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Emergenza idrica, invasi fuori uso e impianti fermi: "Un sistema che fa acqua da tutte le parti" | VIDEO

La denuncia della Cgil, che sollecita la partenza dei lavori per le sottoreti e per il bypass Scillato: le proposte per affrontare l'emergenza sono state l'argomento di una conferenza stampa

 

“Ci sono risorse per 1 miliardo e 200 milioni nel masterplan del Patto per il Sud, per depuratori e infrastrutture, somme approvate dalla Regione siciliana un anno fa, con la delibera 20 del 18 gennaio 2017. Cosa si sta facendo? Nulla? E' solo un effetto annuncio?”. Parte da questo dato la denuncia fatta dal segretario Cgil Palermo Enzo Campo nel corso della conferenza stampa sull'emergenza idrica di oggi.

E come denuncia la Cgil tra gli interventi ancora fermi del Piano triennale delle Opere pubbliche per Palermo ci sono anche le sottoreti di Boccadifalco, per 7 milioni di euro, la sottorete Villagrazia, 10 milioni e 200 mila euro, che dovevano entrambe partire nel 2017, e la sottorete Brancaccio-Villagrazia, opera da 30 milioni di euro, la cui realizzazione è prevista per il 2018. "Quartieri in cui l'acqua non arriva già adesso ogni giorno", denuncia la Cgil. "La crisi idrica - è l'accusa a Orlando - non può essere affrontata da un'azienda che da 5 anni non ha un direttore generale e il cui consiglio d'amministrazione è scaduto dal 5 luglio del 2017. Soprattutto tenendo conto del fatto che l'azienda, da quando ha rilevato Aps, ha assunto un ruolo sovracomunale, a carattere provinciale”.Nell'attesa dei turni, di fatto il razionamento a Palermo è già partito.

E mentre la Filctem Cgil Palermo chiede di dare seguito subito al piano di requisizione di tutti i pozzi, la Cgil denuncia ancora la vicenda di Scillato, oggetto di un intervento per un suo utilizzo parziale fatto nell'aprile del 2017, costato 1 milione e 300 mila euro: “La crisi idrica è iniziata più di un anno fa. Non avere messo totalmente in funzione Scillato, da cui si sarebbero presi 700 litri al secondo, è stato un errore: non si sarebbero svuotati gli invasi".

Molti invasi intanto sono già fuori uso. La Filctem e la Fillea sollecitano le opere di manutenzioni: “E' l'occasione per pulire i bacini, coperti al 10 per cento di fango. Svuotandoli dal fango, la capienza aumenterebbe”. E la Flai Cgil denuncia le perdite e le condizioni fatiscenti dell'invaso Poma, sul fiume Jato, realizzato per i terreni ricadenti nella zona di Partinico, la cui acqua è prelevata dall'Amap per Palermo. 

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