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"Guillaume Tell" torna a Palermo dopo 50 anni, la nuova stagione del Massimo debutta in francese | VIDEO

La magnificenza della natura e l'elogio della libertà. L'opera di Rossini fa il suo ritorno in città il 23 gennaio, in omaggio ai 150 dalla sua scomparsa. Giambrone: "Si va verso il tutto esaurito".

 

Il "Guillaume Tell", scritto nel 1829, costituisce in un certo senso il testamento del compositore pesarese che in seguito si dedicherà solo alla musica da camera. Grandi scene di massa, una tempesta sul lago, l'aspirazione di un popolo e una grande musicalità. 

L'inaugurazione della nuova stagione del teatro di piazza Verdi è stata presentata oggi nel Palco Reale, alla presenza del soprintendente Francesco Giambrone, del direttore d'orchestra Gabriele Ferro, grande interprete rossiniano, del regista Damiano Michieletti e - tra gli altri - di uno degli interpreti del personaggio, Roberto Frontali. 

In particolare, Michieletto sviluppa con attenzione il tema del rapporto tra padre e figlio: la fiducia di Jemmy nell'abilità del genitore, il suo vederlo come un eroe, sarà l'elemento che consentirà a Guillaume Tell di diventare realmente il liberatore sognato dal figlio. E poi la patria, non legata alla politica ma alla natura; un concetto che nelle scene di Paolo Fantin viene rappresentato dal grande albero caduto che occupa il centro del palcoscenico. 

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