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Non si piega al pizzo e apre concessionaria in bene sequestrato: "Chi denuncia non venga abbandonato" | VIDEO

Gianluca Maria Calì ha "sfidato" il racket e per questo sarebbe stato ripagato con danneggiamenti, minacce e intimidazioni. Al suo fianco Daniele Ventura, giovane commerciante che aveva aperto un bar a Borgo Vecchio ed è stato costretto a chiudere dopo le richieste estorsive

 

Dalle ceneri di un bene sequestrato nasce una concessionaria d'auto che fa dell'antiracket e dell'acquisto etico i propri vessilli. L'imprenditore Gianluca Maria Calì ha inaugurato nelle scorse settimane una rivendita d'auto nella zona di Bonagia, in viale Regione, a pochi passi dal Lucky Bar. Al suo fianco e in veste di collaboratore il giovane Daniele Ventura, che negli scorsi anni aveva aperto un bar a Borgo Vecchio. Dopo alcuni segnali inequivocabili e le richieste di pizzo ha denunciato i suoi estorsori e un anno dopo si è trovato costretto ad abbassare la saracinesca trovandosi solamente pieno di debiti.

"Per me - racconta Calì - è una grande soddisfazione dire che chi denuncia, oltre ad aver fatto il proprio dovere, ha la possibilità di riscattarsi e rilanciare la propria attività. Chiunque viene a comprare un'automobile qui saprà che neanche un centesimo andrà per pagare il pizzo". All'avvio di questa nuova avventura, però, non sono mancati segnali inquietanti: "Non è stato semplice. Davanti al nostro cancello - racconta Ventura - è stato fatto uno scambio di bare o è capitato che un gregge di pecore entrasse nella concessionaria sporcando di tutto. Per non parlare della gente che passa e ci insulta o ci mostra il dito medio".

Tutti episodi che Calì riferisce di aver denunciato ai carabinieri e all'autorità giudiziaria, come avvenne ad Altavilla quando due persone - come ripreso dal sistema di videosorveglianza - appiccarono un incendio distruggendo alcuni mezzi parcheggiati nello spiazzo della sua concessionaria (video in basso). Ciononostante ha deciso di non demordere e anzi invoca una legge che favorisca le denunce degli imprenditori e l'avvio di percorsi preferenziali per chi fa il proprio dovere morale ma può avere anche un tornaconto economico".

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