Attendere un istante: stiamo caricando il video...
Attendere un istante: stiamo caricando il video...

La grandine non ferma la rabbia anti Salvini, l'urlo di Orlando: "Palermo resta aperta" | VIDEO

Africani, indiani, palermitani: in tanti hanno partecipato al sit in contro il decreto sicurezza davanti a Palazzo delle Aquile, Faraone: "Salvini? Fa soffrire la gente e sta tutto il giorno a postare sue foto mentre mangia". L'ironia di Stefano Piazza: "Siamo tutti terroni"

 

Il freddo e la grandine non hanno fermato i palermitani, che sono scesi in piazza Pretoria numerosi per dire "no" al decreto Sicurezza e manifestare la propria solidarietà al sindaco Leoluca Orlando, che ha ingaggiato una battaglia a distanza con il vicepremier. Il primo cittadino ha disposto la sospensione della legge, diventando di fatto il leader di una mini rivolta contro il provvedimento voluto dal Viminale. Decisione che ha innescato un botta e risposta (non la prima) con lo stesso Salvini. Rappresentanti di associazioni, forum, sindacati, sindaci e semplici cittadini hanno dato vita a un sit in proprio davanti alla sede del Comune sotto lo slogan "Palermo città aperta". In piazza, c'è anche il segretario regionale del Pd Davide Faraone che a Salvini che chiede ai sindaci di dimettersi replica "Si dimetta lui".

Orlando stoppa Salvini: Digos all'ufficio anagrafe del Comune

"Non chiamatelo, per favore 'pro-Orlando' - ha sottolineato il Professore, visibilmente commosso - non è pro o contro qualcuno, ma per la nostra umanità". Una volta sceso in piazza, Orlando ha ribadito: "Il mio non è un atto di disobbedienza, eversivo è chi viola i diritti umani. Al nervosismo del ministro Salvini rispondo che ho esercitato le mie funzioni di sindaco, ho sospeso l'applicazione di norme e competenza comunale che potevano pregiudicare i diritti umani dei migranti".

A parlare di accoglienza anche l'arcivescovo Corrado Lorefice nella sua omelia di inizio anno nell'atrio di Palazzo delle Aquile. "Solo quando accogliamo o ci facciamo domande superiamo la chiusura che ci stringe e finalmente ci apriamo. Non chiudiamo la porta del nostro cuore ma la apriamo". E ancora, nella sua preghiera scritta in occasione del Natale: "Non ci accada di rimanere in silenzio dinnanzi ai disumani decreti che aggravano la sofferenza di quanti sono già vessati dalla povertà e dalla guerra". 

E la battaglia, come annunciato nei giorni scorsi, si sposterà davanti ai giudici. "Sarà la corte costituzionale a giudicare la legittimità costituzionale di queste norme - ha continuato Orlando - che hanno un sapore disumano e criminogeno. I palermitani sono un popolo accogliente. Queste norme sono un insulto non solo ai migranti, ma a tutti". E al ministro Salvini, che ha criticato l'atteggiamento dei sindaci che si oppongono al decreto, ha replicato: "Io traditore? Il ministro Salvini è nervoso perché evidentemente non ha argomenti. Io sono molto sereno perché sto facendo il mio dovere".

Un muro contro muro su più fronti. Orlando ha ribadito ancora una volta che "il porto di Palermo è aperto e accoglie i migranti. Dico al ministro Toninelli (responsabile delle Infrastrutture ndr) di smetterla di fare il 'pupo' nelle mani dell'eversivo Salvini".

La mobilitazione di Palermo non sembra però preoccupare Salvini. "C'è qualche sindaco incapace - ha detto a margine di un incontro a Chieti - che si inventa polemiche che non esistono, si preoccupano di presunti diritti di finti profughi. Io faccio l'interesse di italiani e profughi veri. Molti sindaci non hanno letto il decreto sicurezza, i bambini non possono essere toccati. Sono dieci sindaci, mentre in Italia ce ne sono ottomila, andiamoli a sentire".

E di immigrazione parla anche l'arcivescovo Lorefice nel corso della messa a Palazzo delle Aquile alla quale non erano presenti le autorità militari: "Non chiudiamo la porta del nostro cuore ma la apriamo", ha detto. Così Faraone (Pd): "Salvini? Sta tutto il tempo a girare e a deliziarci di foto mentre mangia". Infine l'ironia del comico Stefano Piazza: "Siamo tutti terroni".

Potrebbe Interessarti

Torna su
PalermoToday è in caricamento