiori davanti alla lapide dedicata ad Emanuele Basile, ufficiale dei carabinieri assassinato proprio a Monreale dalla mafia la sera del 3 maggio 1980, ha pranzato nella casa in campagna di un candidato al Consiglio comunale, Giuseppe La Corte, passato di recente alla Lega. Ad accompagnare il ministro il suo staff e il sottosegretario Stefano Candiani, oltre all'assessore catanese Fabio Cantarella e altri leghisti. Menù, almeno secondo quanto "postato" su Facebook, tipicamente siculo.

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Salvini è poi andato al Bar Italia gestito da Ciro Giangrande, fratello del maresciallo (medaglia d'oro al valore civile) ferito nel 2013 in un attentato davanti a Palazzo Chigi. Il ministro ha parlato al telefono con il graduato dell'Arma rivolgendogli espressioni di coraggio e conforto.

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